Arthur Herzog.
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L'orca assassina.
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Titolo originale: ORCA.
Traduzione di: Hilia Brinis.
1977. Arnoldo MONDADORI Editore. MILANO.
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Trascrizione elettronica resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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I romani la chiamavano divoratrice di squali, e ne avevano un sacro terrore. Ha fama di essere uno dei pochi animali che uccidono per il puro gusto di uccidere. La sua intelligenza  addirittura superiore a quella del delfino. E quando l'uomo osa farle un torto, l'Orca si scatena con furia devastatrice e non recede dalla sua vendetta nemmeno di fronte ad ostacoli insormontabili. E capace di inseguire la sua preda per spazi illimitati, e nessuna barca, grande o piccola che sia,  pi sicura di fronte a questo mostro marino.
Opera di Arthur Herzog, da cui la Dino de Laurentiis ha tratto uno spettacolare film, narra appunto la vicenda di un'Orca che vuole vendicarsi su un uomo, e non gli d tregua finch uno dei due, inseguitore o inseguito, non morir. Un romanzo ricco di tensione e costruito magistralmente da uno scrittore molto apprezzato dal pubblico anglosassone, e destinato sicuramente a farsi conoscere anche dal pubblico italiano.
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L'AUTORE.
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Arthur Herzog  molto noto in America per i suoi saggi politici. Collabora alle pi importanti pubblicazioni periodiche ed  anche direttore di alcune riviste. Partecipa inoltre attivamente alla vita politica del suo Paese. Questo non gli ha impedito, tuttavia, di dedicare parte del suo tempo a scrivere romanzi. E la sua prima opera, The Swarm, di prossima pubblicazione anche in Italia, gli ha fatto ottenere pure in questo campo un grande successo. Con questo nuovo libro, Herzog  riuscito ad avvincere per la seconda volta gli smaliziati lettori americani, e si appresta a diventare uno scrittore di fama internazionale.
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Da questo romanzo una produzione DINO DE LAURENTIS con RICHARD HARRIS, WILL SIMPSON, CHARLOTTE RAMPLING, BO DEREK.
Musica composta e diretta da ENNIO MORRICONE. Sceneggiatura di LUCIANO VINCENZONI e SERGIO DONATI.
Prodotto da LUCIANO VINCENZONI. regia di MICHAEL ANDERSON.
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L'ORCA ASSASSINA.
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PROLOGO.
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L'acqua erompeva in cascate di spuma ribollente via via che le nere montagne di carne emergevano dalle onde. I grossi cetacei, circa una trentina, nuotavano velocemente e con grazia. Alcune orche avanzavano con difficolt, mentre altre, pi giovani, si divertivano a urtarsi e a spingersi l'una con l'altra. Si tuffavano, schiaffeggiando l'acqua con la coda, per poi riaffiorare, emettere zampilli d'acqua e subito rituffarsi. Ventri bianchi e macchie scure le facevano assomigliare a clown smisurati, giganteschi.
I balenotteri si tenevano accanto alle madri, imitandone goffamente i movimenti quando non si immergevano per succhiare. Altre femmine si tenevano vicine, con fare protettivo, come grosse zie zitellone, piene d'affetto e d'orgoglio.
Due orche, di gran lunga pi grosse delle altre, nuotavano in coda al branco. Il maschio aveva una pinna alta, di forma strana. La femmina, appesantita dal balenottero che portava nel ventre, si teneva vicinissima al compagno. Avanzavano insieme lentamente, finch il maschio mand un grido strano, acuto. Il branco si distaccava sempre pi, la femmina appesantita nuotava con fatica e sembrava rimanere indietro. Il maschio la sospingeva a tratti dolcemente, come per esortarla.
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Capitolo 1.
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Lo dicevo, io, che avremmo dovuto fare la fila, si lagn Campbell. Andiamocene di qui.
Shhh! Sta' buono e fa' quello che ti dico, gli ordin sua sorella Annie con comica severit. Vedrai che non ci vorr molto.
Avvilito, sudato per l'afa di un maggio torrido, e con una gran voglia di bere qualcosa, Jack Campbell se ne stava in fila tra una calca di gente con bambini, macchine fotografiche e cibarie assortite.
Ne ho abbastanza di squali, protest. Andiamo via, facciamo una corsa in macchina fino a Key Biscayne. C' un posto...
Tu ne hai sempre abbastanza di tutto tranne che di gin, lo interruppe Annie, in tono che non era pi tanto scherzoso.
Questo, per,  un bestione che vale veramente la pena di vedere, assicur.  il pescecane pi grande che mai sia stato catturato al mondo. Perfino imbalsamato,  uno spettacolo tale da dare gli incubi. La gente urla di spavento,-quando lo vede...
Sai che gusto, farsi venire gli incubi, borbott Campbell. E poi, a me questi mostri non fanno nessun effetto. Ho dormito, io, mentre davano Lo Squalo.
Annie aveva avuto quella brillante idea la sera prima, quando Jack aveva detto di non essere mai stato all'acquario Marino, una delle principali attrazioni turistiche di Miami, e s che era vissuto l per una buona met della sua vita. La sorella aveva
subito afferrato l'occasione per mettersi a parlare animatamente dell'enorme squalo bianco in mostra all'acquario. Naturalmente, lo squalo era soltanto un pretesto: Annie voleva riuscire a strappare Jack dalla sua cuccetta a bordo del Bumpo, non fosse che per un pomeriggio. Da un pezzo, passava sempre pi tempo disteso l, a far niente. Campbell sapeva che sua sorella era in pensiero per lui, che si preoccupava del suo continuo bere e correr dietro alle donne, della sua apatia, del suo pessimismo, della sua amarezza, del modo come mandava (o non mandava) avanti il loro porticciolo turistico, il Golden Sands. Ma diceva a se stesso che Annie era matta, se s'illudeva che, a rimetterlo in carreggiata, bastasse una stupida gita fino a quel maledetto acquario, buono per i turisti gonzi. Aveva anzi sperato che lei, il mattino dopo, avesse dimenticato la faccenda dell'acquario, e invece no. Che diavolo! Non ci avrebbe rimesso proprio niente ad accontentarla, una volta tanto. Cos, alla fine Campbell aveva acconsentito a malincuore ad accompagnare Annie e Paul Sutro.
La fila di gente avanzava, pian pianino. Davanti a loro c'era una famiglia: tre ragazzini impazienti in magliette di cotone con disegni di squali, una donna sformata, con un paio di calzoni che la facevano apparire ancora pi informe, e un grassone con una camiciola a colori chiassosi. Il disegno della camiciola mostrava un pescatore che tirava su un pesce enorme, da poppa di una barca a motore. Il pesce non aveva scampo, stando al disegno. Nei calzoni troppo attillati, le anche della donna ondeggiavano come boe su un mare mosso. Campbell, inorridendo in cuor suo, paragon quello sfacelo alla figuretta minuta ma perfetta di sua sorella e si permise un attimo di invidia nei confronti di Paul Sutro, che viveva con lei nella palazzina del porticciolo. "Jack si domandava a volte, fuggevolmente, come fosse sua sorella, come donna.
Il grassone stava dicendo: Quasi quasi, domani noleggio una barca e mi cavo il gusto di pescare un bel merlano.
S, ma accontentati di una barca a remi, disse la moglie.
Qui, tra una cosa e l'altra, stiamo spendendo un patrimonio.
Visto che li guadagno io, decider io come spenderli, replic l'uomo in tono tagliente.
Annie afferr Jack per un braccio e bisbigli: Quello  un cliente. Dagli subito l'indirizzo. E siccome lui scuoteva la testa, Annie disse forte: Signore, lei...
Sta' zitta, borbott Campbell.
Dice a me? domand il grassone, sorridendo e sbirciando Annie con interesse.
No, parlava con me, disse Campbell.
Non sembrava, veramente.
Se le dico che  cos, ribatt Campbell, rigido.
L'uomo lo studi per un momento, poi gli volt le spalle. Si
rivolse alla moglie: Con duecento dollari me la noleggiano, una barca a motore. Ai ragazzi piacer.
Annie si tenne un po' indietro, mentre la fila avanzava di qualche altro passo. Sei il solito idiota, mormor con rabbia a Jack. Credi che possiamo fare a meno di noleggiarla, la barca? Duecento dollari ci avrebbero fatto comodo, o non lo sai?
Piantala, brontol lui.
Io proprio non ti capisco, certe volte. Cio, no, ti capisco fin troppo bene,  l il guaio.
L'occhiataccia di lui non la spavent per niente; sapeva perfettamente il bene che Jack le voleva. Poteva leggergli nei pensieri come in un libro aperto, e la cosa era reciproca.
Una volta arrivati alla cassa, Jack domand: Offri tu, vero? L'idea  stata tua.
Il sorriso ipocrita di Annie era un modo per castigarlo. Non ho portato soldi, con me.
Campbell guard per un attimo Paul, un giovanotto di statura media, ben piantato, suppergi dell'et di Annie. Aveva un paio
di baffi molto folti, modi sonnolenti e una faccia inespressiva. Ogni qualvolta c'era da tirar fuori il portafoglio, Paul Sutro portava lentamente la mano alla tasca posteriore dei suoi jeans un po' frusti e rimaneva cos, in vaga attesa. Ma Campbell gli doveva due settimane di paga, per cui non c'era scopo di mettersi a discutere. Jack tir fuori un vecchio portafogli di coccodrillo e porse al cassiere un biglietto da dieci dollari e due da un dollaro.
Al di l del cancelletto girevole, una passeggiata metteva in mostra fasciame di vecchie navi, ancore spagnole incrostate di cirripedi, gusci di tartarughe gigantesche e altri edificanti manufatti acquatici e navali. In fondo, c'era l'edificio principale. Il punto dov'era sistemato lo squalo si riconosceva subito dalla folla assiepata tutt'attorno, una vera calca, di ooh e di ah.
Non vedo niente, disse Annie. Prendimi in braccio, Jack.
Dillo al tuo amico, rispose lui, con un'alzata di spalle.
Prendimi in braccio, Paul
Paul la sollev da terra senza sforzo.
Misericordia! grid Annie. Ma  orrendo!
Sebbene fosse alto pi di un metro e ottanta, Campbell doveva sollevarsi sulla punta dei piedi per vedere il pescecane, che era montato su treppiedi e protetto da una lastra di vetro. Lo squalo era lungo circa otto metri, con occhi rotondi e luccicanti e denti enormi, dall'aspetto crudele. La pelle aveva un lustrore spettrale. Perfino da morto, il mostro appariva incredibilmente minaccioso. Eppure, in Campbell quella vista non suscitava alcuna vera impressione. Pensava: Annie ha ragione. Non c' pi niente che riesca a scuotermi.
Bene, mettimi pure gi, disse Annie. Di', Jack, che effetto ti farebbe trovarti alle prese con quello?
Te l'ho detto, gli squali non mi fanno n caldo n freddo, rispose lui, mentre si facevano largo per uscire da quella calca.
Sono pieni di denti ma insulsi. Possiamo tornarcene a casa,
ora? Si sforzava sempre, ma in genere senza successo, di astenersi dal bere fino al calar del sole, il che per lui significava le cinque del pomeriggio. Il tempo necessario per far la strada, con il traffico pomeridiano, e si sarebbe fatta l'ora giusta. Lo stomaco gli si contrasse, al pensiero dell'attesa.
Non ancora! ribatt subito Annie. Non abbiamo visto Flipper, il pesce ammaestrato, e neppure le orche marine...
Senti, io sono stufo di pesci. Flipper l'ho gi visto al cinema.
Vediamo le orche, almeno.
Sai che gioia! Altri fenomeni da baraccone presi dagli abissi marini, brontol Jack.
Ma alla fine convennero d'andare a vedere le orche, il cui numero era gi incominciato quando loro tre presero posto nell'anfiteatro. Un istruttore gesticolava da una piattaforma al di sopra della vasca mentre Hugo e Helga, le due orche, nuotavano lentamente. Una ragazza in bikini cavalcava uno di quei bestioni, tenendosi aggrappata a una pinna pettorale mentre l'orca, dopo averla portata in giro per la vasca, la riaccompagnava fino all'orlo della piscina. Il pubblico applaud con entusiasmo quando la ragazza si arrampic sul bordo.
Questa  una novit, disse Annie. Quando sono stata qui l'altra volta non c'era nessuna ragazza.
Una voce monotona prese a blaterare dall'altoparlante. Mentre Hugo e Helga si riposano un momento, lasciate che vi dica qualcosa sulle orche marine in genere.
L'orca, che in conclusione  la specie pi grande di delfino, vive in tutti i mari, sebbene sia pi probabile incontrarla in piccoli branchi nell'Atlantico settentrionale o nel Pacifico, lungo le rotte di altre specie di cetacei di cui divora le carni. La forma affusolata e le pinne muscolose fanno s che sia la pi veloce fra tutti i cetacei. Misura fino a nove metri e pesa da due a tre tonnellate, sebbene ne siano state avvistate anche di pi grosse.
L'orca marina  l'animale pi feroce che esista al mondo. Non ha l'uguale nel mare: neppure nel capodoglio, che misura fino a diciotto metri e costituisce, anzi, la sua preda principale. In un attacco tipico, un certo numero di orche convergono sulla testa di quella preda tanto pi mastodontica, di cui schiudono a viva forza la bocca per arrivare alla lingua gigantesca, che strappano e divorano. In un esempio di cui si conserva la documentazione, una singola orca uccise un enorme capodoglio, balzandogli ripetutamente sul dorso.
L'orca marina  dotata di denti aguzzi e taglienti: ne ha da venti a ventotto in ciascuna mandibola. La bocca enorme  in grado di inghiottire un delfino intero. Con un unico morso, pu staccare da una balena un pezzo di carne del peso di circa duecento chili. Dallo stomaco di un'orca marina lunga poco pi di otto metri vennero estratti i resti di tredici tartarughe di mare, quattordici foche e un corpo umano. Una quindicesima foca era rimasta in gola al cetaceo, facendolo morire soffocato.
Gli antichi romani chiamavano questo animale Orcinus orca, ovvero "portatore di morte".
Non hanno un aspetto tanto terribile, viste cos, pensava Campbell, osservandole. I due bestioni avevano pinne dorsali molto alte, pinne di coda piatte e corpi neri e aerodinamici, con il ventre bianco e segni bianchi sopra gli occhi. La loro pelle sembrava liscia e setosa. Davano un'impressione di forza e di eleganza, e Campbell ne era impressionato suo malgrado.
L'orca marina pu essere un'amica per l'uomo. Ci sono stati casi in cui questi animali hanno spinto a riva navi sul punto di affondare e individui in pericolo di annegare. Al tempo stesso, perfino Hugo e Helga, cresciute in cattivit fin da quando erano balenotteri, possono essere difficili da trattare. Si offendono terribilmente se vengono insultati e trattati con asprezza, hanno vere e proprie crisi di nervi e sono bisbetiche. Spesso ingaggiano con i loro istruttori una vera e propria gara di testardaggine.
Campbell si domandava se le orche comprendessero il significato della parola cattivit. Era mai possibile? E, in tal caso, come reagivano?
Una femmina ha un balenottero alla volta, dopo una gravidanza di circa un anno. Madre esemplare, ha molta cura del suo piccolo. Le orche hanno sviluppatissimo il senso della famiglia e del branco e, se una femmina o un balenottero  ferito, gli altri adulti si sforzano di aiutarli e portarli in salvo. Se poi una femmina o un piccolo vengono uccisi, gli altri cercano vendetta.
Le orche possono anche aggredire l'uomo, ma  raro, a meno che non siano state minacciate, loro o le loro famiglie.  incredibile ma vera la storia di due boscaioli della Columbia Britannica i quali, mentre spingevano in acqua tronchi d'albero, facendoli rotolare gi per un pendo, videro passare in basso un gruppo di orche. Di proposito, uno dei due diede la spinta a un tronco, che and a colpire un'orca, ferendola. Le altre si allontanarono. Quella sera, mentre i due legnaioli remavano per tornare al campo, le orche apparvero improvvisamente dal buio e rovesciarono la barca. L'uomo che aveva fatto rotolare il ceppo scomparve sott'acqua e non se ne seppe pi niente. L'altro se la cav e pot raccontare l'avventura. Evidentemente, le orche avevano atteso per tutta la giornata il momento della vendetta.
Alcuni ritengono che l'orca sia la creatura marina pi simile all'uomo. Dato che l'uomo, in genere, non d la caccia a questo cetaceo, l'orca non ha rivali per quanto riguarda la supremazia del mare:  in cima alla scala della vita oceanica. Domina in acqua proprio come l'uomo domina sulla terra. Ho accennato ai sentimenti famigliari quasi umani dell'orca. Anche il suo arco vitale equivale suppergi a quello degli uomini: da trenta a settant'anni, sebbene si abbia notizia di orche anche pi vecchie.
Come l'uomo, l'orca ha un cervello sviluppatissimo. Anzi, il suo cervello, che ha un unico lobo,  perfino pi grande e pi complesso di quello umano. L'orca ha una memoria sorprendente
e ragguardevoli capacit mentali. Della sua intelligenza non si sa molto, salvo che  potente, forse sotto alcuni aspetti superiore perfino a quella dell'uomo. Come l'uomo, inoltre, l'orca pu parlare. Comunica emettendo suoni e captando echi come il sonar. I suoni che tra poco udrete possono essere captati da altre orche, a notevole distanza. Hugo, Helga, parlate!
Dalla piattaforma, l'istruttore prese a gesticolare vigorosamente, e le orche, ubbidienti, cominciarono a emettere suoni: erano suoni strani, irreali, sibili ora risonanti ora lamentosi, come accordi misteriosi provenienti dallo spazio, apparentemente gai e in realt tristi, infantili e al tempo stesso vecchi come la terra stessa. Campbell si tendeva in avanti per udire meglio, desiderando di poter comprendere.
... il discorso, chiamiamolo cos, delle orche prigioniere  stato registrato con un idrofono e analizzato da un calcolatore. Si  potuto accertare che conteneva quindici milioni di frammenti di informazioni, come li chiamano i tecnici addetti al calcolatore. Per raffronto, il poema epico di Omero, l'Odissea, contiene un milione appena di frammenti...
Bene in alto al di sopra della vasca correvano due fili e da ciascuno di essi pendeva un enorme pezzo di carne, trasportato verso il centro per mezzo di carrucole.
Forse, se le orche parlassero il nostro linguaggio, o noi il loro, ci ricorderebbero che molti generi di balene sono in pericolo e finiranno presto per estinguersi se l'uomo non cesser il suo insensato massacro nei loro confronti. E ora state per vedere Hugo e Helga compiere l'impossibile. Orche!
L'istruttore agit le braccia, e i due animali, a malapena increspando la superficie, scomparvero. Campbell calcol che la profondit della vasca doveva essere di circa dodici metri. Che cosa stavano facendo i due bestioni l sotto? Immagin che stessero raccogliendosi su se stessi come molle gigantesche. Ma non potevano arrivare fino alle esche, un balzo di quell'altezza era impossibile per animali di tale mole.
Dal fondo della vasca, schizzarono in su come missili, squarciando la superficie con un ribollire improvviso, i grossi corpi sfreccianti nell'aria fino a che le code vennero a trovarsi a pi di tre metri dall'acqua. Pinne piatte, bocche aperte, agguantarono la carne, ricaddero e finirono in acqua con violenza tale da inondare di schizzi il pubblico.
La folla url. Paul Sutro si lasci sfuggire un'esclamazione di meraviglia. Ma Campbell rimase immobile. Tentava di capire perch quelle orche l'avessero tanto commosso. Gli avevano mostrato... la vita, s. Una vita piena di furore e di violenza, una vitalit ben diversa dall'abulia che lo paralizzava. Che cos'era lo strano sentimento che quegli animali suscitavano? Meraviglia? Rispetto? No, era qualcosa di pi profondo, qualcosa che lui non riusciva a comprendere del tutto. Se soltanto... Be', lasciamo perdere, disse a se stesso; tra poco sarebbero state le cinque.
Le orche nuotavano tranquille, ora, come soddisfatte delle loro prestazioni. La pi grossa, Hugo, si avvicin all'orlo della piscina, proprio nel punto dove sedeva Campbell, e sollev il testone dall'acqua, come a passare in rassegna il pubblico. Gli occhi erano rossi, e in quell'attimo Jack Campbell sarebbe stato disposto a giurare che fissavano proprio lui. Nelle profondit di quegli occhi feroci si annidava un messaggio imperscrutabile. Era una sfida? Un avvertimento?
Presso l'uscita c'era una fila di macchine che scolpivano dei souvenirs, ovvero modelli in plastica delle svariate attrazioni dell'acquario. Una macchina scolpiva Flipper di plastica; un'altra, grandi squali bianchi e, una terza, le orche. Campbell inser qualche moneta e osserv il meccanismo all'opera. Un'orca lunga quindici centimetri cadde da una fessura, e lui se la mise in tasca. Chiss per quale sciocca ragione, sperava che l'orca gli portasse fortuna. Ne aveva bisogno.
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Capitolo 2.
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Il Golden Sands era appartenuto al padre di Campbell, cos come il Bumpo, che era attraccato alla banchina del porticciolo turistico e veniva usato da Jack come casa galleggiante. Le molte donne che passavano la notte a bordo si lamentavano del disordine che vi regnava. Gus Novak, il quale lavorava per Jack, come un tempo aveva fatto per il padre, provvedeva alla manutenzione della barca. Se non fosse stato per Gus, il Bumpo non sarebbe stato neppure in condizioni di navigare. Non che Campbell fosse disposto a fare lo sforzo di fargli prendere il mare, del resto.
Bill Campbell, il padre di Jack, imbarcato a bordo di un dragamine durante la II guerra mondiale, da semplice marinaio era diventato tenente di marina e poi comandante, guadagnandosi tutta una serie di medaglie. Originario della costa del Massachusetts, dopo la guerra si era stabilito in Florida e aveva avviato un piccolo noleggio di barche a motore. Lavorando sodo e limitandosi nelle spese, alla fine aveva acquistato il Golden Sands. Da principio era stata dura, perch il porticciolo privato era un po' fuori mano. Bill, un omone socievole, con una gran barba rossiccia, riuniva in s il fascino e l'eccezionale parsimonia degli scozzesi. Il porticciolo era riuscito a farsi un lungo elenco di clienti regolari.
Quando, negli anni Cinquanta, gli affari avevano cominciato ad andare a gonfie vele, Bill aveva acquistato l'imbarcazione per una sciocchezza e l'aveva fatta rimettere in ordine.
La Mary, come l'aveva chiamata lui, dal nome della moglie, era un vecchio peschereccio di quindici metri. Costruito negli anni intorno al '30, aveva una solida intelaiatura di quercia, fasciame in legno di pino, un corto albero maestro sormontato da una gabbia e un secondo albero a poppa ancora pi corto. C'era una cabina di pilotaggio, la timoniera collocata bene a prora, e una cabina principale di buone proporzioni, che conteneva l'alloggio di Campbell e una piccola cambusa. Il ponte, che nel punto pi largo era quasi cinque metri, era servito da area di lavoro ai tempi in cui la Mary veniva usata per la pesca del tonno. Sul bompresso c'era un pulpito rotondo circondato da una ringhiera di sicurezza di metallo, dal quale era possibile ramponare grosse prede durante la pesca d'altura. Bill aveva fatto installare un motore Ford-Lehman di 150 cv, che consentiva alla Mary una velocit di crociera di dieci nodi. La barca era comoda, spaziosa e teneva bene il mare, anche se nessuno avrebbe saputo definirla chic.
Bill l'aveva usata in parte per lavoro e in parte per diletto. Jack ricordava ancora le crociere al chiaro di luna, con la famiglia e gli amici a bordo. Inoltre, l'imbarcazione era servita anche da scuola nautica per Jack Campbell; il padre lo aveva addestrato, facendo di lui un marinaio di prim'ordine. Forse, aveva perfino esagerato nell'addestramento.
Jack era andato via da casa per il servizio militare in Marina, dove aveva imparato a fare del pugilato, a bere, a maneggiare armi ed esplosivi e a detestare l'autorit, o a detestarla pi di quanto gi la odiasse. Forse, la sua era ribellione contro la disciplina a volte aspra del padre, o forse (come aveva finito per sospettare) era semplice incapacit di dare uno scopo alla propria esistenza; fatto sta che, terminato il servizio militare, dopo qualche mese di college aveva deciso di girare un po' il mondo per conto suo e non era pi tornato a casa per anni.
All'epoca, per, aveva creduto che tutta quell'esperienza avrebbe finito per dare i suoi frutti, prima o poi. Aveva fatto il camionista a Chicago e l'autista di taxi a Denver, poi aveva lavorato in un'acciaieria di Birmingham, dove si era cacciato in una quantit di risse. Si offendeva per niente ma, mentre sapeva difendersi bene in una zuffa, non aveva in s l'istinto di far del male all' avversario, come aveva scoperto quando, commettendo un errore comune a molti bravi pugili dilettanti, aveva tentato di darsi al professionismo. Aveva appena terminato, e perso, il suo terzo
incontro, quando Bill aveva telefonato per dirgli che Mary era morta.
La madre di Jack era improvvisamente morta di polmonite a soli quarantotto anni. Bill, di sette anni pi vecchio di lei, non faceva che andarsene attorno con un'espressione smarrita sulla faccia ancora giovanile, e Jack si era preso cura lui della sorellina undicenne, badando agli abitini da farle indossare per andare a scuola, preparandole la colazione del mattino, sorvegliando che facesse il bagno e si lavasse i denti: tutto quello che avrebbe fatto una madre. Per un anno era rimasto in famiglia, lavorando di lena al porticciolo. Ma non appena Bill era tornato quello di una volta, Jack si era sentito riafferrare dalla solita irrequietezza, ed era ripartito. Era seguita un'altra lunga serie di posti di lavoro: barista, operaio, un po' di tutto. Jack non era mai finito in prigione, ma a volte aveva l'impressione che quella del galeotto fosse l'unica esperienza che non aveva fatto.
Perch mi riesce impossibile scegliere una strada e seguirla? domandava a se stesso mentre, un bicchiere di gin in mano, se ne stava appoggiato al parapetto della barca, ribattezzata Bumpo. Era tardi, e come al solito lui stava lottando con la sua vecchia nemica, l'insonnia, per la quale non conosceva altre cure che il bere o le donne, oppure entrambi i rimedi. Aveva mandato a monte un appuntamento con una bionda un po' scialba, pescata in un locale; l'ennesima di una serie di bambole di plastica con belle forme, facce inespressive e completamente prive di calore. Sembrava che fossero uscite da una catena di montaggio, tanto si assomigliavano. Ne aveva conosciute talmente tante che cominciava a domandarsi se non fosse il vero responsabile di quell'assenza di reazioni, nonostante il fatto che le donne sembravano realmente attratte da lui. Ma al momento non voleva neppure pensare alle donne.
Quel giorno, all'acquario, si era sorpreso a identificarsi con le grandi creature intrappolate nella vasca, dalla quale non poteva
esservi fuga nell'infinita distesa del mare, loro vera sede. L'avventura che costituiva l'essenza della vita di un'orca era stata loro negata. S, d'accordo, forse quelle sue fantasie sulle orche marine erano assurde. Eppure, aveva letto in loro la sua stessa angoscia. Solo che, lui, la vasca di cui era prigioniero se l'era costruita da s. In tutti i modi aveva tentato di uscirne, pensando, spostandosi, illudendosi di trovare un'unica grande avventura che lo riempisse di euforia e di stupore, bandendo il senso di vuoto toccatogli in sorte su questo miserabile pianeta. Di questo era sempre andato in cerca, ma inutilmente. Cos, aveva rinunciato a cercare e si era sposato. E siccome neppure questo era servito a niente, aveva provato ad anestetizzarsi con il gin. Ma quelle orche non si erano date per vinte: lui ne era certo. Sotto l'apparente docilit, continuavano a lottare disperatamente.
Campbell and in cabina, si vers un'altra dose di gin liscio e ritorn presso il parapetto. Le luci del porticciolo si rispecchiavano nell'acqua ricoperta da un velo oleoso. Sebbene lui si sforzasse di dimenticare la sua ex moglie, a volte il ricordo di lei galleggiava sui suoi pensieri, come un rottame sulla superficie del mare. Ma perch, in nome di Dio, l'aveva sposata? Non per amore, come aveva compreso in un secondo momento, ma pi che altro per stanchezza delle sue costanti conquiste. Aveva sperato che la vita matrimoniale potesse essere migliore della sua cosiddetta libert. E poi, il matrimonio era una cosa che ancora non aveva provato, e le nuove esperienze contano sempre. Lei, ripensandoci, era una ragazza assolutamente banale sotto tutti gli aspetti salvo quello estetico, ma a quello lui aveva fatto ben presto l'abitudine. Per diversi anni erano vissuti in una cittadina della California, dove lei lavorava come cameriera e lui vendeva ciclomotori. Il matrimonio era stato tollerabile o, per lo meno, non del tutto intollerabile.
Quando suo padre si era ammalato, lui era tornato in Florida con la moglie. Il chirurgo si era sbagliato nell'asserire che il male era stato estirpato in tempo, e per Bill Campbell era incominciato un lento, penoso declino. Il coriaceo vecchio rifiutava di lamentarsi e continuava ad amministrare il porticciolo e ad accompagnare a pesca i clienti, sebbene i chili scemassero via via dalla sua solida ossatura. Jack, desiderando conoscere meglio suo padre, passava sempre pi tempo con lui e a poco a poco aveva scoperto qual era l'opinione del padre sul conto suo.
Nonostante tutta la sua apparente socievolezza, Bill Campbell aveva sempre tenuto i suoi pensieri per s. Raramente aveva interferito nella vita dei figli, sebbene la sua anima presbiteriana lo avrebbe sicuramente spinto a opporsi senza mezzi termini alla coabitazione di sua figlia con Paul. Ma questo era avvenuto in seguito, dopo che Bill era morto. Jack aveva intuito perfettamente che era Annie la preferita di Bill. Perch gli ricordava Mary, perch Annie aveva ereditato il fascino del padre, perch... Con amarezza, Jack si disse che era inutile ingannare se stessi. La vera ragione era che, in cuor suo, Bill considerava l'esistenza vagabonda di suo figlio come una perdita di tempo o peggio. E Jack ne soffriva, dato che nel suo intimo era perfettamente d'accordo.
Quanto alla moglie di Jack, Bill l'aveva subito giudicata poco meno che una donna di strada. Che il suo giudizio si fosse rivelato esatto non aveva certo contribuito a facilitare le cose. A Bill non faceva piacere vedersela intorno, e Jack non era stato in grado di spiegarle perch la lasciava tanto sola, perch lei era esclusa dalla famiglia. Erano incominciate le liti, riscaldate dal bere e tanto pi violente perch venivano condotte in bisbigli rabbiosi, affinch Bill non si accorgesse di quello che succedeva. Quella guerra in camera era durata per un anno, finch Bill era annegato.
Jack si sporse dal parapetto e prese un profondo respiro. Se almeno la causa della morte di Bill fosse stata chiara! Debole com'era, Bill era uscito al largo, con una piccola barca a vela, nella Baia di Biscayne. La barca era stata ritrovata senza nessuno a bordo, e Bill Campbell era stato ripescato dal fondo, una cima avvolta intorno al cadavere, trattenuto gi dall'ancora. Un'incidente di vela, aveva detto il perito all'inchiesta, ed era possibile che Bill, il quale nel frattempo aveva cominciato a soffrire di capogiri, si fosse impigliato nella cima e fosse stato trascinato gi dall'ancora. Ma Jack non riusciva a crederci: Bill era sempre stato un ottimo marinaio, troppo esperto per avere un incidente del genere. Se si era trattato di suicidio, Gus Novak doveva saperlo, perch sicuramente Bill gli aveva confidato i suoi propositi. Ma Novak non rivelava niente.
Jack, preparato alla morte di suo padre ma non a quella fine, cos inaspettata, si sentiva in un certo senso truffato. Se n'era reso conto soltanto in seguito, ma per tutti quei mesi non aveva fatto che sperare in un segno, sia pure piccolissimo, ma tale da fargli capire che suo padre aveva visto del buono, in lui. Gli sarebbe bastato un riconoscimento di quanto avesse lavorato sodo al porticciolo. Invece, Bill era morto senza dire una parola. Per settimane, Jack era andato a ubriacarsi nei bar, a volte rientrando all'alba e tenendo terribilmente in pensiero la sorella. Era stato in quel periodo che lui e sua moglie si erano trasferiti a bordo del Bumpo. Ma, una sera, lui era tornato parecchio prima di mezzanotte. La stessa cosa era capitata a molti altri, senza dubbio, ma che potesse capitare a lui non l'avrebbe mai e poi mai supposto. Com'era entrato nella cabina, lei aveva mandato un gemito di terrore, tirandosi istintivamente addosso lenzuola e coperte e lasciando pi che mai scoperto l'uomo che era con lei. Jack non aveva aperto bocca; era tornato a terra e si era ubriacato al punto di perdere coscenza.
Divorziare era stato facile. Lei aveva prelevato il denaro depositato sul conto comune ma non aveva chiesto nient'altro, come se fosse contenta di sbarazzarsi di lui. Probabilmente, era tornata in California; Jack non ne aveva pi saputo niente. Non che gliene importasse: donne ce n'erano tante, al mondo, e il telefono a bordo del Bumpo non faceva che squillare in continuazione. Ma aveva smesso di interessarsi a qualsiasi cosa, da quel momento: quell'insieme di cose, l'infedelt della moglie, il probabile suicidio del padre e, soprattutto, il naufragare di tutti i suoi sogni, l'aveva come paralizzato.
Prima di ammalarsi, Bill Campbell non aveva mai avuto un soldo di debito; era troppo scozzese per adattarsi a pagare gli interessi. Era troppo scozzese anche per contrarre un'assicurazione contro le malattie, per cui i conti del medico e dell'ospedale avevano mandato per la prima volta in passivo il bilancio del Golden Sands, e proprio quando il porticciolo aveva bisogno di grossi lavori di ammodernamento per competere con installazioni pi nuove e pi pretenziose sorte di recente.
Jack, tuttavia, doveva biasimare soltanto se stesso per la cattiva amministrazione. Era stato un pessimo uomo d'affari sotto tutti i punti, con la sua insofferenza, la sua franchezza offensiva, la sua irascibilit e la sua poca attenzione per i particolari. Clienti che per anni erano rimasti fedeli a suo padre si erano trasferiti altrove. Andando avanti di quel passo, Jack e Annie sarebbero stati costretti a vendere il porticciolo. Ma Jack era stranamente riluttante a disfarsi del Golden Sands. Avrebbe voluto ritirarsi dagli affari con le bandiere spiegate.
Attinse dalla sua provvista di luoghi comuni ottimistici, per vedere di darsi coraggio: domani  un altro giorno... volere  potere... Ma non c'era niente su cui valesse la pena meditare. Se non altro, quella sera era stato particolarmente virtuoso. Sbadigliando, disse a se stesso che forse si era meritato la ricompensa di una buona dormita.
Era diretto verso quello che, lo giurava solennemente, sarebbe stato l'ultimo gin della serata, quando il telefono lacer il silenzio. Oh, ciao, rispose lui, incerto. Esit, poi continu in tono che quasi supplicava un po' di respiro: Be', certo... se proprio vuoi... D'accordo, Bonnie, ti aspetto.
Ingannando l'attesa con altri tre gin, aspett Bonnie, che lo interessava anche meno dell'acquario. Allungato su una sdraio, prese dalla tasca l'orca di plastica e cominci a lisciarla con le dita. Forse si appisol per qualche istante, perch quando sul ponte rison un ticchetto di tacchi a spillo lui stava sognando di orche e di squali.
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Capitolo 3.
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La ragazza se n'era andata da un pezzo quando Campbell si svegli, con la testa pesante e indolenzita. Indoss una vecchia camicia, un sudicio paio di calzoni color cachi e calz un paio di scarpe da tennis, senza calze. A un piolo era appeso il suo berretto da capitano, con la visiera spavalda e il cupolino bianco, il solo oggetto pulito di tutta la cabina. Lui si ferm per un attimo davanti a quel berretto, quasi fosse stato uno specchio. Toss, sput attraverso un portello aperto, poi usc sul ponte, per salutare quello che restava della mattinata radiosa.
Fece scorrere le dita tra i capelli arruffati ed entr nell'ufficio del porticciolo. Gus Novak lo accolse con uno sguardo e uno sbuffo di fumo tirato dalla pipa.
Annie aveva cercato di abbellire la stanza con una mano di tinta e tendine di bamb, ma non era riuscita a disperdere l'atmosfera di fallimento totale creata dal vetro incrinato del banco, dalle tappezzerie sbiadite e dal linoleum consumato. Le pareti erano decorate con fotografie di persone sorridenti e di pesci morti, ma appartenevano a un'altra epoca, in cui c'era Bill Campbell alla direzione del Golden Sands.
Gus Novak aveva servito sotto Bill Campbell a bordo del dragamine e, in seguito, era diventato una persona di famiglia. Era
un uomo di media statura, asciutto, di et indefinibile dai sessanta in su, con i capelli bianchi e le mascelle pronunciate rese eternamente azzurrognole da un velo di barba. Osservava Campbell con aria sorniona; aveva in mente qualcosa. A volte quel fare impenetrabile dava sui nervi a Jack, ma Gus gli era indispensabile. Salvo procurare clienti, poteva fare di tutto; senza di lui, gli affari non sarebbero andati avanti neppure per un giorno, meno che mai i mesi che forse ancora restavano. Campbell ignor Novak e and al di l del banco, per consultare il registro delle prenotazioni. Teneva l una bottiglia di gin per i casi di emergenza. I postumi rimastigli dopo gli eccessi della sera innanzi lo tentavano a mandar gi un sorso, ma sentiva sulla schiena lo sguardo degli occhi grigi di Gus.
Senza voltarsi, domand: Forza, Gus, di che si tratta?
C'era da cogliere una buona occasione, stamattina, se ti fossi svegliato in tempo, rispose Novak, con indifferenza. Kelsey aveva passeggeri in soprannumero. Cercava una barca per portarli al largo.
Campbell apr il registro delle prenotazioni, lasciando che la pesante copertina cadesse con un tonfo sul banco. Le pagine erano quasi tutte bianche, e quel mattino non era stato annotato niente. Potevano anche dircelo ieri, osserv, irritato.
Ieri non avevano clienti in soprannumero, replic Novak, calmo calmo.
Il chiassoso disegno della camiciola sportiva del grassone visto all'acquario si ripresent alla mente di Campbell. Chi li vuole, quei maledetti turisti? borbott. Quand'era stato che aveva promesso a se stesso di mettersi d'impegno? La sera prima? Sforzandosi di distogliere lo sguardo dalla bottiglia, rimase a fissare fuori. Una delle banchine attirava ancora qualche cliente. Alcune imbarcazioni si dondolavano all'attracco.
Se non fosse per i turisti che vogliono andare a pesca, mi sai dire chi ci resterebbe? domand Gus, in tono insolitamente tagliente. Sulle barche non c' pi da fare affidamento, ormai.
Le cose si aggiusteranno, disse Campbell.
E per quel cliente che vuole la pompa da sentina, che cosa si fa?
Jack si gir di scatto. Non ce l'hai? Ma quello ieri ha fatto fuoco e fiamme, perch voleva la pompa.
Novak lo guard con aria depressa. Nessuno vuol farci pi credito. Dayton dice che deve prima ordinarla.  una balla, naturalmente. Dayton sa che non puoi pagarlo. Pensa che, se riesce a tirare le cose un po' in lungo, tu ti rivolgerai a qualcun altro e lui non dovr dartela a credito. Gus vuot la pipa con gesto esperto. Farei lo stesso anch'io.
Ah s, eh? grid Campbell. Bene, dov' finita tutta la tua ingegnosit? Trova una pompa di seconda mano e installala. Di' a quel tale che  nuova. Tanto, cosa vuoi che capisca, quell'idiota? Anzi, no, fallo fare a Paul. Potrebbe anche servire a qualcosa, quel figlio di cane, visto che  qui.
Tuo padre non avrebbe mai suggerito una cosa del genere, disse Gus.
Campbell sbuff.
Quanto a Paul, non mi pare il caso di dargli ordini, visto che nessuno lo paga. Non vengo pagato neanch'io, per la verit.
Puoi sempre andartene.
Era una cattiveria meschina, e Jack lo sapeva. Gus non se ne sarebbe andato di certo. Dove poteva andare? Loro due rappresentavano la famiglia, per lui. Inoltre, per affetto verso la memoria di Bill, Gus si considerava personalmente responsabile dei due ragazzi Campbell. Non li avrebbe certo lasciati ora che si trovavano in difficolt.
Magari potessi permettermelo, scherz Gus, senza allegria.
Bill avrebbe fatto onore a tutti i suoi impegni. Non avrebbe lasciato che il porticciolo andasse alla malora. E non avrebbe mai imbrogliato un cliente. Non c' bisogno di fargliela pagare per nuova, disse Jack.
D'accordo, allora. Far cos.
Cominci un'altra meravigliosa giornata. Campbell prese bottiglia e bicchiere da sotto il banco.
Una voce disse: Proprio come nei film di cowboys, vero? Annie, in blue-jeans arrotolati e camicetta leggera annodata sotto il seno, stava uscendo dalla stanza sul retro, dove viveva con Paul. Beviamo gin a mezzogiorno e lo mandiamo gi liscio. Acqua e ghiaccio sono per i signorini, eh?
Quando vorr la balia asciutta, te lo dir, scatt lui. Ma rimise a posto la bottiglia.
Sembri un clandestino che sia appena sbucato dal suo nascondiglio. Annie gli pass un dito sulla guancia. Non puoi permetterti la spesa di una lametta da barba?
Lasciami in pace.
Cos puoi ammazzarti a forza di bere? Puoi mandare alla malora il Golden Sands una volta per tutte?
Non posso crearli, i clienti.
Ma sai come farli scappare, in compenso, disse lei. Dovresti sentirti, quando parli con la gente.
Ma va' al diavolo.
Jack si prese la faccia tra le mani. Non aveva bisogno di guardarsi allo specchio per sapere che sembrava un rottame, con i cerchi sotto gli occhi e la faccia gonfia e tutta chiazze. I cerchi scuri li doveva a Bonnie e ai suoi appetiti insaziabili, il gonfiore e le macchie alla propria, insaziabile sete di gin. Si domand distrattamente quando il suo naso avrebbe mostrato le vene rosse dell'avvinazzato. Scusa, Annie. Questo posto mi butta a terra. Odio la Florida.  lo Stato pi schifoso di tutto...
Vorresti nascondere lo Stato del sole sotto una nuvola? domand Paul, nel solito tono beffardo che voleva essere spiritoso. Era uscito dalla stessa stanza dove lui e Annie giocavano agli sposi, ed era a torso nudo, quasi per confermarlo.
Campbell mal sopportava il modo di fare di Paul Sutro, ma si sentiva troppo gi di morale per lanciarsi in un'altra discussione. Si limit a rispondere: A volte avrei voglia di piantar tutto e andarmene.
Be', puoi anche farlo, disse Sutro. Annie tra poco avr finito gli studi. La baracca potremmo mandarla avanti noi, vero, tesoro?
Sotto la massa di capelli rame, Annie arross, rivelando come premeditata la disinvolta proposta di Paul. Quell'ispirazione era stata complottata in anticipo, da tutti e due. Sarebbe un'impresa, senza di Jack, ma potremmo tentare, disse, con poco entusiasmo.
Non me ne andr finch non avr rimesso in piedi questo posto, disse con amarezza Jack.
Come per cambiare discorso, Annie disse: Paul, racconta quello che hai letto sul giornale stamattina. A proposito dello squalo.
Ci risiamo con gli squali! sbuff Jack.
I giapponesi hanno offerto centocinquantamila dollari per uno squalo-tigre bianco, annunci Sutro. Vivo, non imbalsamato. Dovr essere lungo almeno sette, otto metri. Stanno costruendo appositamente una vasca, a Tokio.
Non sono in vena di scherzare, avvis Campbell.
Parlo sul serio!
Figuriamoci. E come pensano di portarselo a casa? In aereo?
Paul si lisciava i folti baffi, con aria offesa. Parlo sul serio, ti dico. Lo catturi e lo tieni, e loro manderanno una cisterna vuota a ritirarlo. In qualsiasi parte del mondo. Senza scherzi.
Senza scherzi, scimmiott Campbell.
Ti mostrer il giornale, disse Paul.
Va bene, va bene. L'avrai anche letto. Il che non toglie che sia un'idea balorda.
Perch? domand Paul. Sarebbe divertente. Mi piacerebbe marchiare con le mie iniziali uno squalo vivo!
E rimetterci la mano. E anche qualcos'altro, spero. Campbell evit lo sguardo di Annie e continu: Ma santo Dio, dove vorresti trovarlo un grande squalo bianco? Non crescono sulle alghe, che io sappia.
Il giornale dice che sono stati avvistati squali cos su e gi lungo la Costa Orientale. Parlava di Montauk Point, a. Long Island, tanto per fare un esempio.
Tu cosa ne pensi, Gus?
Novak accenn una stretta di spalle, continuando a fumare la pipa.
Se  vero, mormor Jack, centinaia di persone si metteranno a caccia di squali.
S, disse Annie, animandosi, ma non hanno una barca e un equipaggio pronti a prendere il mare, come noi.
Che significa noi? brontol Jack. Tu non potresti mai farlo, un viaggio del genere. Devi frequentare i corsi...
Le lezioni sono quasi finite, per quest'anno, e ho davanti a me una lunga estate libera, in cui decidere se continuare o meno.
Davvero vuoi farlo? domand Jack.
Annie lasciava vagare lo sguardo sul porticciolo semi-deserto. Una funicella spezzata dondolava al vento. Pensa, Jack, centocinquantamila dollari! Potremmo sistemare il Golden Sands, riparare il molo, verniciare...metterci veramente in concorrenza con gli altri.
Dovremmo indebitarci pi di quanto lo siamo gi per finanziare la spedizione, e avremmo s e no una probabilit su mille di riuscire. Andremmo a rischio di rimetterci il porto, la barca, tutto.
Falliscono solo quelli che se l'aspettano gi in partenza, sentenzi Paul.
Non ho detto che m'aspetto in partenza di fallire, replic subito Jack. Ho detto solo che le probabilit di riuscita non sono molte. Ho ragione, Gus?
Pu darsi.
In tutti i casi, nessuno di noi sa un accidente di come si cattura uno squalo vivo. Ho torto?
Subito Annie disse: Potrei domandare al professor Akerman, all'Universit.  uno dei primi iti...itti...insomma, uno dei pi famosi esperti di pesci. Se c' uno che lo sa,  lui.
Ma lascia perdere, disse Campbell.
Pensaci, Jack, supplic Annie. Siamo una squadra al completo, noi. Gus  il miglior meccanico di bordo che ci sia in circolazione, e per giunta s'intende anche di tutto il resto. Paul e io possiamo fare da equipaggio e io mi occuper anche della cucina. Non c' marinaio migliore di te, Jack, quando vuoi esserlo.
Lo squalo  stato avvistato al largo di Montauk? Quanto ci vorr per arrivare fin l? domand lui, con uno strano senso di imbarazzo.
Novak si gratt pensosamente il mento azzurrognolo. Be', sono circa novecentocinquanta miglia, di qui a Norfolk. Allora, vediamo un po'... Cont sulle dita. Navigando giorno e notte, potremmo essere a Norfolk in cinque giorni. Anche quattro, seguendo il Canale interno. Altri due per arrivare a Montauk. Diciamo in tutto una settimana, poco pi, poco meno.
Attraverso la finestra aperta, Jack osservava nuvole a forma di pesci correre per il cielo azzurro. Non ho voglia di navigare. Mi annoio da morire, a guardare l'acqua tutto il santo giorno, mormor. Ma poi,  un piano pazzesco. No, non se ne parla neppure. Pochi momenti pi tardi, aggiunse: Annie, tanto per levarci la curiosit, parlane con quell'Akerman, domani. Domandagli se la cosa  fattibile, secondo lui. Vedrai che ti risponder di no.
Il giorno seguente, Annie entr a precipizio nella cabina del Bumpo. Il professor Akerman, Dio lo benedica, mi ha detto che sarebbe possibile, dichiar, esultante. Anzi, dice che mai come quest'anno sono stati avvistati una quantit di pescecani, al largo delle coste orientali. Mi ha anche spiegato perch, pare che sia una questione di cibo. Dice che ne sono stati avvistati di enormi, da Capo Hatteras fino al Canada settentrionale.
Campbell si gir quasi furtivamente dalla pila di carte nautiche che aveva sul tavolo. Ha parlato di qualche punto in particolare?
Montauk  un posto buono quanto gli altri, secondo il professore. Annie fissava le carte nautiche. Di', ma che stavi facendo? Quella non  la carta di Montauk Point?
Mmmm? To',  quella s. Oh, questa  bella! Com' finita l, quella mappa?
Annie, le mani coperte di efelidi appoggiate sui fianchi, squadrava il fratello da capo a piedi. Campbell, che cosa ti  successo? Ti sei pettinato e ti sei fatto la barba. Hai perfino una camicia pulita e, se non sbaglio, quel paio di calzoni  nuovo.
Be', ogni tanto una ripulita bisogna darsela, tent di scherzare lui. I calzoni li aveva comperati quel pomeriggio. Aveva perfino pulito le sue scarpe di tela, ma non lo disse ad Annie.
Non vedo bicchieri in giro, e sono quasi le sei! Jack, ti senti bene?
Benissimo, grazie.
 il viaggio, vero? domand lei, trionfante. L'idea  servita a interessarti a qualche cosa, finalmente. Hai voglia di andare a caccia di squali, di' la verit?
Io? Neanche per sogno. Ma dimmi, come diavolo si fa per catturare uno squalo vivo?
Pare che sia un gioco da bambini. Lo attiri con un'esca attaccata a un amo, come tutti i pesci. Poi, fai in modo di tirarlo di fianco alla barca...
E il pescecane ti manda a fondo, termin lui, interrompendola.
Ma no, sciocco! Gli squali non affondano le imbarcazioni, neppure quelli pi grossi. Le balene, quelle s. O le orche, sai?... come quelle che abbiamo visto all'acquario. Il professore mi ha raccontato di una che ha affondato uno yacht di dodici metri solo perch l'aveva speronata mentre dormiva in superficie. Tornando allo squalo, lo tiri sottobordo e lo annaffi ben bene...
Lo annaffi?
Con un comune tubo da idrante. Gli annaffi le branchie con... oh, accidenti, come diavolo si chiama? Annie cerc nelle tasche dei calzoni e tir fuori una pallottolina di carta, che spieg ben bene. Con emme esse due due due. Sarebbe un potente anestetico, che serve ad addormentare il pescecane per ore. Te lo rimorchi dove vuoi, probabilmente in un recinto costruito sistemando una rete o qualcosa del genere all'imbocco di una piccola insenatura, e lo tieni l finch vengono a prenderlo. Semplicissimo, te l'avevo detto.
Come no! C' una sola cosa ancora pi semplice, ed  quella di rimanere in porto, come  appunto mia intenzione. Akerman conferma che nessuno ha mai catturato uno squalo-tigre?
Non delle dimensioni che vogliono i giapponesi. Annie avanz di qualche passo, circond con le braccia la vita snella di lui e guard in su, fissandolo. Coraggio, Jack. Facciamolo. Perch no? Sono occasioni che capitano una volta sola nella vita. Noi abbiamo la stoffa per farcela, lo so.
Con l'adulazione arriverai dove vuoi, pens Campbell. A voce alta domand: Paul  d'accordo?
Certo che  d'accordo. Andrebbe in capo al mondo, lui, per il gusto di farlo e per guadagnare un po' di dollari.
Gus?
Sai com' Gus. D'accordo o no, verrebbe ugualmente, per paura che noi si possa finire in bocca al pescecane.
Proprio quello che temo io. Ecco perch ce ne staremo tranquillamente a casa.
Annie si scost da lui. Certe volte ti odio.
Campbell la scrut attentamente. E per il porticciolo, come facciamo? domand calmo calmo. Io dico che potremmo prenderci una vacanza. Cos com' ora, il Golden Sands praticamente  chiuso. Bene,  tempo di bere qualcosa, direi. Il sole  quasi al tramonto.
La spedizione era stata finanziata dalla banca, a un alto tasso di interesse e con il Golden Sands come garanzia. Campbell disponeva di liquido, tanto per cambiare, ma se l'impresa fosse fallita... Allontan quel pensiero da s mentre, con una lista in mano, osservava gli uomini caricare il Bumpo. Erano passati quattro giorni frenetici, da quando Annie l'aveva convinto a fare quel viaggio. Jack aveva aspettato con ansia crescente che Novak controllasse le teste dei cilindri e l'alternatore del diesel, montasse iniettori nuovi e sostituisse la pompa del carburante, che era difettosa. Ancora un paio di giorni, e il Bumpo sarebbe stato pronto. Campbell era impaziente, suo malgrado.
Sul ponte, dove si ammucchiavano attrezzature e provviste, Paul apriva scatoloni e ne elencava a voce alta il contenuto, mentre Campbell spuntava voci dalla lista: pezzi di ricambio per le pompe e il motore, filtri del carburante e dell'olio, pezzi di ricambio per lo scandaglio acustico e il radar, fusibili, iniettori di scorta, cavi e aggeggi vari. A causa del nuovo regolamento radio, la vecchia ricetrasmittente aveva dovuto essere integrata con una a VHF che Novak era riuscito a procurare per quattrocento dollari. Un nuovo barchino in fiberglass, di seconda mano, era stato issato dagli argani di poppa. Il professor Akerman, confessando
d'essere invidioso, aveva procurato per loro un quantitativo sufficiente di MS-222. ,
Novak, Campbell lo sapeva, considerava quell'avventura con una tolleranza che rasentava l'indulgenza verso un capriccio infantile. Ma dal canto suo era ben contento che Gus avesse acconsentito a unirsi a loro, dopo aver molto meditato, grattandosi il mento azzurrognolo. Campbell era nominalmente il capitano ma, finch non fossero stati in mare aperto, il vero capo era Novak.
Campbell ispezion la sua piccola nave. Quel poco d'ottone che c'era, era stato lucidato, la timoniera era verniciata di fresco, i ponti erano stati ripuliti ben bene e calafatati. Nel complesso, il Bumpo faceva la sua figura. Campbell si sent improvvisamente fiero di quella vecchia ma solida tinozza.
Novak, sbucando tutto coperto di unto dalla sala-macchine, sal sul ponte superiore e and a fermarsi accanto a Campbell, presso il parapetto.
Sono stati riempiti i serbatoi di riserva? s'inform Campbell.
S, assicur in tono solenne Novak. In tutto abbiamo a bordo oltre duemila litri. Ho fatto il calcolo che ne consumeremo circa trecento al giorno. Non avremo bisogno di fare rifornimento a Norfolk, ma forse ci converr rifare il pieno ugualmente. Cos potremo incrociare attorno a Montauk senza bisogno di andare a terra, almeno per un po' di tempo.
Ottima idea. Tutte cose che avevano gi detto diverse volte, ma continuavano a tornarci su. Resta ancora molto da fare?
Non molto, rispose Novak. Finire di mettere a punto il motore, installare il cannoncino a fiocina...
Cosa? si meravigli Campbell. E chi l'ha ordinato?
Sono stato io, disse Novak.  un vecchio Sven-Foyn.
L'inventore era norvegese. Con la sua invenzione, fin la pesca alle balene secondo il metodo antico.
Non capisco, Gus. A che cosa ci serve un arnese del genere?
Novak lo fiss con i limpidi occhi grigi. Qualora dovessimo
difenderci, rispose, calmo calmo. Nel caso qualcosa vada storto.
Cos' che pu andare storto? Potremmo non incontrare lo squalo, ma questo  il peggio che pu capitarci. Questa barca  in grado di resistere a qualunque sorpresa, direi.
S? Be', non si sa mai. Il cannoncino non  costato molto.
Va bene, se credi di stare pi tranquillo. Sai come usarlo, almeno?
S, penso di s. Mio zio... Lo zio di Gus, al quale lui faceva spesso riferimento, era stato pescatore, e sembrava avere impartito una quantit di informazioni su tutta una vasta gamma di argomenti.
Mi farai vedere, quando saremo in mare, disse Campbell. Sar la prima volta che avr a che fare con un'arma del genere.
Cominciarono a parlare dei banchi di barracuda che avevano attaccato dei nuotatori in Florida. Una delle vittime era morta per le ferite inflitte da quei bestioni affamati.
Le nuvole erano arrossate dal tramonto quando Campbell, che aveva continuato a spostare sempre pi in l l'ora del suo primo bicchiere, si disse che aveva bisogno di tirarsi su con un gin. Stava per avviarsi in cabina quando un'auto si ferm sul molo con una tremenda frenata e Paul sal di corsa la passerella. Grane, url, con insolita animazione.
Quali grane? Annie era apparsa sul ponte.
Paul raccont che si trovava da Dayton, per acquistare un pezzo di ricambio, quando aveva appreso la novit. Un tale che aveva attaccato briga con Campbell in un bar, e le aveva prese,
aveva sporto denuncia. Sa che ora hai quattrini, capisci?  stato il suo avvocato a suggerirgli l'idea. Ti far arrestare e ti far causa. Ecco che cos'ha raccontato agli altri, l da Dayton. Gli sbirri avranno avuto qualche contrattempo, oppure a quest'ora sarebbero gi qui. Arriveranno domani mattina presto, probabilmente.
Annie prese immediatamente il comando delle operazioni. Muovetevi, voialtri! Portate a bordo il resto della roba, penser io a smistarla sotto le luci. Dite a Gus di sbrigarsi, con quel motore. Ceneremo in mare a mezzanotte, d'accordo?
Di l a un'ora, salpavano l'ancora.
...
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Capitolo 4.
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...
Il sub si moveva sul fondo, seguendo un filo che conduceva a un microfono. Poi, prese il microfono e lo esamin. Improvvisamente, gli occhi dietro il vetro della maschera si dilatarono.
In alto, nell'acqua azzurra, era apparsa la sagoma di un grosso squalo, lungo quasi otto metri. Rimesso a posto il microfono, il subacqueo, si ritir lentamente dietro un mucchio di massi, senza mai staccare lo sguardo dal mostro che. incrociava l in alto. Il sub trov poi un vuoto, tra i massi, e vi penetr, rimanendo immobile, come il nero centro di un fiore marino. Lo squalo si muoveva pigramente.
Adagio adagio, il sub tentava di risalire alla superficie, dorso contro le rocce, movimento lentissimo dei piedi calzati di pinne. Una delle pinne sloggi dalla sua sede una conchiglia, che nel cadere urt contro le rocce. Il sub s'impietr.
Lo squalo doveva avere udito il rumore. Cominci a scendere,
portandosi al livello in cui la conchiglia si era fermata. Punt il muso all'ins, verso il sub e le sue gambe inguainate di gomma.
Una vibrazione sorda rompeva ora il silenzio assoluto delle profondit marine. Lo squalo nuotava verso la superficie, come per indagare...
In una giornata come quella, l'aria di Terranova aveva una luminosit che quasi ingrandiva le cose, cos che il mondo sembrava limpido e infinito, libero da complicazioni e da guai. Era il genere di luogo dove uno sognava di poter vivere per sempre, salvo quando si ricordava di come vi faceva freddo d'inverno, di quanto era piovoso in primavera, di come vi si soffriva in piena estate. Ingannevolmente gradevole quel giorno, Terranova poteva essere un vero inferno, per viverci.
Il Bumpo navigava presso una delle coste dove brevi spiagge sabbiose facevano capolino tra rupi scoscese, con massi sporgenti che sarebbe bastato un piede umano a far precipitare. Gli alberi, piccoli pini e ginepri, alimentavano alla meglio la loro esistenza da una coltre di terra che ricopriva la roccia per uno spessore di pochi centimetri. L'esistenza umana, sull'isola, era un po' come quella degli alberi: sopravviveva, riuscendo persino a prosperare, dove non aveva motivo di trovarsi.
Ma al momento era la sua stessa presenza in quel posto sperduto la cosa che a Campbell appariva pi assurda. Si erano spinti molto pi lontano di quanto avessero in programma, attirati via via dall'esca di uno squalo evasivo e forse chimerico. Non avevano trovato un bel niente, al largo di Long Island. Voci di squali-tigre avvistati al largo di Capo Cod li avevano indotti a spingersi oltre, ma ancora una volta il mare si era rifiutato di mostrarsi generoso. Subito dopo si erano portati nel Maine, dando credito a nuove dicerie, probabilmente inventate di sana pianta, a giudicare dai risultati. Campbell, a quel punto, avrebbe senza indugio rinunciato all'impresa se un notiziario di una stazione
radio canadese non avesse parlato di grandi squali-tigre avvistati al largo dell'Isola di Terranova.
La solita favola, l'abbiamo gi sentita, aveva commentato lui, in tono acre.
No, caro mio. Stavolta l'avvertimento  di fonte ufficiale.  stata la radio governativa, a trasmetterlo, aveva obiettato Annie.
Non credo che i grandi squali bianchi si spingano tanto a nord, aveva osservato Campbell, scettico. L'acqua non  troppo fredda, laggi?
Di solito s, aveva risposto Gus. Ma mio zio, ricordo, diceva che erano stati visti anche pi a nord quando l'inverno era stato mite. E questo  stato uno degli inverni pi caldi degli ultimi anni.
La radio ha detto dove, esattamente, sono stati avvistati?
Ha parlato di un posto chiamato South Harbour. Sulla costa sud-occidentale dell'isola.
Campbell aveva cercato la mappa dell'isola e letto: Three Rock Cove, Lourdes, Winterhouse, Paul au Mal, McIvers... Cristo, che razza di nomi! Ecco qui, South Harbour. La localit era indicata da un punto circondato da un cerchietto, il che, era spiegato sulla mappa, corrispondeva a una popolazione dalle millecinquecento alle mille anime. South Harbour era collegata ad alcune altre localit, anche pi piccole e non molto vicine, da una stretta strada asfaltata.
Che cosa stiamo aspettando? aveva domandato Annie. Andiamo.
Campbell aveva replicato, incerto: Non saprei...  un viaggio talmente lungo!
Coraggio, l'aveva esortato Annie. Ormai siamo in ballo.
Un ultimo tentativo, si era arreso lui, alla fine. Poi basta.
Ora, nella gabbia di maestra, Campbell malediceva tutti quelli che riteneva responsabili della sua presenza l: i giapponesi per aver offerto i 150.000 dollari di premio, Annie e Paul per il loro stupido entusiasmo giovanile, Gus per avere acconsentito ad accompagnarli sebbene il buon senso glielo sconsigliasse, e pi che ogni altro malediceva se stesso, dandosi del pagliaccio, del beota e del deficiente rincitrullito. Se avessero fatto fiasco anche stavolta, avrebbe riportato il Bumpo a Miami. E poi? Per non pensarci, Jack si sforzava di concentrare l'attenzione sul mare tutto riflessi abbaglianti.
Circa un mezzo miglio pi avanti, sporgeva in mare una punta rocciosa. Era l che un indiano incontrato da Novak a South Harbour diceva d'avere scorto la pinna di uno squalo. Cosa strana, nessuno in paese poteva confermare quel rapporto.
Ma l'indiano, un tipo impassibile di nome Umilak, trasudava attendibilit da tutti i pori, cos avevano teso una rete attraverso l'imbocco di una profonda insenatura chiamata Calm Cove, che si trovava al di l della punta, vicino a un tratto di spiaggia deserta. Campbell pens di raccomandare a Paul, che era al timone, di stare bene attento, ma Sutro avrebbe sicuramente tenuto d'occhio tutto ci che affiorava l intorno. Smettila di preoccuparti, raccomand Campbell a se stesso. E tuttavia non poteva sottrarsi all'impressione che quella calma, attorno a loro, fosse soltanto apparente.
Si gir a guardare Novak che era al lavoro a poppa. A intervalli regolari, il vecchio prendeva rifiuti dal bidone e li gettava in acqua, senza mai staccare lo sguardo dalla scia del Bumpo. Ma non c'era niente da vedere. Offrivano la colazione ai pesci del fondo e ai gabbiani, che gridavano, roteavano, si tuffavano, riprendevano a gridare, a roteare nell'aria...
Annie, i capelli color rame morbidamente fluenti fino alle spalle, era seduta a prua, e stava accordando la chitarra. Era pi il tempo che passava ad accordarla di quello in cui la suonava. Le piaceva che tutto fosse fatto nel modo migliore e non si accontentava mai di mezze misure. Non c'era da preoccuparsi, per lei.
Jack si rese conto che gi da qualche istante stava fissando un oggetto triangolare: l'aveva visto senza rendersene immediatamente conto, forse perch non si era mai veramente aspettato di avvistare una pinna come quella. Tagliava l'acqua come una sega, e al di sotto si distingueva appena una lunga sagoma grigia sommersa. Il pesce era enorme, pur tenendo conto della lente deformante costituita dal mare.
Pescecane a dritta! url Campbell. Gus, prepara un amo!
Novak si gir di scatto e, pochi secondi dopo, un amo con una grossa esca si trascinava nella scia del Bumpo.
Annie aveva posato la chitarra. Uno squalo-tigre? grid.
Ancora non sappiamo. Lo squalo era bianco e delle dimensioni giuste. S, credo di s, grid Campbell.  a dritta, a una cinquantina di metri. Paul, mantieni la rotta e la velocit.
Bene! url Paul dalla timoniera.
Jack non ricordava pi da quanto tempo non si sentiva cos elettrizzato. Forse, una simile emozione non l'aveva provata mai. Maledizione! Dov'era il pescecane? Ritrov la pinna, ma il corpo stavolta era invisibile. Lo squalo seguiva una rotta regolare, come se avesse una destinazione. Comincia ad accostarlo, Paul. Piano. Tienilo a dritta.
Lo squalo svan proprio mentre loro arrivavano all'altezza dello sperone roccioso. Che cosa l'aveva indotto a immergersi? Possibile che l'avessero perduto proprio ora? Erano diretti di nuovo verso il largo, e forse lo squalo si teneva ancora in costa. Improvvisamente, Campbell url: Tutta a sinistra, Paul!
Porca miseria! imprec Novak, misurando al volo la situazione. Campbell comprese tutt'a un tratto perch la gente si mangiava le unghie.
Avanti cos, ordin.
Eccolo! strill Annie.  l! Indicava verso una punta a prora. Vedi?
Si dirige a riva! grid Paul.
Seguilo, ordin Jack Campbell, in direzione della timoniera. Era sceso dalla gabbia per prendere l'MS-222, nell'eventualit che fossero riusciti a fare abboccare all'amo lo squalo.
Paul gir troppo in fretta il timone, facendo gemere la barca. Poi, il motore riprese a pulsare rumorosamente. L'acqua era profonda, da quel lato della punta. Puntarono diritti verso riva, dove l'acqua si frangeva contro gli scogli.
All'improvviso, Campbell grid: Oh, Dio! Attento, Paul! Un battello di gomma, rimasto sino a quel momento nascosto dalla punta, ora dondolava sull'acqua direttamente sulla loro rotta. Lascialo a dritta! Suona la sirena!
La sirena prese a mugghiare a intervalli di un secondo. Lo squalo era scomparso. L'uomo del battello indossava la camicia a quadri rossa che sembrava quasi una divisa, da quelle parti. Agitava freneticamente le braccia, ma nessuno a bordo riusciva a sentire quello che stava dicendo. Campbell aveva visto il gommone bianco e ne aveva dedotto automaticamente che Scacchi Rossi fosse un pescatore di aragoste, preoccupato per le sue trappole. La sirena tacque; Jack agguant un megafono e la sua voce, amplificata, divenne incolore. Via! Via! Si allontani di qui. Gliele pagheremo, le sue trappole!
L'uomo url qualcosa di inintelligibile e avvi il proprio motore. In quel momento la pinna emerse dalle onde. Lo squalo era cos vicino che Campbell avrebbe quasi potuto arpionare il grosso corpo che affiorava dall'acqua e andava in rapida corsa verso la poppa del Bumpo e l'esca. Poi, Paul impazz. Campbell and a sbattere contro la timoniera, per la violenza della virata. Il Bumpo ritrov lentamente l'assetto e rallent quasi fino a fermarsi. Lo squalo era scomparso.
Campbell si mise a sbraitare: Ma che...
...un sub, stava urlando ancora pi forte una voce, furiosa, dal gommone.
Jack si sporse a guardare. Il battello aveva tagliato la strada al Bumpo, che per poco non l'aveva speronato. Ma  impazzito? domand Campbell, furente, mentre il Bumpo affiancava il gommone.
Ho un sub in acqua, maledetto deficiente, gli url di rimando l'uomo del battello.
Una testa lucida e nera con tanto di maschera sbucava intanto in superficie.
Campbell ricominci a urlare. Le parole si perdevano nell'aria mentre il sub si avvicinava al gommone e si issava a bordo. No, la sub... La tuta lucente d'acqua aderiva a una struttura inconfondibilmente femminile. Ecco che la cerniera lampo veniva aperta, il cappuccio gettato all'indietro, rivelando una lunga chioma bionda. Campbell tenne a freno la sua rabbia fino a che il gommone fu abbastanza vicino perch la bionda potesse sentire. Poi, grid con amarezza: E brava! Mi  appena costata un patrimonio.
Cosa? grid di rimando lei.
Immergersi con quello squalo in acqua! Quello che stava per mangiarla. Magari l'avesse addentata...lei e quella testa di legno del suo amico! Razza di una cretina!
Ehi, un momento! grid la donna, pi infuriata di lui.
Centocinquantamila dollari...
Annie si era arrampicata su in gabbia. Piantala, Jack! Sta tornando!
Lui volt la testa di scatto. La pinna era incredibilmente vicina. Jack gett una scala di corda a quelli del gommone, che ora si trovava sottobordo. Salite, ordin.
Va' all'inferno, yankee, gli rispose l'uomo. Io non lavoro per te. Lavoro per la signora.
Non posso permettervi di tagliarmi di nuovo la strada. Salite a bordo tutti e due, ho detto.
Mi stai dando degli ordini?
Jack fiss quasi incredulo la faccia ostinata del canadese. Aggancia quel gommone, Gus. Tirali bene accosto alla scaletta. Paul, punta sullo squalo. Annie, tieni d'occhio la pinna!
Saliamo, Ken.  pi prudente, disse la donna, rassegnata, mentre si arrampicava per prima.
Ma il raffio non tenne la presa e il gommone si stacc, scostandosi bruscamente. Scacchi Rossi fin lungo disteso all'indietro, urlando alla donna: Le vengo dietro, Rachel! Il battello ballava nella scia del Bumpo.
Non faccia l'idiota! Sto benissimo! Si diriga subito a riva!
Abbiamo spazzato via gli yankee nel 1812, possiamo rifarlo! minacci stupidamente l'uomo. Diede uno strappo alla corda, e il motore si accese. Poi spinse la barra del timone, e il battellino gir su se stesso, per lanciarsi all'inseguimento.
Pinna a prua, grid Annie. Si sta avvicinando.
Vieni a sinistra, Paul, grid Jack. Dirigiti tra lo squalo e il gommone.
Assisteva impotente alla scena. L'uomo del gommone, vedendo il Bumpo virare, spinse a sua volta il timone con troppa violenza. Il fuoribordo si spense. Nel dare un altro strappo alla corda, il canadese parve scorgere qualcosa che non andava: alghe, forse, che inceppavano l'elica. Si spenzol dal gommone e armeggi. Poi, non riuscendo a liberare l'elica, si cal in acqua.
Guarda quell'imbecille! url Jack. Ma cosa fa! Risalga subito, disgraziato! Poi a Novak: Gus! L'arpione! Usa l'arpione! Ma non ve ne fu il tempo, perch lo squalo aveva visto l'uomo in acqua.
La donna mand un urlo. Il battello di gomma andava alla deriva, risucchiato dalla scia. Se la fine del canadese fosse stata preordinata, non si sarebbe potuto escogitare un piano pi perfetto. L'uomo, udendo finalmente le grida di avvertimento, rialz la testa e vide lo squalo. Con un grido, tent di issarsi a bordo, ma il gommone s'inclin bruscamente, e l'uomo ricadde in acqua. Il pescecane si avvicinava, deciso.
Cristo,  finita, mormor Campbell.
Poi, ud qualcosa a cui era completamente impreparato: un suono acuto, penetrante e selvaggio, che sembrava emanare dal cuore stesso dell'oceano. Quando aveva udito un suono come quello?
Con voce sbigottita, Annie disse: Arriva il pap dello squalo!
Allibito, Jack pens dapprima che un sommergibile stesse affiorando dal mare. La pinna, nera e curva come una scimitarra, sembrava alta tre metri. Dalla parte posteriore mancava un pezzo, come se fosse stata addentata da un altro mostro marino. Il suono acuto continuava. Poi, repentinamente, il nuovo bestione si tuff.
Lo squalo filava verso l'uomo che si teneva aggrappato al gommone. Per quanto fosse difficile riuscire a vedere tra un'onda e l'altra, il secondo mostro parve schizzare fuori dall'acqua, atterrando sul dorso dello squalo. I due pachiderma in lotta divennero invisibili dietro una parete di spuma: Il mare ribolliva, come fosse stato sul punto di esplodere. Sulla superficie era apparso del sangue, e la chiazza si allargava. Pinne lampeggiavano a tratti tra la schiuma, e qualcosa di bianco e di lucente. Denti? In tal caso, a quale dei due draghi marini appartenevano? Quale dei due mostri aveva vinto?
Il grande squalo-tigre, signore della minaccia, enigma acquatico, Unno affamato degli abissi, Belzeb delle profondit marine... ecco, mostr il suo famoso ghigno letale. I piccoli occhi luccicarono, la testa affior completamente dall'acqua. Poi, parve capovolgersi. Dal dorso, sporgeva un troncone di spina. Il resto del corpo era stato staccato quasi di netto. La testa affond.
Gus, ho sognato, vero? domand Jack.
Non lo so, rispose Novak, con voce incolore. Fissava attonito l'acqua. Il canadese, lasciato il gommone, nuotava lentamente verso di loro. Paul, lasciando che il motore del Bumpo pulsasse al minimo, aiut l'uomo a issarsi a bordo.
Una sola creatura marina poteva fare una cosa del genere, mormor la donna. L'orca.
Lei cosa ne sa? domand Campbell.
 il mio mestiere, villanzone che non  altro. Gli occhi azzurri lo fissavano, con aria di sfida.
Va bene, va bene, disse lui.
Mi dica, riprese lei, in tono acre, chi glieli darebbe, centocinquantamila dollari, per catturare uno squalo-tigre?
Chi? Lo Zoo Acquatico di Tokyo, o come diavolo lo chiamano, rispose lui, sentendosi un po' sciocco sotto quello sguardo cos fermo.
Capisco. La bionda si scost. Campbell non pot fare a meno di contemplare la figura alta e snella della ragazza. Not con quanta grazia di movimenti quella Rachel si allontanava.
Sul ponte a poppa, le due ragazze presero a occuparsi del canadese, che batteva i denti e tremava. Paul manovr in modo che Gus potesse recuperare e assicurare il gommone al Bumpo.
Campbell, guardando amaramente la fine delle sue speranze, studiava il mare. Vide la pinna intaccata spuntare di nuovo dall'acqua e, subito dopo, la testa enorme. Occhi rossi e messi in risalto da cerchi bianchi lo fissarono, un suono acuto gli arriv attraverso le onde. Poi, l'orca scomparve.
...
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Capitolo 5.
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...
Pi tardi, si riunirono tutti nella cabina principale.
Bene, ora che si fa? domand Campbell, scoraggiato.
Ci siamo visti divorare uno squalo sotto il naso, e possiamo dare un addio all'impresa, a meno di non riuscire a trovarne un altro. Tu che cosa dici, Gus?
Dico che un'occasione come quella si presenta una volta nella vita, non due, sentenzi Gus.
Ho paura che abbia ragione tu. Potremmo trattenerci per qualche giorno, ad ogni modo. Forse lo squalo aveva un'amica.
Gli squali sono dei solitari, come te, disse Annie.
Oh, smettila, scatt Campbell. Poi, distogliendo lo sguardo, aggiunse: Il sole sta calando, ormai. And allo stipetto che serviva da mobile-bar e si vers un gin, liscio. Gli altri guardavano in silenzio. Finalmente, lui torn alle questioni concrete. Il problema che dobbiamo risolvere a questo punto : che cosa facciamo? Si torna a casa?
Mi sembra un peccato, disse Annie. Dopo che abbiamo fatto tanta strada.
Rimarremo anche senza soldi, presto o tardi, disse Campbell. Forse dovremmo cercare di ridurre il rischio al minimo.
Vuoi dire, il rischio di rimetterci il porticciolo, disse Annie, in tono d'accusa.
Potremmo trovare un altro squalo sulla via del ritorno
azzard Paul.
Tutto  possibile. Io per la penso come Gus. Ma anche Annie, dal canto suo, ha ragione.
Non potremmo trovare qualcuno, qui, che voglia noleggiare il Bumpo per uscire in crociera? domand Gus.
Ma scherzi, di'? Non c' denaro da buttar via, in questo posto dimenticato da Dio e dagli uomini.
Annie si avvicin all'obl per guardar fuori. Sapete una cosa? disse, animandosi. Ci sono dei pesci, l fuori. Enormi, sono. Ma che cosa dico, pesci! Sono balene!
Sono orche, disse Gus, dalla porta della cabina.
Che simpatiche! grid Annie. Ci girano attorno. Scommetto che ci stanno osservando.
C' anche quella grossa? domand Campbell. Quella che ha ammazzato lo squalo? Sai, con quella strana pinna.
Non la vedo.
Jack rimase dov'era. Nemmeno Paul Sutro si mosse. Pesc una sigaretta dalla tasca del camiciotto di tela, l'accese, la offr a Campbell, che scosse la testa e ingoll un altro sorso. Forse lo squalo l'ha ferita, disse Campbell, sebbene non lo pensasse affatto.
Ma quant'era grossa, quell'orca? domand Paul. Io non sono riuscito a vederla bene.
Forse sar pazzo, disse Campbell, ma non mi sembra di esagerare, dicendo che misurava un dodici metri.
Dodici metri, poi! esclam Annie. Le orche non arrivano a dimensioni del genere, stando a quello che dicevano all'acquario.
Quante cose strane ci sono al mondo, mormor Gus. Voi non credete che esistano i draghi marini, vero? Eppure mio zio ne vide uno, nei Caraibi. Diceva che era lungo una trentina di metri, con una testa strana, le squame e la coda biforcuta.
Tuo zio cosa beveva? domand Campbell.
Birra.
Si vede che ne beveva tanta, comment Jack, in tono di scherno.
Il vecchio and a sedersi presso la tavola. Oh, nelle serate buone poteva farne sparire un paio di casse, se  per questo. La
birra allora si beveva dalla bottiglia, non da quegli stupidi barattoli d'alluminio, con quel maledetto anello da strappare...
Il mio rispetto per tuo zio cresce a dismisura, osserv seccamente Campbell. Non era la prima volta che si domandava se Gus avesse avuto davvero uno zio, oppure se lo fosse inventato, per fargli fare da portavoce di tutte le strane informazioni che aveva raccolto nel corso degli anni. L'orca, ad ogni modo, a dodici metri ci arrivava. Come minimo.
Sarebbe da iscrivere nel Guinness dei primati, in questo caso, comment Annie.
Pu darsi, ammise Campbell. E il record dei bevitori di birra qual ?
Se ricordo bene, rispose Annie, un inglese, un paio di secoli fa, and avanti a bere birra per settimane, senza mangiare.
Sapevano tenere l'alcool, a quei tempi, disse Jack. E la birra di una volta era pi forte, per giunta.
Mio zio la reggeva bene, la birra che beveva, fece osservare educatamente Gus. Non se l'era inventato lui, il mostro marino.
Nemmeno io mi sono inventato l'orca di dodici metri. Ammettiamo che quella sia un'orca da record? Non credete che qualcuno la voglia?
A Miami non saprebbero dove tenerla, se  delle dimensioni che dici tu, osserv Paul.
Campbell si vers dell'altro gin. E i giapponesi? domand. Stanno costruendo una vasca speciale per lo squalo-tigre. Chiss se non sarebbero altrettanto contenti di avere un'orca?
Jack, non starai insinuando... cominci a dire Annie, sbigottita.
Lui si alz, and a un cassetto e torn con il modellino di orca preso all'acquario, che gett in aria. Perch no? domand, riacchiappando a volo la sagomina di plastica. Perch diavolo no?
 troppo grossa. Non possiamo impelagarci con un bestione del genere, disse Gus, battendo il fornello della pipa. Mai fare il passo pi lungo della gamba.
Una delle massime di tuo zio, scommetto, disse con sarcasmo Jack. Non sto mica pensando di portarmela a passeggio, l'orca.
Non sai neppure se i giapponesi la vogliono, obiett Paul.
D'accordo ma, prima che riusciamo a scoprirlo, le orche se ne saranno andate. Io dico, catturiamola, e poi vedremo chi ci fa l'offerta migliore.
E se poi nessuno offre niente? domand Annie.
Qualcuno la vorr, vedrai.
E se ti sbagli?
Inutile fasciarsi la testa prima di rompersela. Vedremo.. Possiamo sempre lasciarla andare, o venderla a una ditta di cibi per gatti.
Segu un momento di silenzio. Poi Gus disse: No, non mi piace.
Perch? volle sapere Campbell.
Non lo so.
Non c' ragione. Tu, Paul, come la pensi? Secondo te che cos'abbiamo da perdere?
Niente, direi, rispose Paul.
Visto?
Ma non hai paura, Jack? domand Annie. Almeno un pochino, no? Hai pur visto di che cosa  stata capace quell'orca!
Paura? No, per niente. Di che cosa dovrei avere paura?
Lei si era rimessa a fissare attraverso il portello. Giocano
l fuori come gigantesche foche. Jack, tu dimentichi che quell'orca ha salvato la vita a un uomo!
Gi. Un bel pagliaccio, tra parentesi, disse Campbell con disprezzo. Lui e quella bionda sono degni l'uno dell'altra. Chiss lei chi ? aggiunse. Una stupida turista, immagino.
Non mi hai dato una risposta, disse Annie, in tono rigido.
Bene, te la do subito. Non credo affatto che l'orca intendesse salvare quell'uomo. "O forse s?" domand a se stesso. Forse stava soltanto dando prova della sua bravura. Forse non pu soffrire i pescecani. Forse ha visto Lo Squalo. Forse vuole che qualcuno metta in commercio una maglietta con su la sua immagine. Sia come sia, non sento di doverle della gratitudine.  soltanto una balena o qualcosa del genere. Vi ricordate quella barzelletta sull'aringa e la balena che viaggiavano sempre insieme? Un giorno l'aringa arriv senza la balena, e tutti i pesci volevano sapere: Dov' la tua compagna, la balena? E l'aringa, seccata: Che ne so, io? Sono forse la custode di mia sorella?, Rise sonoramente della propria arguzia, ma la risata suon forzata alle sue stesse orecchie. Nessun altro rideva.
Non vogliamo averci niente a che fare, dichiar Annie, parlando anche a nome degli altri due. Squali, s. Orche, niente da fare. Non vogliamo saperne.
Ah no, eh? domand Campbell, smettendo di ridere e di sorridere. Ma sei stata tu a volermi trascinare fin qui, non dimenticarlo. Dobbiamo fare in modo che questo viaggio serva a qualcosa. Sarebbe sciocco non tentare, almeno. Sono io il capitano, capito? E voglio tentare di portarmi a casa quell'orca. Domani rinforzeremo il recinto che avevamo costruito per lo squalo. Possiamo comprare quello che ci serve in quel posto che qui osano chiamare citt. Poi, dopodomani, tenteremo, di mettere l'orca nel sacco. Questi sono gli ordini. Qualcuno ha qualcosa da opporre? No? Bene, allora l'argomento  chiuso.
Gett di nuovo in aria il modellino dell'orca, ma stavolta non riusc a riacchiapparlo. Si chin a raccoglierlo, e la cabina parve girargli intorno. Qualunque fosse la ragione, Campbell sentiva di dover dare la caccia all'orca. Aveva l'impressione che tutta la sua vita non avesse fatto che condurlo verso quell'avventura, che ora l'attirava inesorabilmente.
Rimase a fissare il modellino. Che specie di mostro era mai, quello? Perch sembrava chiamarlo a s? Perch risvegliava in lui sentimenti cos incredibili? Era vita, quella che lui percepiva nell'enorme mostro, o era morte? E di chi?
Be',  soltanto una balena, disse poi a se stesso, soltanto una stupida balena...
...
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Capitolo 6.
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Si servirono di catene per rinforzare la rete che avevano gettato attraverso l'imbocco della piccola insenatura, larga circa otto metri. La rete era sostenuta da barili di combustibile vuoti; quando c'era bassa marea, come ora, pendeva molle, ma con l'alta marea salivano i contenitori e la rete si tendeva. Il passaggio era abbastanza profondo da permettere perfino a un'orca di inoltrarsi nelle acque pi profonde, all'interno. Lo sbarramento ve l'avrebbe tenuta prigioniera.
Campbell era immerso nell'acqua gelida fino alla vita, i muscoli tesi per lo sforzo di assicurare le catene che Paul gli passava via via dal barchino, mentre Gus remava. Annie era di guardia sul Bumpo, ancorato poco distante.
Cos dovrebbe andar bene, disse alla fine Jack. Quando cattureremo quel pachiderma, lo terremo legato al Bumpo mentre Gus verr con il barchino ad aprire la rete. Poi entreremo nell'insenatura con tutto il battello e caleremo in acqua l'orca. Non dovrebbe essere pi in grado di fare resistenza, penso.
Non sar un'impresa facile, disse Paul.
Hai paura di dover fare un po' di lavoro?
Oh, piantala, santo Dio! Perch ce l'hai sempre con me, Campbell?
Per tenerti sveglio, scansafatiche che sei.
Va bene, ragazzi, va bene, fatela finita tutti e due, disse Gus. Dobbiamo collaborare, e come!... se vogliamo che quest'idea balorda vada in porto.  un bestione piuttosto grosso, quello che vi siete messi in mente di catturare.
All'improvviso, il grido di Annie rison attraverso il megafono. Sono tornate le orche!
Visto? Ci ronzano attorno, in attesa d'essere catturate, disse Campbell, sicuro di s. Forza, torniamocene a bordo.
Stava per issarsi nel barchino, quando una Land Rover prese a scendere sobbalzando dalla collina verso l'insenatura, che si chiamava Calm Cove. Ne scese una donna alta e bionda. Ora che ci ripenso, disse Jack, andate pure senza di me. Chiamer, quando avr deciso di tornare.
Guad fino a riva e si mise a passeggiare lentamente sulla sabbia, in calzoni di gomma e maglione, pettinandosi distrattamente con le dita i capelli neri. Si sforz di mostrarsi cordiale quando disse: Oh, salve.
Buongiorno, rispose lei, con un cenno sbrigativo.
Ho l'impressione che non ci siamo neppure presentati. Mi chiamo Jack Campbell.
Lei non  quel che si dice un tipo riservato, vero, signor Campbell? Come mi ha chiamata, ieri? Razza di una cretina? Usa sempre quel tono, quando parla con una donna?
Deve scusarmi. Avevo i nervi a fior di pelle, e lei si era messa di mezzo.
Campbell la divorava con gli occhi, osservando l'ovale perfetto del volto, i lineamenti delicati, i grandi occhi azzurri e le labbra sensuali, ben disegnate. "Con un po' di trucco," pensava, "sembrerebbe una vera bambola." Ma comprendeva istintivamente che quell'apparenza di fragilit era ingannevole. Sotto la superficie, c'erano una maturit e una forza che a lui non era capitato spesso di incontrare. Giudic che fosse un po' pi vecchia, sulla trentina, forse, delle ragazze che era solito frequentare da un certo tempo e tuttavia...
Lei lo fissava bene in faccia, stringendo leggermente le palpebre nel ricambiare il suo sguardo valutativo. Alla fine disse: Va bene, accetto le scuse. Per il momento, almeno. Sono Rachel Bedford.
Come sapeva che eravamo qui?
Lo sanno tutti, in citt. Non parlano d'altro che di voi e della lotta tra lo squalo e l'orca, quasi l'aveste inscenata voialtri. Sono venuta a sentire che cos'avete intenzione di fare.
Mi spiace non avere avuto con me una cinepresa. Una scena cos, filmata, varrebbe un patrimonio. Scommetto che non  mai successa una cosa del genere prima d'ora.
No, si sbaglia. Ricordo d'aver letto che un'orca lott con uno squalo-tigre e l'uccise.
S'interessa di pesci, lei?
Be', sono un'insegnante.
Maestra di scuola? Troppo tardi lui si rese conto che la domanda era stata un errore.
Lo sguardo degli occhi azzurri e il tono gelido erano calcolati per congelarlo. Sono docente di zoologia alla Cornell University di Ithaca, New York. La mia specializzazione sono appunto i cetacei...
Cetacei?
S, delfini, balene e cos via. Da un pezzo non venivano avvistate orche, qui intorno, ma questo branco  arrivato l'autunno scorso e ha svernato qui. Faceva abbastanza caldo, credo.  difficile spiegare perch migrino gli animali acquatici, ma lo fanno. Forse, questo gruppo veniva dalla Russia, o dal Polo Nord. Possono coprire simili distanze senza difficolt. Per me, ad ogni modo, si presentava la rara occasione di studiare il loro sistema di comunicazione in un ambiente diverso da quello della Columbia Britannica, dove  pi facile trovarle.
Visto che sa tante cose, come mai ha fatto il bagno insieme a uno squalo?
I pescatori m'avevano detto che il pescecane se n'era andato. Si erano illusi che se ne fosse andato, evidentemente. Non immaginavo certo che fosse ancora in queste acque.
Neppure il suo fidanzato lo sapeva?
Parla di Ken? Non  il mio fidanzato, sebbene lui si faccia delle idee. L'ho ingaggiato a St. John, la capitale, perch mi aiutasse. Ora  tornato a casa. Rachel lanci uno sguardo a Campbell e continu: Tornando all'avventura di ieri, qualcosa non andava, nell'attrezzatura, cos sono scesa scioccamente a dare un'occhiata.
Quale attrezzatura?
Un idrofono che mi serve per registrare i suoni emessi dalle orche. Da diversi giorni il banco se ne sta nelle vicinanze di Calm Cove. Gli occhi di lei guardavano ora verso l'insenatura, soffermandosi sui bidoni galleggianti. Ieri ho visto quelli.  un recinto, vero?
Doveva servire per lo squalo.
Ma ho visto che ci stavate lavorando, e ormai di squali non ce ne sono pi. D'improvviso, lei sgran gli occhi. Oh, no! Non vorrete metterci un'orca, l dentro!
Lui accennava di s. Perch no?
Perch no! Che cosa se ne vuol fare, di un'orca?
Venderla. Non ce ne sono molte in cattivit, vero?
No, non ce ne sono. Per la verit, dal settanta, suppergi, sono stati catturati soltanto pochi esemplari adulti e neppure un balenottero.  un po' come se si fossero passate la parola di stare in guardia.
Via, non ci credo.
Sono animali di un'intelligenza eccezionale. Ma che ora lei voglia catturarne uno... Sembrava desolata e avvilita. Be', spero proprio che non ci riesca.
Grazie, signora Bedfor.
Signorina. Professoressa, per lei.
Senta, signorina professoressa, io non voglio ammazzare niente e nessuno. Qualche orca fortunata far una vita felice in un acquario, tutto qui.
Oh, certo, ribatt lei. Dica un po', quanto pensa di poter ricavare da un'orca?
Penso che i giapponesi, per un'orca delle dimensioni di quella che abbiamo visto ieri, pagherebbero quanto per uno squalo.
Per sua informazione, alcuni anni fa un'orca adulta venne catturata e venduta per settemila dollari. Un buon cavallo da corsa vale di pi.
Quant'era grande, quell'orca?
Non tanto, ammise lei.
Be', questa invece  enorme! Dev'essere almeno dodici metri.
Oh, andiamo!
 cos, le dico. Lei non l'ha vista. Io ero l'unico che poteva vederla bene, dalla cima dell'albero.
Ma... Oh, che differenza fa? Crede forse che le orche marine vengano comperate e vendute a peso, come rottami di ferro?
Senta, io quella penso di poterla vendere per un buon prezzo.
Ah, lo pensa! La voce di lei saliva di tono. E per la lontana possibilit che le riesca, eventualmente, di cavare un po' di denaro dall'affare, lei intende catturare e vendere un mammifero con un cervello sviluppatissimo e un sistema di comunicazione talmente complesso che noi non riusciamo neppure a comprenderlo! Senta, signor Campbell, lei non mi  affatto simpatico. Anzi, potrei arrivare addirittura a odiarla, per quello che vuol fare. Era rossa in faccia, e gli occhi lampeggiavano, colmi di lagrime di rabbia.
Ha finito?
Ho appena cominciato. Senta, ricominci, pi calma, come se volesse tentare un approccio diverso, l'orca  il pi grosso dei delfini, come sapr, e i delfini sono animali magici. In greco, le parole per indicare delfino e grembo sono quasi identiche. Non capisce che cosa significa, questo? Un delfino  come il grembo del mare, il grembo di tutta la creazione!
Molto poetico. Ma a me interessa di pi il denaro, replic Campbell.
Si rende conto di quanto sono belle quelle orche?
Questo s, disse lui. E con ci?
Perch sono cos belle? Perch sono libere! Possono andare dove vogliono, vagare incessantemente, senza preoccuparsi di niente e di nessuno. Non c' niente, nell'oceano, che possa rappresentare una sfida, per loro.
Questo lo vedremo, disse Campbell.
Rachel lo osservava attentamente. Non c' un modo nel quale io possa farle capire?
Il fervore la rendeva ancora pi bella. O forse, lui pensava cos soltanto perch era in navigazione da tanto tempo. No, non era per questo... Dove alloggia? le domand, cambiando bruscamente discorso.
Nel solo e unico alberghetto di South Harbour. Cosa c'entra questo, ora?
Pensavo che forse starebbe pi comoda, sulla mia barca.
Oh, anche lei ha di queste mire, vero? Si risparmi per la signora Campbell, povera donna.
Non esiste nessuna signora Campbell. C'era, ma ora non pi.
Scommetto che sua moglie l'ha lasciata, vero?
Be', in un certo senso.
Non mi sorprende affatto. Evidentemente, a lei non importa un corno di nessuno, tranne che di se stesso. Lo si capisce subito.
Lui sorrideva ..con aria di sfida, mettendo in mostra un dente scheggiato. Giusto.
Oh, a che serve che stia qui a sprecare il fiato? Tanto, lei non la catturer, quell'orca.  una preda troppo intelligente, per uno come lei.
Dica piuttosto che si preoccupa ch'io possa guastare il suo piccolo esperimento. Ecco che cosa la fa stare tanto in ansia!
Certo che lo roviner. Far scappar via le orche,  logico. Ma non  cos importante. Quello che mi spaventa  che lei possa far male all'orca con le sue reti, nel tentativo di catturarla.  gi stato fatto, da gente inesperta, perch le orche sono animali fiduciosi, quasi docili, con gli uomini... salvo quando s'infuriano. Ma proprio non  possibile che riesca a farle abbandonare l'idea?
Potremmo riparlarne questa sera, sugger lui. Quella ragazza aveva un bel corpo, oltre che un bel viso.
 uno stallone, lei, non un uomo, concluse con disprezzo Rachel. Si allontan a grandi passi verso la Land Rover e vi salt dentro. Le auguro tutta la sfortuna del mondo, Campbell. Se la merita!
Va' all'inferno, strega, le url dietro lui, mentre l'auto si metteva in moto.
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Capitolo 7.
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Tra le truci, cupe pareti di due rupi di roccia, la baia si restringeva, come in una serie di coppe sempre pi piccole, fino a una diga di pietre. C'era un passaggio tra l'estremit della diga e la riva, e proprio sull'orlo dell'acqua sorgeva un agglomerato di case
su palafitte. Su per la collina alle loro spalle c'erano delle cisterne di combustibile, con un condotto che scendeva fino a una stazione di rifornimento marina, accanto a un piccolo cantiere. Pi vicino alla citt si stendeva una seconda diga, di legno, questa, e con un'apertura nel mezzo. Si elevava di un paio di metri al di sopra dell'acqua, un po' pencolante, qua e l, come se il mare l'avesse sottoposta a dure prove.
Attorno all'insenatura pi piccola c'erano delle banchine, e attraccate a quelle, numerose imbarcazioni lunghe e strette, che avevano tutte urgente bisogno d'essere riverniciate, con minuscole cabine e tubi di scappamento, sporgenti. C'era anche un piccolo rimorchiatore in pessimo stato, con lo scafo nero. Circondate da reti, delle barche a fondo piatto giacevano capovolte sulla riva, vicino ad alcuni edifici che facevano pensare a un piccolo stabilimento di pesce in scatola.
Un uomo con la pelle olivastra e la faccia butterata veniva di corsa verso la banchina, gridando ad Annie, che si accingeva a scendere dal Bumpo: Attenta, signorina! Ci sono delle tavole smosse. Badi bene a dove mette i piedi. Mancherebbe altro che si facesse male. Poi si rivolse a Campbell e si present come Pierre Robichaud. Sono il proprietario del cantiere, disse, indicando. Guard con disapprovazione il pontile. Potrei benissimo dare una sistemata a quest'affare, ma non vogliono tirar fuori un centesimo. Questi isolani! Spilorci come non so che cosa.
Lei non  di qui, vero? disse Campbell, cogliendo una traccia di accento francese.
No, naturalmente. Sono del continente, io. Sono venuto qui per fermarmi qualche giorno, tanto di quel tempo fa che neppure me ne ricordo, e qui sono rimasto, a fare il pesce grosso in un piccolo stagno. La vita ha un modo strano di farti fare quello che vuole. Quasi non so neanch'io come sia andata: avevo un po' di soldi da parte, il cantiere era in vendita, veniva via con poco.
Ah, se soltanto trovassi da venderlo e potessi tornarmene a Quebec! Non v'interessa rilevare un cantiere di barche, alle volte? Il sorriso dell'uomo si accendeva e si spegneva come un faro. Il prezzo  raisonnable.
Non sono venuto qui a Terranova per comprare, mi spiace, rispose Campbell, con un sorriso.
Bah! Robichaud si accigli. Questi isolani, dicevo. Che gente! Lei era mai stato, qui?
No.
Be', amico mio, se ne accorger. Le donne sono ... come posso dire ... pi calde del clima, ma  l'unico compenso che ci sia, per chi vive qui. Eh! la gente  talmente provinciale! Uno lo sente d'essere in un paese diverso. Sono talmente zotici. Strani, anche, per la maggior parte, sebbene alcuni siano ottimi uomini d'affari, come il sindaco, che avr sicuramente occasione di conoscere. E non sono tanto facili ad accogliere gli estranei. Si figuri che, dopo tutti questi anni, certe volte mi sento un estraneo anch'io! Robichaud aggrottava la fronte. Sono troppo continentale, io, per questi posti. A volte penso che mi troverei molto pi a casa mia negli Stati Uniti, per esempio. Lei, l'ho saputo dal comandante del porto, viene da Miami, in Florida.  bella, Miami?
Be', s, non  male.
Mi piacerebbe andarci, ma ora come ora  troppo costosa, per me. Un giorno, chiss...
Ora come ora, costa troppo anche per me, disse Campbell.
Be', non  detto che sia sempre cos! Spero che avrete una buona pesca. O dovrei dire una buona caccia? Un'orca come quella dovrebbe rendere una bella somma!
Cos, la notizia si era gi diffusa. Speriamo, disse Campbell.
Se c' qualcosa di cui ha bisogno, sar ben contento di
servirla. E non creda a quello che dicono dei commercianti locali, come sarei io.
Che cosa dicono?
Che un pescatore vale un ladro, ma un mercante ne vale molti. Robichaud rise, con esuberante buon umore.
Annie avrebbe voluto visitare un po' quelle terre nordiche, ma South Harbour non offriva altro all'occhio, e meno che mai all'obiettivo fotografico, che una desolata semplicit. Campbell si ritrov a fare un elenco dei non c': non c' un museo, un cinema, un posto per giocare al bowling, un supermarket (c'erano soltanto alcuni empori), un ristorante. Anzi, mancava completamente un centro commerciale. South Harbour aveva un bar, che veniva chiamato caff, e quella sera, mentre Annie e Paul rimanevano a bordo, Campbell si diresse l, con Novak a rimorchio.
Il locale non era gran cosa, paragonato a quelli vistosi di Miami: pavimenti in linoleum, luci al neon, alcuni tavolini e sedie, un jukebox, un tavolo da gioco. Campbell chiese che gli servissero una bibita locale e si vide mettere davanti qualcosa che veniva chiamato screech, ed era poi a base di rum. Si astenne invece dall'assaggiare il piatto locale, che consisteva in pinne di foca e in pezzi di esperlano.
Scarse informazioni venivano fornite dai rozzi e rudi pescatori di South Harbour, i quali parlavano rapidamente e in un dialetto, sembrava un misto di inglese britannico, di suoni gutturali scozzesi e di gergo irlandese, che si stentava parecchio a comprendere. Durante il corso della serata, tuttavia, Campbell riusc a sapere che, mentre alcuni di quegli uomini lavoravano come boscaioli durante l'estate, la pesca rimaneva l'industria principale, e in particolare quella del merluzzo, delle aragoste e del salmone. Disgraziatamente, non era stata abbondante da alcuni anni a quella parte; le piattaforme nude che Campbell aveva notato erano per mettere a seccare il merluzzo, se e quando se ne pescava.
Gus Novak non beveva, di solito, ma quella sera sembrava ispirato dal ricordo dello zio. Faceva sparire un boccale dopo l'altro, finch Campbell cominci a domandarsi se un barile di birra sarebbe stato sufficiente. Risult che Novak era nervoso.
Troppa responsabilit, borbottava. A bordo nessuno sa un accidente di balene tranne me, e non  che io ne sappia molto.
Ma ne sai abbastanza, Gus, gli disse Campbell con fare rassicurante. E quello che non sai tu, vedremo di indovinarlo.
Il vecchio si grattava il mento. Si era rasato proprio fino alle radici azzurrognole della sua barbaccia, ed era evidente che ora la pelle gli faceva prurito. Campbell si domandava, non per la prima volta, per quale mistero la barba di Novak non fosse bianca, come i capelli. Se il vecchio fosse stato calvo, sarebbe stato in tutto simile a Bracciodiferro, con quella mascella quadrata e la pipa sempre in bocca. Alla fine, Novak si decise a dire: Una delle cose che so  questa:  molto facile far del male a quei bestioni.
Campbell avrebbe voluto cambiare discorso, preoccupato che Gus potesse tirar fuori sempre nuove riserve a proposito della caccia all'orca. C'era un argomento, del resto, che non era mai del tutto lontano dalla mente di Jack, e quella sera Novak poteva essere ubriaco quanto bastava per parlare. Campbell si prov a portarlo in campo, senza averne l'aria: Gus, ti ricordi di pap? Che uomo era, vero?
Nessun comandante migliore di lui ha mai calcato il ponte di una nave. Che uomo, puoi dirlo! Il mio migliore amico. Era come un fratello, per me. Gus stava facendo il panegirico del vecchio Bill, e Jack lo incoraggiava. Intendiamoci, era un tipo strano, sotto certi aspetti, continu Gus. Aveva i suoi punti deboli, come tutti. La verit era... Ma forse non dovrei parlare cos, Jack.
Ma perch, anzi! Pap non se la sarebbe presa di certo.
Be', vedi, tuo padre trovava difficolt a mostrare quello che aveva dentro. Tua madre... Tu eri molto piccolo, allora... Penso che ormai si fosse rassegnata, quando tu eri in et di accorgertene... Anche tua madre aveva i suoi problemi, con quel benedetto uomo. Voleva da lui qualcosa ... come dire? ... una dimostrazione d'affetto. Ma lui era un pesce freddo: perfino con me, che pure gli ero sempre stato al fianco. Lo so che faceva sempre l'impressione di una doccia fredda, e con questo non voglio dire che non sentisse le cose, perch le sentiva... Ma non valeva molto quando si trattava di manifestarle. Provava imbarazzo, chi lo sa... Io allora non capivo, e s che lui aveva quasi cercato di spiegarmelo... Strano come si vede tutto con chiarezza, quando passano gli anni.
Continua, lo esort gentilmente Jack. Questo ha qualcosa a che fare anche con me?
Novak cambi posizione sullo sgabello del bar e ricominci a grattarsi il mento. Be', s, penso che abbia qualcosa a che fare anche con te. Tuo padre era molto orgoglioso di te... pensava che avessi della stoffa! Ma non te lo diceva mai, ti lasciava andare cos, alla deriva... Ma pensava che tu fossi un marinaio nato, come ce ne sono pochi, migliore perfino di lui... E sai, figliolo, io ti ho osservato, durante questo viaggio. Non posso dire come finir... ho questo presentimento...
Un presentimento, Gus?
Eh, s. In tutti i casi, tu sei il migliore sotto il quale ho navigato, Capitano, e c' compreso anche tuo padre.
Finora, dicendo Capitano, Gus si era sempre riferito al padre di Jack, mai a lui. Campbell cerc invano qualche traccia di sarcasmo, sulla faccia incartapecorita. Gus diceva sul serio.
Alla fine, Campbell fece la domanda che fin dal principio aveva in serbo: Dimmi la verit. Mio padre si  ucciso?
All'improvviso, Gus appariva realmente ubriaco fradicio. I grigi occhi acquosi e arrossati si fecero astuti, presero a ispezionare la sala, come cercando di evitare lo sguardo di Campbell. Sai una cosa? disse bruscamente Gus. Questa gente, qui... Credo che sia venuta per vedere noi!
Jack si gir sullo sgabello. Si rese subito conto che tutte le facce, compresa quella di una bruna che lui aveva adocchiato all'altra estremit del banco, erano rivolte verso loro due. La gente continuava a chiacchierare, ma le conversazioni si erano fatte pi sommesse.
Un uomo basso, con i capelli biondicci e stopposi e spesse lenti, si faceva largo tra la folla. Capitano Campbell?
S. Con tutte le carte in regola, se  questo che vuole sapere, disse subito Campbell, in tono guardingo.
Nessuno ne dubita, considerata tutta la strada che avete fatto. L'uomo tendeva la mano. Permetta che mi presenti. Mi chiamo Robert Smith. Ho funzioni di sindaco, qui: in veste di volontario, assolutamente gratuita, gliel'assicuro. Quello stabilimento di pesce in scatola che avr visto  mio.
Piacere di conoscerla. Campbell present Novak, dalla cui espressione fissa si capiva che era ormai passato in un altro universo.
Qui c' un altro dei nostri funzionari, l'unico che prende una paga, riprese Smith, con un sorriso. Le presento Al Swain, il nostro agente di polizia. Con la duplice funzione, o forse dovrei dire triplice, di esattore fiscale e di comandante del porto. Un tipo massiccio, in camicia e calzoni color ruggine, si fece avanti. Era sulla cinquantina, come Smith.
Salve, disse subito Swain. Ci siamo conosciuti appena la sua barca  entrata in porto.
Ricordo, s. Pensavo che l'ordine pubblico, da queste parti, venisse assicurato dalle Guardie a Cavallo.
 cos, in generale, rispose Smith. Ma dopo la Confederazione del quarantanove, quando l'isola di Terranova vot per entrare a far parte del Canada, mentre prima eravamo inglesi...
Lo sapeva che era stata presa in considerazione anche l'annessione agli Stati Uniti?
No, disse Campbell.
Sono in parecchi a deplorare che non si sia fatta quella scelta. Bene, prima che diventassimo canadesi, dicevo, molte localit dell'isola avevano agenti di polizia, e South Harbour, come altre, ne ha conservato almeno uno. Al Swain  il nostro poliziotto privato, diremo cos. La Polizia canadese ... be',  lontana.
Ehi, mi sto accorgendo solo ora che capisco ogni parola di quello che lei dice!
Trova un po' ostico il dialetto locale?
Mi sembra di parlare con gente di un altro pianeta.
Smith rise. Di un altro pianeta no, poi! Ci sono moltissimi
immigranti, o figli di immigranti, che provengono dall'Inghilterra occidentale, dal Devon, dalla Cornovaglia, ed  per questo che lei stenta a comprenderli. Ma c' del vero in quello che ha detto. In passato, quando ... intendiamoci, parliamo soprattutto del diciassettesimo secolo ... bene, quando gli inglesi erano i padroni dell'isola, proibivano ai nuovi venuti di installarsi qui. Volevano tutta la pesca per s. Siccome la gente arrivava ugualmente, i primi coloni votarono una legge che proibiva di installare comignoli! Pensi, cercavano di soffocare la gente con il fumo. Cos i nuovi venuti si installarono in piccole comunit, in punti che non si vedessero dalla costa, e l rimasero, per generazioni e generazioni. Ecco perch abbiamo accenti d'ogni genere e un gran numero di cittadine piccolissime. Deve sapere che, rispetto alla media dell'isola, South Harbour  praticamente una metropoli!
Ha tutto, salvo una squadra di baseball!
Smith rise. Siamo abbastanza piccoli perch la gente sappia tutto quello che succede. La vostra presenza  stata notata, naturalmente. E sono convinto che conosciamo tutti le ragioni del vostro viaggio di domani.
Campbell cominciava a insospettirsi. Si domandava se quella
strega della Bedford avesse convinto le autorit locali a impedire la caccia all'orca. Ah, s? disse.
Al magazzino di forniture navali pensano che pu esserci una sola ragione per cui lei ha acquistato e caricato a bordo una quantit di reti, cime, paranchi e altre attrezzature del genere.  chiaro che intendete catturare qualcosa di grosso. Bene...
Un sommergibile russo, interruppe Campbell. Lavoriamo per conto della CIA. Ma all'istante si pent di avere usato quel tono tagliente.
Smith trasal. Tempo bello e neve sulle sue orme, mormor.
Come ha detto, scusi?
 un augurio che si usa dalle nostre parti. Significa buon viaggio e buona fortuna.
Dice sul serio? domand Campbell, sorpreso.
Lei non ha capito lo spirito con il quale South Harbour segue la sua impresa. Forse alcuni di noi sono un po' sbaroused ... come dire? sbalorditi, ecco ... da quello che intende tentare, ma  chiaro che lei non  shoonen... non  codardo. E io non voglio certo rivolgerle plaumaush ... scusi, intendo dire che non voglio adularla ... quando le assicuro che l'ammiriamo. Non  cos, ragazzi? Smith guard oltre Campbell, il quale si gir e vide che attorno a loro si era formato un cerchio di individui in vecchi panni da lavoro. Assentivano tutti. Smith concluse: Non ne capitano molti di viaggiatori intrepidi, da queste parti. Ci auguriamo che lei riesca a catturare la sua orca.
Grazie.
Poi Smith riprese: Vede, l'idea a noi piace, ma i nostri motivi non sono del tutto disinteressati. Avr sentito dire che la pesca  stata poco abbondante. South Harbour  in una zona depressa. Turisti ne vengono, s, verso la fine dell'estate, cacciatori, pescatori subacquei, campeggiatori, ma bisognerebbe che ne venissero molti di pi.
Turisti? Ma non c' neppure un albergo come si deve!
Precisamente. Per attirare i turisti, avremmo bisogno di attrezzature alberghiere ma, per costruirle, ci serve aiuto, che il governo provinciale non ci d, a meno che non riusciamo prima ad attirare i turisti.  un circolo vizioso, ma forse lei potrebbe essere in grado di darci una mano. Vede, ragioniamo cos: ammettiamo che le riesca di catturare una grossa orca, le servir un po' di tempo per trovare un compratore, il quale a sua volta avr bisogno di tempo per venire a prendere l'animale. Sarebbe un incentivo per qualsiasi acquario sapere che l'orca, nel frattempo,  ben curata. Siamo disposti a dar da mangiare all'orca prigioniera e a provvedere in tutti i modi alle sue necessit, in cambio del diritto di usarla come attrazione turistica per quest'estate.
Swain interloqu: Naturalmente, se lei non  d'accordo, potr forse provvedere a portare l'orca altrove. Sa, Calm Cove  propriet privata, e in teoria lei non avrebbe il diritto di sistemarvi un recinto per l'orca. Ma penso che il proprietario sar disposto a chiudere un occhio, se potr assicurarsi una concessione di parcheggio. Dico bene, Tom?
S, disse un uomo in tuta.
Il sindaco aggiunse, con la sua voce bonaria: C' anche una legge che proibisce di uccidere balene, in queste acque. Se poi la legge proibisce anche di catturarle, e se si applichi anche alle orche marine, non saprei dirlo perch non ho esaminato la regolamentazione, n intendo farlo. La mia vista non  buona, purtroppo. Evito di leggere, quando non  indispensabile, specie poi quello che  stampato in piccolo. Se un'orca fosse catturata viva, penso che le autorit potrebbero essere indotte a considerare la cosa come fatto compiuto, e quindi a non intervenire. D'altro canto, se sapessero in anticipo che un'orca sta per essere portata in acque territoriali, la Guardia Costiera potrebbe essere costretta ad agire. Per lo meno, il governo s'interesserebbe di fare in modo
che l'animale non venga brutalizzato. Arriverebbero altri natanti, rendendo pi difficile l'operazione...
Va bene, va bene, tagli corto Campbell, spazientito. Ricordatevi bene una cosa, per: l'orca  mia.
Di questo non si discute neppure, nel modo pi assoluto, assicur, mellifluo, il sindaco Smith. L'orca  completamente sua. Noi ci impegniamo a darle da mangiare e a proteggerla fino a che lei potr sbarazzarsene, ma questo  tutto. Per il resto, l'orca  sua. Allora, affare fatto?
Affare fatto, disse Campbell, stringendo la mano che gli veniva tesa.
Come per magia, una fila di boccali di birra era apparsa sul bar, e gli uomini augurarono in coro alla salute. Buona fortuna, aggiunse il sindaco.
Non appena Smith se ne and, Robichaud si avvicin insieme ad altri due. Campbell aveva scorto il franco-canadese in mezzo alla folla, ma Robichaud si era tenuto in disparte fino a che Smith se n'era andato. Ma ecco che ora si faceva largo, seguito da due uomini, che present a Jack. Quello alto e magro si chiamava Floyd Chapman, e l'altro, di media statura ma con un fisico da lottatore, era Joe Klune. Erano suppergi dell'et di Robichaud, probabilmente sul principio della quarantina. Robichaud, che parlava a nome di tutti e tre, disse in tono confidenziale:
Avremmo avuto una piccola idea. Floyd e Joe, qui, sono due dei migliori pescatori del porto. Sono padroni entrambi di una barca: buone barche solide, come i loro padroni.
E allora?
Bene, ci piacerebbe darle una mano. Pensiamo di poterlo fare con le barche di questi due tesori. Jack guard i due, per vedere se la parola tesori provocasse una reazione, ma quelli non battevano ciglio. Evidentemente, anche quella era terminologia locale. Trovare l'orca non sar facile, tanto per cominciare, ma la cosa si semplificher se ci saranno pi barche a cercarla.
E mentre nessuno di noi ha mai tentato di catturare un'orca, qualcosina sappiamo, in fondo. Il sorriso di Robichaud sembrava incollato sulla sua faccia con il nastro adesivo. Il modo migliore di venirne a capo, ne siamo sicuri,  di fare come si fa col bestiame: separarne una dal branco e incalzarla verso l'insenatura. Ci vuole pi di una barca, per far questo. Tre andrebbero una bellezza.
L'idea non sembrava affatto sbagliata, quando Campbell la esamin. Aveva cominciato a preoccuparsi, all'idea di una grossa orca presa nella rete. Cautamente, arrischi: Volete venire anche voi cos, per spasso?
Non esattamente. Dovremo affrontare spese, combustibile, uomini di equipaggio, vettovaglie... e vorremmo anche ricavarne qualcosa per noi.
Quanto?
Vogliamo fare un terzo del prezzo d'acquisto?
Un terzo! Jack per poco non aveva fatto un salto. Non era pi tanto sicuro come una volta che l'orca gli avrebbe reso una cifra astronomica, Rachel Bedford era riuscita a scuotere la sua fiducia e quel viaggio doveva come minimo riportarlo in pareggio.  tanto!
Al contrario. A noi sembra pochissimo, dato che il nostro aiuto garantir, si pu dire, il successo dell'impresa.
Che bisogno avete di me, allora? domand Campbell, insospettito. Perch non la catturate voi, un'orca marina?
Perch lei ha la benedizione del sindaco, rispose Robichaud. Perch sa come trovare un mercato per l'animale. Perch  pronto a tentare. Perch l'idea  stata sua. E poi... Robichaud esit e infine concluse: Perch lei ha il peschereccio pi grosso. Il pi grosso che ci sia in porto.
Non capisco, disse Jack.
Be', nel caso l'animale rifiutasse di farsi spingere verso il
recinto, saremmo costretti a intrappolarlo nella rete, spieg Robichaud.
E rieccoci al punto di partenza. Per farlo, avete bisogno di me. Anzi, che lo faccia io. Niente da fare.
Un quarto della somma? propose ansiosamente Robichaud.
Salperemo da soli.
Chapman e Klune ascoltavano con facce inespressive. Su quella di Robichaud, la rabbia duellava con l'autocontrollo. Vinse l'autocontrollo, e Robichaud disse in tono conciliante: Sono sicuro che ci ripenser. Nel frattempo, voglio presentarle un'amica mia. Si gir verso la bruna ferma all'altra estremit del bar. Jeannette, chiam.
La donna che Campbell aveva gi notato in precedenza si mosse verso di loro. La musica era sempre la stessa, dalle sedi centrali delle grandi compagnie di New York ai villaggi sperduti dell'Isola di Terranova. Quando vuoi concludere un affare, serviti di una ragazza che faccia opera di persuasione a modo suo. Quella non era affatto male, tra l'altro. L'abito aderente le stava appiccicato addosso nei punti giusti, rivelando un bel seno rotondo, fianchi ben fatti e belle gambe. Forse fin troppo formosa, ma...
Dopo tanto tempo passato in mare... mormor Robichaud, dando voce ai sentimenti di Campbell. Forse, se si fossero accontentati di un quinto della somma...
Sotto l'eccesso di rossetto, Jeannette aveva una bocca attraente, ma non ebbe neppure il tempo di aprirla. Una voce femminile chiam: Campbell! Venga qui!
La voce apparteneva a Rachel Bedford, che sedeva a un tavolino d'angolo insieme all'indiano di nome Umilak. Da quanto tempo fossero l, Campbell non ne aveva idea, ma lasci Gus al suo sonno profondo, l sullo sgabello del bar, dimenticando per il momento l'amica di Robichaud.
Che cosa vuole da me? domand, ancora irritato dopo
il loro incontro sulla spiaggia. Doveva ammettere, per, che lei era veramente da guardare, nel completo-pantalone azzurro cupo che s'intonava al colore degli occhi. Forse era l'assenza di
trucco o di gioielli, ma lei non sembrava affatto fuori posto in quell'ambiente umile. Scegliere tra la professoressa e la bruna, ammesso che una scelta fosse possibile, sarebbe stato facile.
Mi rendo conto che non pu passare tutta la sera con noi, disse lei, con uno sguardo indifferente alla donna rimasta vicino al banco del bar. Ma pu fermarsi un momento, vero? Conosce gi il Gran Capo Jacob Umilak?
Non sapevo che...che fosse un Gran Capo, disse Campbell, rivolgendosi all'indiano.
Lo  ma  senza trib. Rachel aveva risposto per Umilak, come se volesse fargli da interprete. I suoi sono noti come
i Micmacs. Lui  il solo di loro, da queste parti.
L'indiano, che sembrava sulla sessantina, aveva una pelle scura e coriacea, naso largo e piatto e occhi quasi a mandorla. Osservava Campbell con espressione intenta. Dov' la sua trib? s'inform Jack.
Nella parte settentrionale di Terranova e nel Labrador, rispose Rachel, visto che Umilak taceva. Sa alcune cose sulla nostra orca, e ho pensato che lei dovrebbe starlo a sentire. Gli indiani hanno dato perfino un nome a quell'orca.  un maschio. Lo chiamano Foro-nella-Pinna. Immagino che la traduzione pi adatta sarebbe Pinnarotta. Umilak assentiva, e lei continu: Non si sa come se la sia prodotta, quella strana intaccatura: forse mentre lottava con un altro maschio del branco, per una femmina. Ma  gi stato altre volte in queste acque. In genere le orche ritornano negli stessi luoghi.
Lei non parla mai d'altro che di balene? domand tutt'a un tratto Campbell.
Rachel arross. Lei preferirebbe parlare di tutt'altro, lo so bene, ma quello che sto per dirle  importante. La gente di Umilak considera Pinnarotta come un portafortuna, perch tanto tempo fa quell'orca spinse a riva una canoa che stava per affondare. Gli indiani sono convinti che le orche marine siano spiriti benigni. Umilak, vuoi mostrare a Campbell quello che hai attorno al collo?
Quasi a malincuore, l'indiano slacci un bottone della sua camicia di flanella e mostr un oggetto piatto che pendeva da una catenina.
Campbell si chin in avanti per esaminarlo: era di pietra, sembrava una stella un po' sbilenca, a quattro punte. Che cos'? domand.
 un antico amuleto, una raffigurazione dell'orca marina, disse Rachel. L'orca era adorata dai progenitori di Umilak, gli arcaici indiani marittimi. Il manufatto potrebbe essere di migliaia d'anni fa. Quando la gente considera sacro qualcosa, di solito c' una buona ragione. Umilak pensa che lei dovrebbe lasciare in pace quell'orca.
All'improvviso Umilak parl: Pinnarotta  sacro. Non lo catturer mai. Non fa male a nessuno. Lo lasci in pace, e sar meglio per lei. Io potrei mostrarle dove vive, se lei sa fare fotografie sott'acqua. Va bene?
Campbell si alz. No, non va bene affatto! Se ne torn verso il bar. Robichaud e la donna se n'erano andati. Vieni, Gus, andiamo, disse lui.
Un po' tirandolo, un po' trasportandolo, riusc a riportare Novak sul Bumpo e a farlo stendere sulla cuccetta. Come fece per allontanarsi, Gus mormor: Capitano?
Campbell torn presso il vecchio, che giaceva supino, fissando il soffitto. La barba azzurrognola cominciava a spuntare, e la faccia sembrava ancor pi bruna. S, Gus?
Capitano, tuo padre...non si  affatto ucciso.
Quasi trasalendo, Campbell domand: Ne sei sicuro?
Sicurissimo. A me l'avrebbe detto. E poi, quella sera, aveva in progetto di parlarti.
Nella sua cabina, sul ponte superiore, Campbell frug in un cassetto e tir fuori il modellino dell'orca. S, la linea della sagoma in plastica ricordava quella dell'antico amuleto. Avrebbe preferito che Rachel e l'indiano non gli avessero fatto quei discorsi. Le loro chiacchiere l'avevano turbato pi di quanto non avesse lasciato capire. Ma ora quella notizia sul padre lo rincuorava, e cos smise di preoccuparsi per l'orca.
...
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Capitolo 8.
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Qualche ora prima, una volta usciti in mare con il Bumpo, si erano riuniti nella timoniera per passare un'ultima volta in rassegna il modo di catturare l'orca.
Non sembrava molto complicato ma, come dilettanti, potevano anche commettere errori, e Campbell si augurava che un po' di pignoleria servisse a evitare complicazioni. Una volta trovato un branco, pensavano che non dovesse essere difficile isolare un'orca dalle altre. Avrebbero fatto un mezzo giro attorno al bestione, e avrebbero calato la rete. Poi, avrebbero lentamente stretto la rete e portato l'orca intrappolata accanto all'imbarcazione.
Secondo quanto Rachel aveva detto loro a malincuore, poco prima che salpassero, l'orca tipica se ne sarebbe rimasta tranquilla dentro la rete, invece di ribellarsi. Sarebbe stato cos possibile issare a bordo l'animale, bilanciandone bene la mole sul ponte di poppa per evitare di far capovolgere il Bumpo. Sia pure appena appena, argani e gru meccaniche sarebbero riusciti a reggerne il peso. Poich respirava aria, l'orca poteva rimanere fuori dall'acqua per lungo tempo, purch il suo corpo venisse mantenuto umido. Il Bumpo l'avrebbe trasportata fino al recinto di Calm Cove. Poi, c'era da sperare che i professionisti sapessero come trasportarla, per nave o per aereo, fino alla sua vera destinazione.
Rachel Bedford aveva detto che, affinch l'orca non rimanesse impigliata nella rete, a rischio di ferirsi, sarebbe stato opportuno metterle sotto una piattaforma. Ma Campbell aveva respinto la proposta, giudicandola al di l delle loro capacit. Inoltre, se gli spostamenti del branco non avessero subito variazioni impreviste, la cattura sarebbe avvenuta in prossimit del recinto, o abbastanza vicino da riuscire a trasportarvi l'animale senza problemi.
Sembrava davvero un'impresa semplice, e Campbell si domandava come mai non si provassero in molti a catturare orche marine. Bastava disporre di un'imbarcazione piuttosto grossa, di un capitano esperto, di un equipaggio volonteroso, e di un recinto.
Ora incrociavano parallelamente alla costa, Campbell al timone, senza vedere altro che le monotone ondulazioni dell'acqua azzurra. La punta di Calm Cove se l'erano lasciata indietro da un pezzo, ma il branco non s'era visto. Chiss, forse le orche se n'erano andate definitivamente, a causa dell'incidente con lo squalo. Una piccola parte di lui lo sperava, in fondo.
Non videro niente, fino a pomeriggio inoltrato.
Annie era nella timoniera accanto al fratello. Novak era di vedetta nella gabbia e Paul dormiva sottocoperta. Guarda! grid lei, interrompendo le riflessioni di Jack. Delfini.
Lui segu il dito della sorella e vide una lucida forma grigia emergere in superficie, seguita da un'altra.
Foche, disse, dirette a farsi una buona scorpacciata di pesce.
Belle, vero?
Speriamo che anche le orche la pensino cos.
Ignor l'evidente espressione di disgusto della sorella, e continu:  il men del mare, cara mia. Il pesce grande mangia
il pesce piccolo, la foca mangia il pesce grande, l'orca mangia la foca. Solo che le nostre amiche orche non le mangia nessuno.
Amiche? ripet Annie.
 un modo di dire.
Non hai paura di distruggere una famiglia felice? S, dico, se dobbiamo credere a quello che le orche provano per il compagno o la compagna della loro vita...
Ma via! la derise lui. Cominci anche tu a parlare come Rachel Bedford? Le balene sono balene!
S, forse. Lei esit. Te l'ho detto di quell'indiano che  venuto a bordo?
Umilak? Quando?
Stamattina, mentre tu eri a terra. Mi ha detto che porta sfortuna dare la caccia alle orche.
Ah, ecco. E dopo il suo discorsetto sulle orche, ha tentato di venderti una coperta, magari.
Gesticolava con qualcosa che aveva al collo, come se stesse facendo un incantesimo.
Per far che, per far piovere?
Jack! Lei abbracci istintivamente se stessa, come se avesse freddo.
Orche! url Novak. Dritto davanti a noi.
Come Jack le vide, sent rinascere in s l'eccitazione della caccia. Le orche erano divise in quattro gruppi, formando una sorta di quadrato i cui angoli distavano l'uno dall'altro qualche centinaio di metri. Al centro, le foche spiccavano balzi impauriti. Le orche cominciarono a convergere. Nere pinne fendevano le onde in formazione regolare, riducendo l'area finch, come per un segnale, passarono all'attacco. Tutte insieme, circa una trentina, si impegnarono in un sanguinoso banchetto.
Qualcosa d'informe si lev nell'aria. Oh, misericordia, gemette Annie. Era una foca!
Campbell, con il motore al minimo, aspettava. Le orche, a
stomaco pieno, sembravano pi torpide, ora, mentre si aggiravano l nell'acqua. L'imbarcazione scivolava verso di loro, ed esse indietreggiavano via via, come per farle posto. Le giravano attorno, curiose, forse, ma non ostili. Non c'era alcuna traccia della grande pinna sbeccata.
Dev'essere un altro branco, questo, disse Campbell.
Decise che nessuno di quei bestioni fosse grosso abbastanza
per essere un buon bersaglio. Le alte pinne si riunirono e presero lentamente ad allontanarsi. Campbell pilot in modo da portare il Bumpo proprio in mezzo al branco. Le orche si scostavano via via e l, proprio al centro, ce n'era una enorme, di gran lunga la pi grossa del gruppo. Nuotava con estrema lentezza.
Che stia male? domand Annie.
Campbell riflett con inquietudine che non sapeva quasi niente di quegli animali. Ma quando stanno male non nuotano pi vicino a riva?
Forse dorme.
Tu cosa ne pensi? domand Campbell a Gus, che si era unito a loro presso il timone.
Le pinne della coda le muove. Non mi sembra che sia malata. Non sembra neppure tanto vecchia, secondo me.
Perch se ne resta bloccata l in quel modo?
Non lo so.
Forse Umilak ci ha portato fortuna davvero con le sue stregonerie, disse Campbell. Quel pachiderma  l che chiede solo d'essere catturato. Ma la cosa sembrava un po' troppo semplice. D'altra parte, se l'orca era ferita o inferma, potevano sempre rimetterla in acqua. Forza, diamoci da fare.
Novak, Paul e Annie gettarono la pesante rete al di l della fiancata, e Campbell manovr l'imbarcazione tutt'attorno all'orca fino ad accerchiarla tra le maglie.
Argani! url Jack.
L'orca lasci che la trascinassero sempre pi vicina finch
venne a trovarsi, docile docile, completamente affiancata. Era lunga pi della met del vecchio peschereccio da tonni. Issa!
ordin Jack.
Gli argani gemettero e il grosso cetaceo saliva lentamente fino a uscire dall'acqua, facendo inclinare bruscamente il Bumpo.
Issatela a bordo! Adagio!
Manovrate da Novak, le gru sollevarono il bestione al di sopra del parapetto, cos che la testa, avvolta nella rete, posava ora sul ponte a poppa. Il resto del corpo pendeva al di sopra del bordo, fino a trascinarsi in acqua.
Lo scafo continuava a sbandare. Non si pu tirarla un po' pi su? url Campbell a Novak.
Non credo, grid di rimando Gus. Urlavano forte per coprire il tremendo cigolo degli argani. Le gru non ce la fanno pi di cos. Sono gi sotto sforzo.
Bene! Pare che abbiamo catturato un'orca!
Paul lanci un evviva. Annie domand:  un maschio o una femmina?
Ora vedremo, disse Jack. Ispezionava i quarti posteriori dell'enorme animale. Mah, non  tanto facile capirlo.
Incredibile ma vero, in quella l'orca mand un grido: era un grido quasi umano di sorpresa, rassegnazione, avvertimento, dolore...di che? Campbell intu che la prigioniera volesse comunicare con le altre orche del branco, che osservavano da distante.
Allontaniamoci di qui. Ci dirigeremo verso l'insenatura. Gus, a che ora ci sar l'alta marea, domani? grid, fuori del finestrino.
Verso le nove.
Bene! Domani con l'alta marea sistemeremo l'orca nel recinto.
Fece immediatamente rotta verso South Harbour. L'animale intrappolato si contorceva e mandava un suono che sembrava un belato.
Ma cos'ha quella rompiscatole? domand Campbell, irritandosi.
Oh, Ges! esclam Annie. Guarda!
Di nuovo l'orca lanci il suo lamento e Campbell, affacciandosi dalla timoniera, rimase a fissare, sbalordito. Qualcosa che faceva pensare a una tremenda escrescenza stava emergendo dal grande ventre sospeso oltre la fiancata del Bumpo. Annie fu la prima a comprendere. Mio Dio! Sta avendo un piccolo!
Era vero, l'orca stava partorendo. Quell'escrescenza era il balenottero.
In quello stesso momento, Jack scorse un'alta pinna in distanza. Rimettete quell'orca in acqua! si mise a urlare.
Liberatela!
L'orca in travaglio cacci un altro grido.
Gus! Svelto! Calala in mare! La grande pinna era ancora lontana ma avanzava velocissima verso di loro. Le gru ripresero a gemere rumorosamente, e l'orca venne sollevata al di sopra del parapetto e spinta in fuori. Il balenottero continuava a emergere di pochi centimetri alla volta.
Molla, Gus! Piano. Piano, ho detto! strepitava Jack.
L'imbarcazione rollava, e il corpo dell'orca sbatteva contro lo
scafo.
Oh, maledizione! Attento! raccomandava disperata Annie.
Le gru meccaniche erano ancora in movimento quando Campbell intu che qualcosa non andava: a un acuto lamento metallico segu infatti uno sbuffo di fumo e poi il silenzio.
Gus? chiam, preoccupato.
Non riesco ad azionare uno dei paranchi.  saltato.
Aggiustalo! Fa' presto!
L'orca penzolava a sinistra, con la parte centrale in aria, testa e coda nell'acqua. Poco al di sopra dell'acqua, il neonato sembrava inceppato l, mezzo dentro e mezzo fuori della madre.
L'orca annegher! grid Annie.
Taci! La pinna sbeccata passava davanti alla prua, come un avvertimento. Era molto pi alta di un uomo. Gus!
Faccio il possibile, rispose scoraggiato Novak.
Annie ha ragione, la madre soffocher, pensava Jack, angosciato. Era tentato di tagliare la rete ma temeva che la femmina, presa nel groviglio, perisse ugualmente. E il piccolo? Sembrava inerte e rigido. Forse era gi morto.
Presto! Paul, non startene l impalato. Aiuta Gus! si ud la voce di Annie.
Come? Paul sembrava inebetito.
La luce calava sul mare silenzioso. Nel crepuscolo, Campbell perse di vista la pinna, poi la rivide, non lontana dalla femmina in trappola. Un momento dopo, era scomparsa.
All'improvviso, lo scafo inclinato a sinistra venne scosso violentemente. Abbiamo urtato qualcosa, grid Campbell. Paul, vedi niente?
Qualcosa ha urtato noi, rettific Paul, rauco. E ora torna all'assalto. Il Bumpo vibr di nuovo, con molta violenza, tanto che il timone venne addirittura strappato dalle mani di Campbell. Lui vi si aggrapp, per non cedere. Paul si affacci nella timoniera. Aveva un taglio a una guancia. Quella maledetta orca con la pinna lacerata ci sta assalendo!
Campbell poteva udire lo strano verso dell'orca infuriata. Sembrava arrivare fino a lui da tutte le direzioni: ping, ping, ping... nitido e acuto, carico di minaccia. Corse fuori e strapp via la mascherina dal riflettore. Tornato nella timoniera, prese a orientarne il faro, spazzando l'acqua fino a che scorse un'argentea scia ribollente. Poi, due occhi rossi parvero fissarlo dal buio. L'orca infuriata ora si scagliava contro la chiglia a dritta.
Jack tent di manovrare per scansarla, ma troppo tardi. Il Bumpo ebbe un'altra violentissima sbandata.
Quell'orca ci distrugger, sconquasser la barca fino a farla
affondare, pens Jack. Vuole tirar fuori la femmina dalla rete. Gus, che stai facendo? Taglia la rete, vedi di liberare quella maledetta bestiaccia! Accese le luci del ponte. Il balenottero era per tre quarti fuori dal grembo materno, ma sempre immobile.
Sto tentando, ansim Gus.
Paul! Annie! Per amor del cielo, dove siete?
Paul, pallidissimo in faccia, apparve al finestrino tra la timoniera e la cabina principale. Annie si  rotta una gamba! rifer.
Oh, no! Soltanto la gamba o c' dell'altro?
Sembra di no.
Legala a una cuccetta, poi va' ad aiutare Gus. Prendi un'ascia. Taglia quella maledetta rete. Presto! Ritrov la pinna nella luce del faro e manovr il timone. Vi fu un altro cozzo terribile sottocoperta. La timoniera parve squassarsi.
Il Bumpo si trascinava in avanti, sbilanciato dal carico. Campbell rivide la gigantesca pinna, che girava perch l'orca infuriata si preparava a un nuovo assalto. Sotto le luci dei riflettori, Gus e Paul lavoravano d'ascia sui pesanti cavi.
Dio, come ci siamo cacciati in quest'avventura? domand a se stesso Paul, a voce alta.
Si ud un ping seguito da un altro urtone. Stoviglie rovinarono al suolo nella cabina principale. Annie piagnucolava.
Il balenottero  andato! url Paul. Campbell gir la testa. Il piccolo corpo giaceva immobile nell'acqua, illuminato in pieno dalle luci del ponte.
Povero me, ora s che l'hai fatta bella, Campbell, imprecava Jack, maledicendo se stesso. Gus!
Il vecchio lavorava freneticamente d'ascia, e una delle gru, liberata dal peso, spazz il fronte come una frustata. La parte centrale della femmina fin sott'acqua, ma la testa rimaneva imprigionata nella rete.
Maledizione, Paul! L'altra! strepitava Campbell.
Il Bumpo roll sotto un nuovo scossone. Al colpo segu uno scricchiolo di legname. Questo  lo scafo che cede, pens lui. L'enorme orca stava distruggendo il Bumpo pezzo per pezzo. Paul e Gus lavoravano entrambi d'ascia sulla grossa gomena che tratteneva la rete. Campbell rivide la pinna. Ecco che galleggiava in cerchio, girava, veniva dritto verso di loro. Ancora due o tre assalti come quello e...
Non avrebbe saputo mai se i due uomini erano riusciti a liberare la rete, o se era stato l'urto a liberarla, ma la seconda gru sband rabbiosamente perch la rete era finita in mare. Jack mise il motore in folle e corse fuori al parapetto, lasciando il Bumpo a rollare e a raddrizzarsi da s. La rete si srotolava lentamente e l'orca madre, sotto la luce, trem spasmodicamente per poi giacere in acqua, immobile. Accanto a lei galleggiava il balenottero inerte.
Campbell si aggrapp al corrimano, cercando di controllare il tremito mentre l'orca e il piccolo galleggiavano via nella penombra. Ud una specie di tonfo, poi un profondo, sonoro ping! seguito da altri fragorosi tuffi. Di nuovo il silenzio. Rimase ad osservare Novak che si dirigeva stancamente a poppa e si guardava attorno, come per ispezionare i danni.
Era buio, l in fondo, Campbell riusciva a stento a distinguere il vecchio. Prima di rientrare nella timoniera, si volt di nuovo a guardare. Novak si sporgeva dal parapetto, aggrappandosi a quello per non cadere, e a Campbell sembr, o era uno scherzo della fantasia, che una forma si levasse nell'oscurit, mostrando qualcosa di bianco. L'istante dopo, Gus non c'era pi.
Troppo inebetito per parlare, Campbell corse a poppa e si guard attorno, senza capire. Il vecchio era scomparso. Gus! prese a chiamarlo. Gus, dove sei?
Che succede? grid Paul, correndo fuori sul ponte.
Uomo in mare!
Facendo uso del riflettore, si aggirarono nell'area per pi di mezz'ora, ma Gus Novak era scomparso.
Maledetta! imprec Campbell, lanciando il suo grido nella notte.
...
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...
Capitolo 9.
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L'alba rosea rischiarava a poco a poco l'acqua nera. Qualcosa si muoveva sulla superficie del mare. Una grande pinna avanzava lentamente attraverso le onde. Poco pi avanti, un'altra grossa orca si dibatteva debolmente, nuotando con grande sforzo, movendo appena le pinne e la coda mentre un velo di sangue sfuggiva dallo sfiatatoio. Di tanto in tanto, emetteva un debole grido.
Ogni tanto la femmina smetteva di nuotare e cominciava ad affondare. L'altra, allora, si tuffava, sospingendo la compagna ferita verso la riva, emettendo rapidi scoppi di suono, forse per esortarla a resistere.
Due file di orche avanzavano ai loro lati in una formazione a freccia. Lo strano corteo procedeva inesorabilmente. Pi avanti, le onde si frangevano contro una punta rocciosa.
Poi, nell'aria silenziosa, rison una nota simile a quella di un corno da caccia. Le due file di orche si abbassarono sotto la superficie, mentre la pi grande proseguiva verso riva, sospingendo l'altra. Come si avvicinarono alla spiaggia, il maschio emise un ultimo grido, un gemito, un singhiozzo, un grido di disperazione, di furore, di odio, che rison sempre pi forte, fino a riempire il cielo. Poi, l'orca pi grossa svan, e la femmina and da sola alla deriva, portata dalla marea.
Campbell avrebbe ricordato quella notte, il giorno seguente e la sera, soltanto come un mare di impressioni, spesso indistinte. Stava riportando il Bumpo, che imbarcava acqua e sbandava malamente, verso South Harbour. Bisognava procedere con estrema lentezza, e almeno sotto un aspetto avevano fortuna: il mare era calmo. Se il tempo si fosse guastato, sarebbe stata la fine. Sutro era sottocoperta, intento ad armeggiare con una pompa a mano: quella della sentina non ce la faceva a pompar fuori l'acqua da sola. Attraverso la parata, Campbell poteva udire Annie lamentarsi.
Da un angolo buio della cabina, Novak gli parlava a tratti. Non puoi riportarmi in vita, capitano. Sono quaggi, a cinque braccia di profondit, proprio come tuo padre. Strano, siamo finiti entrambi in fondo al mare. Ecco dove sono, non dentro la pancia dell'orca. Non sono Giona, io. Non far mai pi ritorno.
 stata l'orca a trascinarti in mare, Gus? continuava a domandare lui.
Gus non sapeva dirglielo. Ripeteva soltanto: Non pensare all'orca. Pensa solo a riportare questa tinozza in porto.
Oh, Gus! Campbell teneva d'occhio il quadro degli strumenti che luccicavano verdognoli nella timoniera buia. Mi sento solo. Parlami, amico. No, ti parler io. Perch non ti ho mai fatto capire quanto ti volevo bene, quando eri in vita? E poi parliamo di mio padre! Mi sa che anch'io sono tale e quale. Chiss se questo mi ha insegnato qualcosa? Abbiamo pi dei nostri padri, in noi, di quanto ci piaccia pensare. Di quelle stesse cose per cui li biasimiamo ci rendiamo colpevoli noi, senza neppure saperlo.
Non sentirti colpevole, raccomandava Gus.
"Povero me, soffro di allucinazioni," pens Jack. "Lo vedo...o quasi." Sempre mentalmente, rispose a Gus: Non posso fare a meno di sentirmi in colpa. Ero io quello che voleva a tutti i costi dare la caccia all'orca. Tu non l'avresti mai fatto. Eri troppo saggio, per farlo. Avevi previsto che sarebbe finita cos. Mi ricordo che faccia avevi. Non ti saresti mai imbarcato in quest'impresa pazzesca, se non ti fossi preoccupato per Annie e per me. E io perch ho acconsentito, in un primo momento? Perch non volevo saperne di crescere, una buona volta. Avrei dovuto avere pi buon senso. Invece, mi ero messo in mente di riuscire a farcela... Sono un imbecille, e sempre lo sar...
Piantala. Ubriacati. Ecco cos'avrebbe fatto mio zio.
Lo far, promise lui. Alla prima occasione.
Ma quell'occasione non si sarebbe presentata tanto presto. All'alba, lui manovr per entrare in porto, svegliando Robichaud, che dormiva al cantiere. Robichaud us il telefono ma, per maggior precauzione, suon anche la sirena d'emergenza installata sulla banchina.
In citt c'era un piccolo ospedale, l'unico per molti chilometri all'intorno, e di l mandarono subito una vecchia ambulanza, che aveva tutta l'aria d'essere servita un tempo come carro funebre. Annie venne caricata sull'ambulanza, e Paul l'accompagn. L'ospedale non era lontano, ci si arrivava benissimo a piedi, cos Campbell rimase con il Bumpo il tempo sufficiente per assicurarsi che sarebbe stato riparato a dovere. Richiamati dalla sirena, quelli del posto accorrevano al molo; famiglie di pescatori che, del resto, a quell'ora erano gi in piedi. Le facce di tutti esprimevano comprensione e rammarico per la ragazza. Nessuno fece domande a Jack finch non arriv il sindaco Smith, con l'agente Swain a rimorchio.
Oh, poveri noi, disse Smith. Cos' successo?
Devo dire anche a lei che abbiamo urtato una scogliera? Cos ho detto a Robichaud.
L'ha urtata o no, insomma?
Non lo so. Non credo, rispose Jack, sfinito. Non ce ne sono, sulle mappe.
Smith aggrottava la fronte, i suoi occhi si serravano dietro le
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grosse lenti. Che ci sia un relitto, e noi non ne sappiamo niente? Eppure in tanti anni... a meno che non ci sia stato un naufragio in tempi recenti...
Non credo che si tratti di un relitto. L'acqua  troppo profonda.
Smith aspettava. Siccome Campbell non si decideva a parlare, alla fine incalz: Be', insomma, ci dica almeno com' andata, no?
Siamo stati attaccati da un'orca, rispose Jack.
Cosa? Quell'orca enorme di cui lei parlava?
S. L'ho vista. Per lo meno, penso d'averla vista. A meno che la testa non mi stia giocando strani scherzi.
Smith emise un profondo sospiro. Hai sentito? domand a Swain.
S, ho sentito.
Smith si gir di nuovo a guardare Campbell. Il vecchio dov'? domand in tono perentorio.
Andato.
Andato? Ha lasciato la citt? Robichaud non l'ha visto a bordo, quando siete entrati in porto.
Non ha lasciato la citt.  morto.
Morto? Oh, Cristo! Ma quando, com' stato?
Campbell abbass la testa. Non...non lo so bene neanch'io.
Non si capiva pi niente, in quel momento. Guardava il sole che cominciava a indorare le colline rocciose che circondavano il porto. Pu avere avuto un infarto, o una paralisi cardiaca ed essere caduto in mare. Oppure...
Oppure?
Oppure  stato trascinato gi dall'orca.
L'orca?
 possibile.
L'orca? ripet Smith.
Per me,  stata l'orca. Ma non posso giurarlo.  successo cos rapidamente.
Non ci credo.
Be'...
Dov'era, lei, quando quell'altro  finito in mare?
Nella timoniera. Gus era a poppa.
Testimoni?
Soltanto io.
Hmm! Era Novak il padrone del battello?
Appartiene a me e a mia sorella. Si fa presto a provarlo.
Gus aveva un'assicurazione sulla vita a vostro nome?
No, che io sappia. Ma non  difficile informarsi.
 veramente convinto che sia stata l'orca a ucciderlo?
Penso di s. Non lo so. Ci si vedeva per modo di dire. Solo che... non saprei spiegarla in nessun altro modo.
Io s. Nel rapporto metteremo paralisi cardiaca. Niente cadavere, niente autopsia. Capito, Al? Campbell, l'avverto, se lei ha la fedina penale sporca...
No.
Il sindaco e l'agente di polizia si misero a confabulare tra loro. Smith sembrava cordiale, quando si riavvicin a Jack. Avr bisogno di un posto dove alloggiare. M' venuta un'idea. Mi promette di non lasciare la citt?
Naturalmente. Non potrei nemmeno se lo volessi. Mia sorella  ricoverata in ospedale.
Bene. Al si metter in contatto con la polizia di Miami, per avere informazioni.
Smith trov loro una casa di propriet di una certa signora Hendry, che doveva andare a St. John a trovare dei parenti, e nella tarda mattinata, dopo che ad Annie avevano sistemato e ingessato la gamba, si trasferirono l. La signora Hendry si accontentava di un affitto irrisorio, e lasciava a loro disposizione perfino un vecchio camioncino rosso. Chiedeva soltanto che Campbell desse da mangiare al suo cane, un bastardo marrone che aveva subito dimostrato un'istintiva simpatia per lui.
...
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Capitolo 10.
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Era mezzogiorno, e le note basse di una musica per organo riempivano la chiesetta anglicana. Vicino all'altare, un giovane ministro del culto reggeva un libro di preghiere. Nei banchi di lucido legno c'erano soltanto due persone: Paul Sutro, che indossava una giacca di rigatino pulita ma non stirata, e Jack Campbell, con il berretto da capitano, che in chiesa si era tolto.
"Povero vecchio Gus," sospirava Jack tra s. Gi l'immagine di Gus cominciava a sfuocarsi, nella sua memoria. Jack si aggrappava a quella che in realt era soltanto la caricatura del vecchio marinaio: capelli bianchi, barba azzurrognola, mascella sporgente e pipa; ma in Gus c'era stato tanto di pi di quei pochi particolari esterni. Con i suoi modi miti e la sua infinita competenza, Gus Novak era stato un pilastro della vita di Jack.
"Il mio aiuto viene dall'Eterno..." Automaticamente, la mente di Campbell forniva le parole alla musica. Era ancora inebetito da quanto era successo, e continuava a rivivere l'incidente, cercando qualche indizio, come se stesse esaminando una fotografia sottoesposta. Aveva visto una forma, o non l'aveva vista? Quel qualcosa di nero e bianco era veramente sbucato dal buio? Ed era possibile? Quando provava a riempire il contorno che la sua mente gli forniva, ci che ne risultava era la testa di un'orca, bocca aperta, denti scoperti. Le orche potevano spiccare balzi: lui stesso l'aveva constatato all'acquario e durante la battaglia con lo squalo. Ma allungarsi fuori dell'acqua per afferrare un uomo?
E se lui si convinceva che proprio questo era successo, ma una parte di lui rifiutava di convincersene, poi? Che cosa doveva concludere?
...E non c'indurre in tentazione, ma liberaci dal male... inton il giovane pastore.
L'organo tacque, e il pastore si tolse la tonaca e l'appese a un piolo. Sotto, indossava panni borghesi. Campbell gli si avvicin. Grazie d'avere tenuto il servizio con un preavviso cos breve. Non vedevo lo scopo di aspettare. Gus non aveva parenti.
Esit e aggiunse con amarezza: Non c'era neppure la salma.
Il pastore assent, serio serio.
Era l, e un istante dopo non c'era pi. Campbell parlava quasi a se stesso. Sparito, cos, senza lasciare traccia.
In quella, scorse Rachel Bedford in fondo alla chiesa.
Triste, molto triste, mormor il pastore, in tono comprensivo.
Campbell prese un profondo respiro e continu il suo monologo, grato d'avere qualcuno che l'ascoltasse. Non era abituato a bere, come invece aveva fatto la sera prima. Potrebbe avere avuto un capogiro, essere caduto in mare. Non era pi giovane. O potrebbe essersi sottoposto a uno sforzo eccessivo. L'orca aveva aggredito il Bumpo, di questo sono sicuro. Forse Gus  stato preso dal panico, ha avuto una crisi cardiaca, un infarto...
 questo che pensa, lei?
In un certo senso, s. Voglio dire, sembra possibile. Guardava la faccia florida e aperta del pastore. Mi dica, pu essere commesso un peccato contro un animale?
Pu essere commesso anche contro un filo d'erba, secondo me. In realt, non  sempre contro noi stessi che pecchiamo?
Pu darsi. Non saprei. "I miei peccati sono quasi sempre l'avidit, l'orgoglio, la millanteria," si ritrov a pensare Campbell. Poi si domand: " possibile cambiare?" E ripet la domanda ad alta voce.
Penso di s, rispose il giovane. Non farei questo mestiere, se non lo pensassi. Ma... quanto cambiamento  richiesto, per costituire vero cambiamento? Parve studiare la faccia di Campbell. Lei non  di sentimenti religiosi, vero?
Penso di no. Ne ho viste troppe, passate troppe. Sebbene, devo confessare che questa faccenda dell'orca  abbastanza strana da fare di chiunque un credente, o quasi.
Lei pensa, ho sentito dire, che l'orca ha attaccato il peschereccio e ha ucciso il suo amico.  un'idea che a tutti noi riesce difficile accettare, Capitano Campbell.
Jack si freg gli occhi stanchi. Anche a me, eppure... La vendetta non  forse una parte importante della Bibbia?
Nel Vecchio Testamento la vendetta  un tema di primo piano, s. La vendetta del Signore. Era un Dio implacabile. Il pastore fissava attentamente Campbell. Che cosa sta cercando di dire?
Non lo so neanch'io, veramente. Stavo tentando di comprendere. Che cosa era sufficiente? 
Sufficiente? Il pastore sembrava confuso.
Quando il Signore si riteneva soddisfatto?
Capisco. Lei sente che la morte del suo amico  stata la risposta a qualcosa.
Pu darsi, ammise Campbell.
Se vuole il mio consiglio, le dir di dimenticare quanto  successo. Nella morte del suo amico lei sta leggendo molto pi di quanto dovrebbe leggere. Che cosa strana: la morte fa sempre affiorare i rimorsi. Quante volte ho potuto constatarlo! Lei d la colpa a se stesso, si domanda se non avrebbe potuto fare qualcosa, vorrebbe sapere se  stata responsabilit sua, va in cerca di spiegazioni mistiche. Dio sa che non  un delitto, questo; ma, quando mi imbatto in una reazione del genere, consiglio sempre a tutti di pensare soltanto alla necessit di continuare a vivere, di lasciarsi il passato alle spalle. Perch non segue anche lei
questo consiglio, Capitano Campbell? E non si concede un buon sonno? Si vede che  esausto.
Ha ragione. Sto farneticando come un pazzoide. Jack estrasse di tasca una busta e, goffamente, la porse al pastore. Metta questi nel suo fondo per i marinai, o come lo chiamate qui, a nome di Gus Novak.
Grazie, disse con fare solenne il pastore.
Rachel Bedford se n'era andata, Campbell fece in tempo a vedere la Land Rover che spariva in fondo alla strada. Dove corre, con tanta fretta? domand a Paul.
Ha detto che c' un'orca ferita, vicino Calm Cove, rispose, tetro, Paul. Bene, sar meglio che io torni da Annie. Tu?
Voglio dare un'occhiata alla barca. Devono averla tirata in secco, ormai. Oh, a proposito dell'orca morta, non posso fare a meno di sentirmi responsabile... Diede a Paul istruzioni e del denaro.
Ci penser io, promise Paul.
Sutro si avvi verso la fila di case che sovrastavano la baia, mentre Campbell si dirigeva verso il camioncino, seguito dal cagnetto marrone.
Una voce poco mascolina disse: Buongiorno.
Campbell si volt e vide un tipo bovino, in calzoni di gabardine. Salve, Swain.
Mi dispiace per il suo amico.
Era un brav'uomo, rispose Campbell, in tono sommesso.
Bene, se possiamo fare qualcosa per esserle d'aiuto... Qui la gente  alla mano, vedr. Si conoscono tutti e tutti sanno gli affari degli altri, si sa! Quella casa della Hendry  abbastanza comoda, ma stia attento alla tavola smossa nei gradini anteriori e, se piove, avr bisogno un paio di recipienti. Il tetto perde.
Campbell sorrise, pur non avendone voglia. Grazie, ci staremo
benissimo. Ah, perch cos alte, quelle palafitte? Sembrano un po' troppo alte perch basti la marea a spiegarle.
Sa, a volte vengono maree di altezza eccezionale, ma il vero pericolo  dato dai marosi, durante le burrasche. Il mare si riversa nell'insenatura. Se una casa va, i detriti cominciano ad abbattere tutte le altre, tanta  la violenza delle onde. Anni fa perdemmo mezza citt, in quel modo, prima di costruire la diga esterna, per protezione. Swain si guardava i sandali, ora. Lei rester qui fino a che la barca sar riparata e la ragazza potr viaggiare. Era pi una constatazione che una domanda.
Precisamente.
E poi? Far un altro tentativo, per l'orca? domand Swain.
Subito Campbell lo guard. Ma lei mi crede matto?
Un po' scosso, tutt'al pi. E non posso darle torto.
Io chiedo una cosa sola, ed  di non rivedere mai pi quell'orca.
Campbell sal sul camioncino e guid per i pochi isolati fino al cantiere. Far riparare il Bumpo avrebbe intaccato non poco i suoi capitali. Ci sarebbero voluti mesi per incassare i soldi dell'assicurazione, ammesso che la polizza valesse, dato il caso particolare; nel frattempo, lui si sarebbe ritrovato in Florida, completamente al verde. Avrebbe venduto la barca, venduto il porticciolo, consegnato il ricavato ad Annie e sarebbe partito, cos alla ventura. Una nuova vita, impostagli da quell'orca della malora.
Con la chiglia esposta, il Bumpo sembrava una grassona nuda. Un paio di operai girellavano per il cantiere senz'aver l'aria di darsi molto da fare. Robichaud gli and incontro.
Ah, Campbell, disse, con il suo solito sorriso. Vuol sapere della sua barca? Francamente, ancora non l'ho guardata bene. Tanto, non c' fretta, vero?
Fretta forse no. Annie non potr rimettersi in viaggio prima di qualche giorno.
Le far un rapporto completo sui danni prima di domani.
D'accordo. Campbell fece per allontanarsi, poi si arrest bruscamente, gli occhi fissi sulla baia. Che cosa c', laggi?
Dove? domand Robichaud, voltandosi a guardare.
M'era sembrato di vedere qualcosa. Una pinna.
Pinna? Dove?
Ora non la vedo pi. Ha un binocolo?
Robichaud and a prenderlo e lo porse a Campbell, ma la sua faccia butterata esprimeva chiaramente il dubbio.
 sparita.
Sar stato un pezzo di legno, disse Robichaud, con fare comprensivo. Lei dovrebbe farsi una bella dormita, amico mio.
"Pensano che abbia le traveggole," pens lui, inquieto. "Forse  proprio cos". Si diresse dapprima verso la casa della Hendry, per andare a dormire, ma poi cambi idea e si spinse invece fino alla solitaria striscia di sabbia, vicino Calm Cove.
...
.
...
Capitolo 11.
...
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...
Lasci il cane sul camioncino. Nell'incamminarsi sopra le dune di sabbia, ud gli strani suoni sibilanti emessi dalle orche e affrett il passo. Poi si ferm, sorpreso. Sotto di lui, sulla riva piatta, c'era un'orca bianca e nera, e accanto un registratore a cassette dal quale quei suoni provenivano: senza dubbio, la voce delle orche che Rachel era riuscita a registrare. Inginocchiata accanto all'animale c'era lei, che leggeva a voce alta da un libro. Campbell si avvicin alla scena quasi in punta di piedi. La voce di Rachel, forte e chiara, risonava al di sopra della risacca.
Prenderai tu il Leviatano all'amo? Potrai legargli la lingua con la corda che lancerai? Potrai ferirgli la pelle con dardi aguzzi, o infilzargli arpioni nel capo? Provati ad alzare la mano contro di lui, ti ricorderai della battaglia e non ci tornerai... Egli considera il ferro una pagliuzza, l'ottone come legno marcito... I dardi gli sembrano stoppie, e se la ride all'agitarsi di una lancia. Fa ribollire l'abisso come caldaia, e fa del mare un gran vaso di unguenti... Non v' sulla terra chi lo domi,  stato fatto per non aver mai paura. Guarda in faccia tutte le cose pi eccelse:  re sopra tutti i figli della superbia.
La giovane alz la testa e guard Campbell. In che parte della Bibbia  scritto? domand lui.
Perch, si  accorto che questo  un passo della Bibbia? Mi sorprende, disse Rachel, nel tono antagonistico che Campbell ormai aveva imparato ad aspettarsi da lei.  dal libro di Giobbe.
I figli della superbia, ripet Campbell. Gus non aveva nessuna superbia.
La voce di lei si addolc. Gli voleva bene, vero?
S. Mi ha fatto meraviglia vederla al funerale. Lei non lo conosceva nemmeno.  scappata via cos in fretta che non ho potuto neppure dirle grazie.
Non volevo fermarmi a parlare. Rachel esit. Dovevo tornare dall'orca. Campbell fiss l'animale morente. La marea si era ritirata, lasciando l'animale sulla riva. Il registratore era sempre in funzione, continuava a emettere quegli strani sibili. L'orca rabbrividiva ed emetteva a sua volta un lieve gemito. La riconosce? domand Rachel.
S. Come sar arrivata fin qua? Non pu avere nuotato o galleggiato per una simile distanza.
 stata spinta.
Spinta?!
Dall'orca che Umilak chiama Pinnarotta. Ecco come dev'essere andata. A volte le orche sane spingono quelle ferite verso riva, affinch non anneghino.
Ma perch proprio qui, cos vicino a Calm Cove?
Erano state avvistate orche, mentre lei lavorava al recinto?
Campbell assent, ricordando. S, avevano avvistato delle orche.
Vuol dire che...
Proprio non lo so che cosa vuol dire. Sto soltanto azzardando l'ipotesi che Pinnarotta abbia voluto restituirle il cadavere.
Andiamo! Ora lui si era fatto truce. E il balenottero dov'? domand.
Rachel non capiva. Non c' nessun balenottero. Di che cosa sta parlando?
C'era anche un balenottero. Era nato morto.
Ah, ecco. Cos, quando anche questa morir, lei ne avr uccise due, lo invest lei, furente.
Per amor del cielo, io non intendevo uccidere un bel niente! disse lui, quasi in tono supplichevole.
Era stato avvisato, s o no?
S, ma... insomma,  successo. Ormai non posso farci pi niente.
No, purtroppo!
La rabbia, scoppiata improvvisa, ora si stava placando. Campbell si ritrov a pensare che quella donna era bella, con i grandi occhi azzurri e le labbra morbide. Si domand quanti studenti si iscrivessero a zoologia soltanto per guardare la professoressa.
Posso domandarle che cosa stava facendo? disse, in tono quasi sommesso.
Be', so che sembrer sciocco a un tipo realistico come lei, ma stavo cercando di consolare l'orca. Le registrazioni dovrebbero tenerle compagnia. La Bibbia  per me, per farmi ricordare quanto pu essere stupida l'umanit.
Credo proprio che abbia ragione, mormor lui, con voce spenta. Esamin l'orca pi da vicino. L'oceano aveva lavato
via il sangue, ma il fianco si presentava lacerato dalla pesante rete e una pinna era stata tranciata quasi di netto.
L'orca mand una specie di lungo rantolo, e Campbell prov un senso di malessere. Sembrava che il bestione impiegasse un'eternit a morire.
Dovranno servirsi ,di una grossa imbarcazione per trascinare via il cadavere. Lui stava ora girando intorno al corpo enorme. Che dice, metter ancora molto a morire? Vorrei tanto che tirasse le cuoia in fretta.
Non pu durare ancora per molto. Rachel si alz e tocc il corpo dell'animale. Poverina!
Il sentimentalismo  una bella cosa ma
Rachel si volt di scatto. Ma? Continui.
Una di quelle orche ha ucciso Gus.
Lei socchiudeva le palpebre, ora. Ho sentito, s, che lei asserisce questo.
Lo ritiene possibile? Pare che nessuno lo creda, a parte me.
Lei esit a lungo. S, lo credo possibile. Probabile no ma...
possibile. Vorrei sentire che cosa ne dice Umilak. Ha detto che sarebbe passato di qua.
Poco fa, proruppe Campbell, ho visto la pinna dell'orca grande, nel porto.
Ne  sicuro?
Direi di s. Mi sono messo in mente che mi stia dando la caccia.
Rachel giocherellava con una ciocca bionda. Oh, andiamo!
Inquieto, lui domand:  possibile mai che un'orca spinga il suo rancore fino a questo punto?
La voce di lei si addolc quasi impercettibilmente. Le orche sono vendicative, questo lo sappiamo. Ma seguire un uomo fino in porto? Non ricordo d'aver mai sentito un caso del genere. Lei mi lascia disorientata, Jack.
Sono disorientato anch'io. Ho come l'impressione di perdere di vista la realt.
Rimasero in silenzio per un intervallo lunghissimo. Alla fine Rachel disse: Sta arrivando Umilak. Provi a dire a lui quello che pensa.
Campbell, rialzando la testa, vide che l'indiano si avvicinava attraverso la distesa di sabbia. La faccia bruna, dalla mascella quadrata, appariva funerea; ma l'espressione gli era probabilmente abituale.
In fretta, Rachel bisbigli: Abita qui vicino. Pesca e fa il boscaiolo, quando non lavora all'emporio.  un tipo bizzarro. Gli ho domandato perch si era fermato qui quando il resto della trib se n'era andato, ma non ha voluto dirmelo.  un tipo incomprensibile, ma s'intende di balene e di orche molto pi di me. Salve, Umilak, termin.
Se disturbo... disse l'indiano.
Niente affatto. Vogliamo parlare proprio con lei. Campbell, qui, pensa che quell'orca che lei chiama Pinnarotta possa avere ucciso per vendetta il suo amico Novak. Lo crede possibile?
Umilak replic in tono grave. Certo. Un'orca ricorda benissimo chi ha tentato di fare del male a lei o alla sua famiglia.
S, ma aggredire un battello, danneggiarlo, e continuare ad accanirsi fino a provocare la morte di uno dell'equipaggio...non le sembra un po' campato in aria?
Umilak sospir. Due indiani in una barca tentarono di uccidere un'orca ma riuscirono soltanto a ferirla. Non ritornarono in mare per pi di un anno. Avevano paura. Quando pensarono che il pericolo fosse passato, uscirono in mare con quella stessa barca. L'orca li stava aspettando. Li uccise tutti e due.
Campbell tent di digerire quell'informazione, ma non pot. Aveva cercato conferma ai suoi timori ma, nel riceverla, sentiva la mente vacillare. L'ha visto con i suoi occhi? domand.
No, replic rigidamente Umilak. Ma  successo.
Balle! Ma si ricord all'improvviso il destino dei due boscaioli di cui, quanto tempo era passato, secoli? aveva sentito parlare all'acquario.
Rachel, fronte aggrottata, si rivolse a Umilak: E se un idiota avesse ucciso per sbaglio una femmina che stava per partorire, e fosse morto anche il balenottero?
Il maschio era presente?
Pare di s.
Al posto di quell'uomo, non tornerei mai pi in quelle acque.
E come diavolo faccio a portar via di qui la mia barca? si mise a urlare Campbell. La carico sul treno?
Allora  lei il responsabile, anche della morte del balenottero?
S, maledizione, io!
Si calmi, disse con fermezza Rachel. Sta solo cercando di consigliarla per il suo bene.
Stia lontano da quell'orca.  la cosa migliore, torn a insistere Umilak.
Ma  un animale, non un padreterno! Lui indicava l'orca finita in secca. Un animale come quello.
L'indiano indietreggi di un passo, come se si accingesse ad andarsene. Non  un animale come gli altri.
Campbell pensa d'avere avvistato l'orca grande, a South Harbour, disse quasi in tono sommesso Rachel.
L'ho vista anch'io, conferm Umilak.
Ma perch nessun altro l'ha vista? volle sapere lei.
Bisogna cercarla, per vederla, si gir a rispondere l'indiano, nell'andarsene.
Oh, Ges mio, mormor Rachel.
Cos,  l. Bene, non mi far prendere dal panico, dichiar Campbell. Rimarr a terra fino a che quella maledetta
orca se ne sar andata. La mia barca  in cantiere, per ora. Quando sar pronta me ne torner in Florida, e buonanotte.
Non le credo. Finir anche lei per reagire secondo il suo carattere. Ora che sa che quell'orca  ancora qua intorno, vorr vendicare il suo amico Gus, anche se  stato lei quello che ha cominciato, uccidendo l'orca madre e il figlio. Lei  un assassino, Campbell, glielo leggo in faccia.
Lui si alz e mosse qualche passo verso l'acqua. Senta, signora, lei non mi conosce neppure, perci non pretenda di leggere le foglie del t o che so io. Ho condotto una vita disordinata. Ho corso dei rischi, ho tentato un'infinit di cose. Forse non sar l'uomo migliore del mondo. Ma un assassino, perch? Scuoteva la testa. Solo perch...
Lei lo interruppe. Siete perfettamente appaiati, tra lei e quell'orca. Lei vuole una rivincita sulla vita; l'orca vuole vendicarsi di lei.  la stessa cosa.
La smetta! Stia a sentire, mi ricordo... Esit, poi la voce gli si addolc. Avevo dodici anni. Mio padre m'aveva regalato un fucile da caccia, per il mio compleanno. Mi credevo un uomo, ormai, e il fucile doveva essere una sorta di iniziazione, per me. Nel bosco, vidi uno scoiattolo. Si era arrampicato su un albero, ma la curiosit l'aveva indotto a sbirciare da dietro il tronco il tempo sufficiente perch potessi mirarlo alla testa. Fu un colpo centrato in pieno. Mio padre m'aveva fatto esercitare al bersaglio con il suo fucile, ed ero piuttosto bravo, ma quello era il colpo pi perfetto che avessi mai sparato.
Andai a raccogliere il mio trofeo, lo scoiattolo morto, che un istante prima stava arrampicandosi su per un albero finch la curiosit non aveva avuto la meglio su di lui. Lo studiai per un pezzo, pensando a una quantit di cose, e soprattutto a mio padre. Tornai a casa e gli restituii il fucile senza una parola. Non ne facemmo parola, mai pi.
Campbell diede un calcio a un sassolino, poi riprese: Non
mi  mai piaciuto molto il mare, una volta diventato adulto. Continuavo a pensare a quegli idioti che facevano la pesca d'altura solo per potersi dare delle arie, mostrando i loro pesci imbalsamati. Il mare era solo questo, per me... Si gir verso Rachel, un po' imbarazzato. Ho fatto cose di cui non sono certo orgoglioso, ne ho fatte tante. Ma di una cosa sono sicuro: non mi piace uccidere. Forse volevo l'avventura, forse volevo divertirmi, forse sono soltanto uno spaccone, ma non ho mai desiderato far del male a una mosca, gliel'assicuro. Non mi batto, io, se proprio non ci sono costretto. E cos sar con quell'orca.
Per un bel pezzo nessuno dei due parl. Gli unici suoni erano il fragore ritmico della risacca e il respiro rantolante dell'animale. All'improvviso, un rantolo pi aspro sfugg dalla gola dell'orca.
Dopo un momento, Rachel ferm il registratore.
Ho bisogno di bere qualcosa, disse alla fine Campbell. Mi fa compagnia?
Va bene, acconsent Rachele. Credo d'averne bisogno anch'io.
Ho una bottiglia, sul camioncino.
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Capitolo 12.
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L'orca morta fece accorrere molta gente dal villaggio. Era appena spirata e subito cominci a formarsi l intorno una cerchia di curiosi, che per si tenevano a prudente distanza, quasi timorosi che la carcassa potesse ancora mordere.
Poco distante, Campbell pass la bottiglia del gin a Rachel, che mand gi un sorso, arricciando il naso. Anche lui ingoll una sorsata e rimase a fissare il tramonto, con occhi che ardevano di stanchezza.
All'improvviso, osserv: Scommetto che a lei gli animali e i pesci piacciono pi delle persone.
Dice?
Lo dico, s. E perch non dovrei dirlo, visto che lei non si fa riguardo di tormentare me? Lei osserva un pesce dentro una vasca di vetro. Non rischia di trovarsi coinvolta in un rapporto diretto. Non corre il pericolo che il pesce la pianti, il giorno dopo. Con i pesci si sta pi tranquilli che con le persone.  una forma di auto-protezione come un'altra.
Ah s, eh? Mi auguro che, come marinaio, lei sia un po' pi in gamba che come psicologo. Ma davvero  convinto che mi sia data alla scienza perch incapace di stabilire rapporti con gli uomini?
Con me non sta certo facendo faville.
E lo credo bene! Lei gli strapp la bottiglia di mano e se la port alle labbra. Direbbe mai a un uomo che si  dedicato alla scienza perch non sapeva intrecciare rapporti con le donne? La verit  che lei  prevenuto contro le donne, e si vede lontano un miglio.
Strano, ho sempre pensato che le donne mi piacessero molto, disse lui, testardo. E ho l'impressione che anche loro abbiano simpatia per me.
Un certo tipo di donne, pu darsi.
Cio, quelle che non contano, eh? Chi di noi  prevenuto, ora?
Ci sono donne che perdono la testa per uno come lei. Rachel cerc di mettersi un po' pi comoda sul masso dov'erano seduti, poi aggiunse: Donne che non hanno molto cervello, secondo me.
Lui studiava il bel viso ovale. Ne abbiamo di complessi, vero, signora professoressa? Gli uomini l'hanno fatta soffrire? Qualcuno l'ha scaricata, senza riguardo?
Non sono una vittima della guerra tra sessi, gliel'assicuro, si affrett a precisare Rachel.
Jack capt qualcosa di vulnerabile, nel tono rigido di quella risposta. Davvero? Pensavo che lo fossimo tutti, chi pi chi meno. Ma forse lei non si  mai mossa molto dal suo guscio. Forse non ha molta esperienza della vita. O forse  un tantino frigida, cara professoressa. Non sarebbe la prima, del resto.
La mia vita intima non la riguarda in nessun modo, Campbell! scatt lei.
Lui si protese un pochino e l'afferr per il polso. Il contatto con l'epidermide di lei gli comunic uno strano fremito: come una scossa elettrica che fosse passata tra loro. Sapeva che anche lei l'aveva avvertita. Istintivamente l'aveva guardato, arrossendo senza volerlo, schiudendo appena le labbra. Per un breve istante, rimasero cos, a fissarsi intensamente.
Poi, con un movimento brusco, lei liber il braccio e rivolse lo sguardo alla scena che si svolgeva sulla spiaggia, sotto di loro. Cominci a parlare, nervosamente: Santo Dio, se le immagina lei due balene che parlano in questo tono, cos carico di antagonismo? Orche, balene, delfini, sono tutti animali gioiosi, non litigiosi come noi. Si sentono al sicuro nel loro mondo, mentre noi ... come dire? ... sembriamo scimmie appese a un ramo non abbastanza solido. Beate loro! Herman Melville diceva che, se Dio venisse sulla terra, sceglierebbe d'essere una balena, e io sono d'accordo.
Le nostre mastodontiche amiche possono ringraziarla di tanta pubblicit. Se vuole il mio parere, quell'orca che c' in porto fa pensare piuttosto al diavolo. Ad ogni modo, lei ha cambiato discorso. Forse mi stavo avvicinando troppo alla verit? O semplicemente, mi stavo avvicinando troppo?
Lei crede, insomma, che la zoologia per me sia una specie di surrogato dell'amore? Rachel, le mani sprofondate nelle tasche, fissava lo sguardo in lontananza. D'accordo, forse c' un
pizzico di verit in quello che dice: non molta, ma un pochino c'. Forse non sono state tutte rose.
Sono state nev-rose? tent di scherzare lui.
Se lo risparmi per le sue amichette, quello spirito di patata.
Qualcuno l'ha proprio fatta soffrire. Jack torn a prenderle il polso, e stavolta lei non tent di liberarsi.
Diciamo solo che alcuni uomini mi hanno indotto a domandarmi che cosa gli esseri umani stiano cercando di dimostrare... e perch.
Povera piccola. Con gesto improvviso, lui tent di baciarla, incurante della presenza di quelli del paese, che potevano vederli, ma Rachel scost la testa. Jack stava per ritentare, quando cominciarono ad arrivare degli strani tonfi. Oh, Dio, ansim lei. Li faccia smettere.
Erano stati i bambini a cominciare, subito imitati dagli adulti. Stavano scagliando pietre all'orca, e i missili risuonavano contro la sacca di grasso che era stata un grande e maestoso cetaceo.
Ne hanno paura, mormor Campbell. Vogliono assicurarsi che sia morta... come se una balena in secca potesse far loro del male.
Rachel parlava in un mormorio rauco. C' una vena tale di crudelt, nella gente! Sa che una volta una balena in perfetta salute fin arenata in un'insenatura di quest'isola, e quelli del posto se ne stettero sulla riva per giorni e giorni, a sparare fucilate a quella poveretta che non poteva difendersi, finch alla fine mor? Rabbrivid, nel ripensarci.
Campbell si alz dal masso dove sedevano e url: Piantatela, per la miseria!
La sassaiola cess. Padroneggiando i loro timori, i monelli presero ad arrampicarsi sull'animale morto. Di l a qualche momento un nutrito gruppo stava eseguendo un balletto sulla schiena dell'orca. Gli adulti del circondario, che dovevano avere impiegato fino all'ultimo veicolo circolante a South Harbour per
arrivare fin l, avevano acceso un fuoco con della legna trovata sulla riva, e ora sedevano attorno all'animale, a bere whisky e birra.
La risata improvvisa di Rachel sembrava non avere nessuna relazione con quanto li circondava. La gente!
Che c' di tanto comico?
Si  fatto prendere all'amo, Jack. Sto pensando al grande squalo che l'ha indotta, in un primo momento, ad affrontare questo viaggio. Un'impresa impossibile. I grandi squali bianchi non vivono in cattivit, punto e basta. Si trattava di una trovata pubblicitaria, oppure di una scommessa.
Istintivamente lui le credette, nonostante l'incoraggiamento avuto in precedenza dal professor Akerman. Del resto, vero o non vero, ormai non aveva pi importanza. La vita sembrava essersi ridotta a un pugno di realt sgradevoli, di cui lo squalo non faceva pi parte. Tanto piacere, mormor. Scorse Sutro sulle dune. Paul! Sono qui!
Tra poco dovrebbe arrivare il rimorchiatore, lo inform Paul.
Annie come sta?
Ti vuole a casa. Le ho detto di riposare, ma non ci riesce. Si preoccupa per quell'orca. Sutro guard in l. Ecco che arriva il rimorchiatore.
La folla ruppe in un evviva quando il decrepito rimorchiatore nero, sbucando da dietro la punta rocciosa, avanz ansimando verso la spiaggia. Una figura munita di altoparlante si profil contro il crepuscolo. Fatevi indietro! Fatevi indietro! ripeteva la voce. Stiamo per lanciare un cavo. Risuon una specie di sorda detonazione, e un cavo atterr sulla spiaggia, a pochi metri dall'orca marina. Jack corse ad agguantarlo e, aiutato da altri, lo tir verso terra. La grossa cima venne annodata attorno alla coda dell'orca e stretta ben bene.
Il piccolo rimorchiatore fece macchina indietro, poi si ferm,
con l'acqua che ribolliva candida contro la poppa. Il cavo ben teso vibrava ora tra il battello e l'orca. Bravissimo, Paul disse Jack. Stattene l proprio vicino al cavo. Cos, se si spezza, possiamo gettare in mare anche te.
Paul lanci un'occhiataccia a Campbell e si scost.
Finalmente il corpo dell'orca prese a strisciare ruvidamente sulla sabbia fino a slittare tra la risacca, dove rimase a sballottarsi pesantemente sulle onde. Quelli del villaggio mormoravano tra loro mentre l'equipaggio del rimorchiatore tirava il grosso cetaceo lungo la fiancata. Poi, un uomo si spenzol sopra la carcassa, affondando la testa di un arnese dal lungo manico nel corpo dell'animale e movendolo energicamente avanti e indietro.
Che cosa stanno facendo? domand Rachel..
Fanno delle incisioni per l'esplosivo. La faranno saltare, spieg Paul.
Rachel rabbrivid e distolse lo sguardo. Non voglio vedere.
Swain si avvicin. Un paio di persone hanno avvistato una grossa pinna, nella parte esterna del porto. Spero che non sia la sua orca, Campbell. Ah, Robichaud vuole vederla. Sta dando alla sua barca priorit assoluta.
Prima non m'era sembrato che avesse fretta di ripararla.
Ora ce l'ha.
Il suono delle esplosioni arrivava attutito. Pezzi d'orca schizzavano in aria nel crepuscolo. La folla silenziosa guardava, mentre le onde arrossate di sangue si abbattevano sulla riva. Ora la femmina dell'orca era scomparsa. Campbell si augurava che la cosa fosse finita l. Ma non era finita, ne era certo.
...
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Capitolo 13.
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Annie dormiva quando Campbell e Sutro ritornarono nella casa della Hendry. Paul and a letto subito, ma Jack, sebbene esausto, si sentiva troppo inquieto per poter prendere sonno. Si vers un po' del suo rimedio favorito, il gin, che per non ebbe alcun effetto. Alla fine, decise di arrivare fino al locale del paese, e si avvi, seguito dal cane.
La gente di South Harbour si era mostrata cordiale e comprensiva per la disgrazia toccata a Gus, e Jack era rimasto commosso da tanta gentilezza. Come mise piede nel locale, per, avvert un che di diverso nell'atteggiamento generale. Era qualcosa di impalpabile, proprio come la caduta della pressione barometrica.
And a occupare uno sgabello del bar e disse qualche parola all'uomo accanto a lui, ma quello gli rispose a monosillabi. "Oh, va' al diavolo," pens Jack. Ordin un altro gin e prese a centellinarlo.
Poco dopo arriv Robichaud, e Campbell si rallegr nel vederlo.
Il padrone del cantiere sembrava preoccupato. Diversamente dal solito, non sorrideva. Cercavo proprio lei, disse, prendendo posto al bar e ordinando un bicchiere di vino, che permise a Jack di offrirgli.
Ah, s?
Non potresti abbassare un po' quel Jukebox? scatt Robichaud rivolto al barista, che lo accontent, sia pure a malincuore.  per la barca, sa? L'ho esaminata tutta con cura. Otto o dieci tavole sono-sfondate, e ci sono un paio di coste incrinate. L'albero a gomito  un po' storto, e in pi ci sono diversi piccoli danni. Tra una cosa e l'altra, direi che  un miracolo se  riuscito a rientrare in porto.
Ci vorr molto per rimetterla a posto?
In circostanze normali, forse una settimana. Gli operai di qui sono lenti, e di solito i pezzi di ricambio devono essere ordinati e fatti venire da St. John. Nel caso suo... Robichaud esit, e Campbell gli vide nello sguardo un luccichio ipocrita, ecco, vedr se mi riesce di racimolare quello che serve qui sul posto. Lei risparmier, e il lavoro verr finito pi in fretta.
Grazie. Perch questo trattamento speciale? domand Campbell.
Robichaud giocherellava con il gambo del suo calice. Be', lei  un visitatore, ecco perch.
Non c'entrer in qualche modo quella pinna l in porto, vero?
L'altro vuot il bicchiere. Aveva ragione lei, a proposito.  proprio la pinna di un'orca, ed  un po' rotta verso l'alto.
Che cosa ci fa, qui? Che cosa vuole? domand sottovoce Campbell
Non lo so. Finora non ha molestato niente. Il rimorchiatore  passato proprio vicino, ma l'orca si  limitata ad allontanarsi. Poi  ritornata. Si ha quasi l'impressione... Posso ordinarne un altro?
Ma certo! Campbell fece segno al barista.
Che aspetti qualcosa, termin Robichaud.
Cosa, per esempio? Una sfida?
Mah, forse. Certo,  molto strano. Quell'orca sta rendendo tutti molto nervosi.
Gi. Me ne sono accorto.
Quelli del posto danno la colpa a lei, per la presenza di quell'orca nel porto.
Non l'ho invitata io, replic freddamente Campbell.
No, ma ugualmente la ritengono responsabile della presenza dell'animale.
Se ne andr.
S, certo. Per, al tramonto era ancora l, disse Robichaud, in tono meditativo. Forse tra qualche giorno se ne andr e torner in seguito, sempre in cerca della sua barca. Chi lo sa? Ma  importante che lei lasci questo porto.
Va bene, messaggio ricevuto, brontol Campbell, accigliandosi. C' altro?
Be', ci sarebbe la questione del conto.  usanza, qui, specie per lavori cos impegnativi... Sa, io non dispongo di capitali... L'uomo sembrava sinceramente imbarazzato. Insomma, vorrei regolare in anticipo.  meglio.
Vediamolo, questo conto. "Teme che levi l'ancora all'improvviso, nel momento stesso in cui l'orca scompare," pens Campbell, mentre Robichaud tirava fuori dalla tasca un pezzo di carta e glielo porgeva. Il conto, scritto con grafia ordinata e leggermente a svolazzi, elencava tutto con cura. Il totale era alto, troppo alto, per quella parte del mondo. Campbell lo capiva per istinto.
 ragionevole, s? badava a ripetere Robichaud, con insistenza. Considerato il quantitativo di lavoro che comporta? Il costo salato del materiale, qui da noi? Come le ho detto, sarebbe venuto a costare anche di pi se io non...
Stanchezza fisica, nervi logori e alcool cospiravano per togliere a Campbell qualsiasi voglia di discutere. Era soltanto denaro, in fondo, e c'erano cose ben pi gravi di cui preoccuparsi. Non ho tutto quel denaro con me, disse, rassegnato. Se ne parla domani mattina.
Robichaud fece balenare i denti in un sorriso di trionfo.  d'accordo, allora. Bene, bene.  bello fare affari con un tipo come lei. Mi permetta di offrirle qualcosa. Barista! Ah! E m' venuta anche un'idea. S, un'ispirazione. Ha avuto tanta sfortuna,  rimasto in mare per tanti giorni... Non le andrebbe un po' di compagnia, stanotte? Conosce Jeanette? Una gran bella figliola, vero? Sono convinto che, per un regalino, potrei combinarle un incontro...
Cotto dalla stanchezza, Campbell cerc di sorridere. Robichaud aveva ragione; lui aveva proprio bisogno di una donna. Avrebbe preferito la bella professoressa, magari, ma quella era un ghiacciolo ambulante, non disponibile. Basta, voleva dimenticarsi di Gus, dell'orca, di tutto quello che era successo in quelle ultime ventiquattr'ore. Solo una donna poteva aiutarlo.
La casa della Hendry era fori questione, e Jeanette viveva con i suoi. Ben presto, Campbell si ritrov in un angolo buio del cantiere di Robichaud, una pila di funi per materasso e una ragazza accanto. Una ragazza indifferente e sbrigativa, con tutta l'aria di voler liquidare la faccenda alla svelta. "Se ti eri illuso di poter dimenticare, scordatelo!" si disse lui.
Campbell ritorn al cantiere il mattino dopo di buon'ora, sorridendo alla vista delle funi che gli erano servite da letto, la sera prima. Si sentiva meglio; forse, anche Jeanette un po' di merito l'aveva, tutto sommato. Non era riuscito a scorgere la pinna, dal portico di casa, e cercava di convincere se stesso che l'orca se n'era andata.
Ritorn d'umor nero nel momento stesso in cui parl con Robichaud. Solo nel cantiere, l'uomo portava un binocolo appeso al collo. Ah, buongiorno, Campbell, disse amabilmente, ma c'era una nota d'ansia sotto quella bonomia. Allora, va meglio?
S.
Ha portata il denaro?
S. Campbell porse a Robichaud una busta. Nessun segno dell'orca?
No. Credo che se ne sia andata.
Non ci scommetterei, brontol a malincuore Campbell, mentre Robichaud si metteva a contare il denaro. Mi presta un momento quel binocolo?
Prego! Robichaud si sfil la cinghia dal collo e Campbell, regolato il fuoco delle lenti, cominci subito a passare in
rassegna la superficie increspata e tutta riflessi della baia. Vedeva pezzi di legno che la marea spingeva verso riva, la punta di uno scoglio che affiorava a pochi metri dalla riva, ma niente che assomigliasse a una pinna. Due volte esamin l'acqua, senza risultato.
Stava per restituire il binocolo, quando all'improvviso s'irrigid. Eccolo l.
Dove? grid Robichaud, imprecando.
Al di l del frangiflutti pi esterno. Si scorge appena la punta della pinna.
L'altro fissava attentamente il punto indicato. Macch, non c' niente. Mi dia il binocolo. Quasi lo strapp di mano a Campbell, lo mise a fuoco. No. Si sbaglia.
Deve guardare un po' pi a sinistra.
Vedo soltanto la diga.
Non c' qualcosa che si muove?
Madre di Dio, ha ragione!
Il binocolo non serviva pi. All'imboccatura dello sbarramento esterno avanzava la pinna torreggiante, dal profilo inconfondibilmente sbeccato. La testa s'impennava a tratti mostrando le caratteristiche macchie bianche, mentre l'orca entrava d'impeto nello specchio d'acqua del porto. Robichaud si mise a gridare: Mon dieu! Viene avanti come un siluro. Che voglia aggredirci?
L'orca svan completamente.
Che cosa pu volere? E dov', ora? continuava a gridare Robichaud.
Forse  uscita di nuovo in mare aperto.
Mah! Quant' profonda l'acqua attorno alle banchine?
Quasi cinque metri, con l'alta marea.
C' l'alta marea, ora.
I due uomini rimasero a osservare la superficie, in silenzio, ma dell'orca non c'era pi traccia. South Harbour sembrava ancora
immersa nel sonno: l'unico suono era lo sciabordio dell'acqua contro le banchine e contro gli scafi delle barche all'attracco.
Robichaud spostava nervosamente il peso da un piede all'altro.
Sono sicuro che se n' andata, disse alla fine.
Io no. Perch allora sarebbe entrata in porto?
Forse per cercare qualcosa da mangiare. A volte in porto ci sono pesci piuttosto grossi.
Il cagnolino marrone accucciato accanto a Campbell ululava.
Zitto! ordin lui.
Penso che possiamo tornarcene alle nostre faccende, azzard Robichaud.
Aspetti! Campbell guardava ora verso il punto dove il Bumpo era ormeggiato prima che lo tirassero fuori dall'acqua.
C'erano due barche da pesca, ormeggiate ai due lati dell'attracco lasciato libero dal Bumpo. Improvvisamente, una delle due beccheggi con violenza, urtando la banchina.
Una profonda ruga apparve sulla fronte di Robichaud, che domand: Cos' stato?
L'imbarcazione continuava a oscillare, poi urt ripetutamente contro il molo, con forza crescente.
Sgomento, Campbell disse: Lo vede, cosa sta succedendo? L'orca tenta di affondare quella barca!
Coosa? Vuole scherzare!
No, purtroppo.
La barca reagiva ora a un urto violento, ricevuto da qualcosa che rimaneva nascosto sotto la superficie dell'acqua. Non c'era traccia apparente dell'orca. La barca vibrava e ballonzolava. Una fenditura apparve nello scafo al di sopra della linea di galleggiamento. Ed ecco che l'imbarcazione sbandava e cominciava ad affondare, pendendo semi-sommersa dalle cime d'ormeggio. L'intera scena era durata meno di due minuti.
Santo Dio!
Robichaud corse dentro, riapparve con un grosso e antiquato
revolver. Nello stesso momento l'orca sporse la testa dall'acqua e rimase immobile, come un enorme tronco d'albero: sembrava studiare loro due con i suoi luccicanti occhi rossi. Robichaud alz il revolver, tenendolo con tutt'e due le mani. Poi, cominci a sparare. Sull'acqua si lev una serie di piccoli geyser, il testone scomparve.
Preso! esult Robichaud.
No, invece, l'ha mancato, disse Campbell. Guardi! Sta attaccando l'altra barca!
L'orca doveva avere investito lo scafo con la forza di un bulldozer: tavole gemettero, coste s'incrinarono, rottami volarono all'intorno, un albero cadde di schianto, le cime d'ormeggio si spezzarono. Pochi minuti dopo, la seconda barca da pesca era scomparsa. Misericordia, mormor Campbell.
Smith stava arrivando di corsa, seguito da Swain e da altre persone del posto. Che cosa succede?
L'orca, mormor rauco Robichaud. Ha affondato le barche.
Impossibile!
 vero, conferm Campbell.
Guardate! url poi Robichaud. La vedete, la punta della pinna che sta uscendo dal porto?
S, la vedo anch'io! url Swain.
Smith stringeva le palpebre dietro le grosse lenti. S,  parso anche a me di vederla. Ma perch quelle due barche? Proprio quelle due. Oh, mio Dio! Era improvvisamente impallidito. Campbell, la sua non era ormeggiata proprio in mezzo a quelle?
S.
Lentamente, Smith osserv: Cos, l'orca  venuta fin qui a cercare la sua barca, Campbell. Visto che non poteva ottenere quello che voleva, ha affondato le altre due. Questo  un avvertimento, Campbell: il mostro vuole lei!
Campbell cerc di lottare contro quella che, lo sentiva, era la verit. Oh, andiamo. Non mi dir che un'orca pu distinguere una barca da un'altra! L'animale  inferocito, fin qui le do ragione; ma che abbia affondato le due barche vicine per mandare un messaggio a me? No, impossibile!
Swain lo fissava. Che cosa possiamo fare? domand. Quel demonio potrebbe affondare fino all'ultima barca del porto.
La barca di Campbell dovr andarsene, mormor Smith. Nel frattempo, finch non avremo la situazione sotto controllo, non una parola di questa storia dovr uscire da South Harbour. Dillo a tutti, Swain.
...
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Capitolo 14.
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...
South Harbour si arm, quel giorno. Swain distribu fucili e appost uomini armati su entrambe le dighe e lungo la riva. Altri vennero messi di vedetta sulle colline circostanti. Un uomo aspettava in chiesa, per suonare le campane qualora l'orca fosse stata avvistata. Quelli del paese avevano tirato fuori un vecchio cannone; carico, era adesso appostato sulla collina, prudentemente al di sotto delle cisterne di combustibile. Se carabine e cannone avessero mancato il loro scopo, restava ancora un'altra linea di difesa: la benzina. Sparsa sull'acqua per mezzo di barche, al di l della diga esterna, si poteva darle fuoco per impedire all'orca di affiorare in superficie per respirare.
Le imbarcazioni erano anche, pronte a sbarrare il porto con reti da pesca, se necessario. Ma non fu necessario. Nessuna di quelle precauzioni sembrava necessaria. L'orca non aveva pi dato segno di vita.
Bene, forse si  sfogata e ci lascer in pace, comment Swain.
No, vuole Campbell, insisteva a dire Smith.
Jack Campbell tentava disperatamente di dire a se stesso che non era cos, che l'orca era furiosa contro tutto e tutti, che non ce l'aveva con lui in particolare. Intanto, osservava quei preparativi con uno scetticismo che rasentava l'incredulit. Gli sembrava impossibile che un'orca come quella, che gi aveva dimostrato di che cosa era capace, potesse essere fermata tanto facilmente.
And in cerca di Rachel Bedford e la trov ferma, con la Land Rover, presso l'unico distributore di South Harbour.
Rachel sembrava un po' pi cordiale, nel ricambiare il suo saluto.
Che cosa ne pensa? domand Jack, indicando, in distanza, il cannone che era stato appena installato sul colle.
 una vera farsa, solo che non  divertente, rispose lei. Si direbbe che il paese sia stretto d'assedio.
 cos, in un certo senso.
In quanti hanno veramente visto quell'orca mandare a fondo le due barche?
Eravamo in due: Robichaud e io. Perch? Lei non crede che sia stata l'orca? Il tono di lui era brusco.
Rachel sospir. Preferirei non doverlo credere. Purtroppo, per, non mi resta altra scelta.
Dove stava andando?
Lei indic l'attrezzatura per registrare che aveva caricato in macchina. A Calm Cove, anche se sono praticamente certa che le orche non ci sono pi.
Posso venire anch'io? Sono stanco di sentirmi addosso gli sguardi di tutti.
Lei assent e Jack prese posto sulla jeep. Mentre si mettevano
in moto, lui aggiunse: Mi spingerebbero in mare su una barchetta senza remi, se pensassero di poterlo fare impunemente.
Lo farei anch'io, disse Rachel, con un leggero sorriso.
Ma insomma, che cosa le ho fatto? protest lui.
Pi che altro  per quello che vorrebbe fare.
La Land Rover sobbalzava sulla strada sassosa che portava alla spiaggia.  inutile montare tutta l'attrezzatura se poi non ci sono le orche, disse lei. Andiamo a vedere.
S'inoltrarono a piedi sulla punta di roccia e rimasero l, vicini, sentendo sulla faccia gli spruzzi del mare. Mentre guardava l'acqua, fermo a pochi centimetri da Rachel, Campbell era profondamente consapevole della vicinanza di lei. C'era qualcosa, tra loro, per quanto Rachel si sforzasse in tutti i modi di negarlo. Niente orche, comment, cercando di darsi un tono disinvolto.
Il branco non c'era neppure ieri, replic Rachel, in tono altrettanto indifferente. Bene, pazienza. Hanno trovato acque pi tranquille. Proprio quello che dovrebbe fare lei.
 mia intenzione, mi creda. Ritornarono verso la jeep e si fermarono l, appoggiati a un parafango. Che cosa far, una volta tornata a casa?
Gli occhi azzurri lo esaminarono con curiosit. Io? Le solite cose. Insegnare, correggere compiti, andare a letto presto. Faccio una vita piuttosto tranquilla, sa.
Non so proprio niente di lei, salvo che  bellissima e addirittura perfida con me.
Be', eppure sono gentile con quelli che lo sono a loro volta. Non s' mai accorto di suscitare l'ostilit in quelli che le stanno intorno? Ha sempre un tono cos aggressivo...
Scommetto che anche lei il pi delle volte  un po' freddina, signora professoressa, la interruppe, notando che Rachel si mordeva un poco le labbra.  mai stata sposata?  giusto che glielo domandi. La stessa domanda lei l'ha fatta a me, ricorda?
Se la cosa pu riguardarla, la risposta  no. N ci tengo ad esserlo.
Mai? domand lui, sorpreso.
Be', quando sar molto pi vecchia, forse. Non voglio legarmi, si affrett ad aggiungere. Per me quello che veramente conta  il mio lavoro.
Non vuole neppure dei bambini?
Senta, Campbell, lei parla per luoghi comuni.  convinto che tutte le donne vogliano avere bambini. Bene, molte di noi non ci tengono affatto. Dove sta scritto che le donne debbano per forza allevare marmocchi? Io ci tengo alla mia indipendenza, e intendo conservarla. Sa come dice il proverbio: Chi viaggia da solo arriva pi lontano.
Ma  un modo un po' malinconico di viaggiare, obiett tranquillamente Campbell.
A volte, s, rispose lei, pensosa. Ma vale la pena.
Davvero? Si indovinava la tristezza, dietro le parole di lei. Vive sola?
S. Ho una bella Casina nel villaggio universitario. Ma quante domande mi fa! Vuole sapere proprio tutto?
S, penso di s.
Sta bene.  una storia semplicissima. Sono nata a Vichita, figlia unica, mio padre era un professore universitario, ma ormai i miei genitori sono morti. Sono sempre stata studiosa e poco interessata a cose come vestiti e via dicendo. Tuttora m'interessano relativamente. Non fumo, bevo molto raramente alcolici. Mi sono laureata in scienze, specializzandomi in geologia. Ho preso la laurea alla Cornell, dove insegno. E con questo, credo d'averla messa al corrente. Vuole sapere altro? Vediamo... D'inverno vado a sciare, e di solito passo le vacanze estive in Europa, cosa che non far quest'anno,  chiaro. Mi piace la musica rock e mi picco d'essere una bravissima ballerina. Leggo molto. Mi piace
la buona tavola e la conversazione intelligente. Ma... si ferm, incerta. Mi sento sciocca. Non amo parlare di me stessa.
 mai stata innamorata?
Strana domanda, da un tipo come lei! Se vuole saperlo, sono stata fidanzata due volte ma tutte due le volte mi sono salvata proprio all'ultimo momento, per la ragione che le ho gi detto. Si fece schermo agli occhi con la mano, fissando verso il mare aperto. No, disse poi, sottovoce, non sono mai stata innamorata. Non nel vero senso della parola. E lei?
No. Non credo.
Bene, cos'altro posso dire? Ho una vecchia auto e un neo sulla schiena.. Ma quello, tanto, lei non lo vedr mai.
Ho forse detto che volevo vederlo? Lui sorrise, un po' falsamente. Ne ho viste tante, di schiene!
Oh! ci credo! Troppe, forse. Lei  un gattone sazio, Campbell. Sazio e sornione come se ne vedono pochi.
O forse  lei, che  una gattina, un po' affamata. Ha qualcuno, ora, o  completamente sola?
Ma guarda che ficcanaso! Ci sono diversi uomini nella mia vita: pi che sufficienti a tenermi compagnia, nel caso stesse pensando di offrirsi per l'incarico. Soddisfatto, s?
Campbell si accigli e disse, imbronciato: Bene, dunque non ha bisogno di me: la sua agenda  al completo. Ho capito, stia tranquilla.
Lei gli sfior un braccio. Scusi. Non intendevo mortificarla. Solo che lei... insomma, se le va a cercare, certe risposte.
Come sono andato a cercarmi quell'orca, eh? Me ne vado a cercare tante di cose, a quanto sembra.
Rachel ritir la mano. Eppure, sotto sotto dev'essere migliore di quello che sembra, scommetto.
Anche lei, tutto sommato.
In certi momenti comincio quasi a provare simpatia per lei, ma finiamo sempre per litigare. Forse non c'intendiamo.
Gi.
Bene, non ci saremmo neppure incontrati, se il caso non ci avesse portati tutti e due a Terranova, e tra poco ripartiremo ciascuno per la propria destinazione.
Lui la guard, e scopr che lo stava fissando, seria seria.
Per un secondo, pens che, se avesse tentato un approccio, non sarebbe stato respinto. Ma non tent niente. La desiderava, ma una vocina gli diceva che non era all'altezza di una donna come lei, cos diversa e speciale. Quand'anche lo fosse stato, avrebbe commesso un errore a insistere: andava a rischio di allontanarla da s senza rimedio. Eh, s, disse.
Rachel sospir. Su, torniamo in paese. Sembrava quasi delusa.
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Capitolo 15.
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La casa della Hendry era una di quelle che sorgevano sul tratto di costa tra le due dighe. Dietro la casa, la collina saliva ripida e, proprio in cima, c'erano le cisterne di combustibile che rifornivano la stazione marina di servizio gi in porto, con i tubi che correvano lungo il monte. Come quelle vicine, la casa sorgeva su palafitte; con l'alta marea, l'acqua lambiva la base dei pali. A sentire la gente del posto, quando il mare era grosso si poteva pescare direttamente dal portico.
Era una casetta piccola ma confortevole, con due camere da letto, una per Paul e Annie e l'altra per Jack. C'era una cucina spaziosa, con un fornello e un frigorifero che funzionavano a bombole di gas liquido, e una quantit di vasellame un po' sbeccato. Quella che passava per sala da pranzo conteneva un armadio e un tavolo sgangherato: antichit prive di qualsiasi valore.
Il salotto aveva un tappeto rotondo in cui Campbell inciampava continuamente, un vecchio divano damascato che sfoggiava tanto di coprischienale, un paio di poltrone, un tavolinetto; alcune lampade di bordo e pezzi di rete da pescatori fornivano all'ambiente un "tocco" nautico.
La signora Pollack, una donna del vicinato, era venuta a far compagnia ad Annie mentre Paul e Jack erano fuori, e si trattenne un poco a chiacchierare dopo il loro ritorno. Era una vedova sulla sessantina, larga di spalle e con un seno abbondante. I ruvidi capelli grigio ferro non avevano mai conosciuto la mano di un parrucchiere. Aveva un fare materno che a Campbell era piaciuto subito. Paul si scus, and in cucina a mangiare qualcosa, poi pass nella camera da letto.
Annie ha gi cenato, disse la signora Pollaak a Jack.  una gran brava ragazza, davvero. Quella povera gamba deve farle un male tremendo, ma  veramente straordinario il modo come lei si sforza di sopportare il dolore.  in gamba. Un buon soldato, come diciamo noi. Il guaio  che non sa dove attaccarsi.
Come, scusi?
Voglio dire,  dura per un tipetto vivace come lei starsene l ferma in una casa estranea, di un posto sconosciuto, ad aspettare di potersi rimettere in piedi. Ma in piedi ci sar presto, per fortuna.
Annie cercava di sorridere al fratello, ma in realt appariva come impiccolita e un po' gi di corda.
Quella vostra balena sta mettendo per aria tutto il paese, sempre l fuori a nuotare oltre la diga esterna, non contenta d'avere affondato quelle due barche.  come se stesse di guardia. La gente ha la tremarella, anche con tutti quei fucili puntati. Hanno intenzione di venire a parlare direttamente con lei, signor Campbell, a proposito della sua orca.
La mia orca? scatt lui, irritato. E che cosa vogliono dirmi, signora Pollack?
Be', non lo so, ma potrebbe essere un discorso non tanto amichevole, temo.
Stai bene, piccola? domand Jack ad Annie, dopo che la signora Pollack se n'era andata.
Certo.
Mi sembri un po' gi.
Be', per forza. Anche tu, del resto.
S, convenne lui. Abbiamo bisogno di una buona notte di sonno.
Non faccio che pensare a Gus, disse lei. Mi manca molto. Ma non parliamo di lui, sei d'accordo?
D'accordo. Non parleremo di Gus.
E nemmeno dell'orca, va bene?
All'orca non penseremo neppure.
 una parola!
Desideroso di vederla sorridere, lui aggiunse: La sai la storiella dell'ippopotamo, Annie?
Lei scosse la testa.
Bene, c'era un tale...
Oh, no, ci risiamo con le storielle del C'era un tale..., Annie, suo malgrado, stava gi sorridendo.
C'era un tale, continu lui imperterrito, al quale avevano promesso un tesoro favoloso, che gli avrebbe permesso di vivere da re per il resto della sua vita. Doveva fare una sola cosa per averlo, ed era una cosa semplicissima: doveva starsene per tutta la notte seduto sul picco di una montagna...
E allora?
E non pensare neppure per una volta alla parola ippopotamo.
Annie rimase un momento silenziosa, fissandolo, gli occhi verdi tondi e sgranati. Le lentiggini sembravano pi pronunciate, contro il pallore insolito. All'improvviso s'illumin, cominci a ridere: Oh, ci sono! Come poteva non pensare alla parola ippopotamo se doveva continuamente ricordarsi di non pensarci!
Precisamente. Il cagnetto marrone uggiolava, cacciandosi tra i piedi di Campbell, e lui lo accarezz sulla testa, fissandolo negli occhi. Cosa diavolo vuoi, ancora? domand in tono affettuoso. Non vorrai andar fuori di nuovo, spero! Oh, poveri noi, ho capito. Ho dimenticato di darti da mangiare! Sai com', non sono abituato, io, ad avere un cane. And in cucina, sempre parlando con il cane, che seguiva scodinzolando ogni sua mossa. Vediamo, allora, che cosa devo darti? Qui c' un sacchetto di... mah, che roba ? Ah,  riso soffiato, vero, Cane? Ecco qui. Aggiungiamo un po' d'acqua, perch non sia troppo asciutto. Va bene cos, Cane? E insieme che cosa ci mettiamo, del tritato per cani in scatola? Benissimo, benissimo, ecco fatto. Ma dove sar mai il tuo piatto, Cane?
Quando Jack torn nel soggiorno, Annie disse: Non sapevo che ti piacessero i cani. Il sorriso la faceva sembrare un po' pi quella di sempre.
Non tutti i cani. Mi piace Cane, non i cani. Mi piace Cane perch  un cane simpatico.
Cos' questo modo di parlare infantile? Si chiama davvero cos: Cane?
No. Ho dimenticato come si chiama, e lui rifiuta di dirmelo, cos lo chiamo Cane. Il cane stava tornando dalla cucina, agitando la coda, e and a sedersi quasi sui piedi di Campbell.
Originalissimo. E lui probabilmente ti chiama Uomo. Be',  certo che Cane ti vuol bene. Non ho mai visto un cane affezionarsi cos presto a una persona.
Sa riconoscere la qualit, disse lui. Il cagnetto abbai.
Visto?
Cane abbai di nuovo, e stavolta si sent bussare alla porta d'entrata. Campbell percorse lo stretto corridoio, apr, e trov i
due pescatori amici di Robichaud, Chapman e Klune, fermi l sulla soglia.
'sera, Capitano, disse Chapman. Era la prima volta che Campbell udiva uno dei due aprire bocca.
Accomodatevi. Sta' buono, Cane.
Lo seguirono fino in soggiorno. Annie li salut con un cenno, poi disse: Non ce la faccio pi, Jack. Aiutami ad arrivare fino in camera, per piacere.
Lui la tir su quasi di peso. Vuoi che ti porti in braccio?
Cosa credi che sia diventata, una povera invalida? Lascia soltanto che mi appoggi. Attenta a non posare in terra la gamba ingessata, Annie saltell su un piede solo fino alla stanza da letto, aggrappata al braccio di lui.
Campbell ritorn dai due pescatori, che stavano l impacciati, e li invit con un gesto a sedersi. Che cosa posso fare per voi?
Klune, quello tutto muscoli, disse con aria imbronciata: Erano le nostre barche quelle che la sua orca ha affondato stamattina, gi al porto.
Perch diavolo tutti si ostinano a chiamarla la mia orca? Mi spiace, ma non so cosa farci.
 con lei che ce l'ha, non con noi. Prima che arrivasse lei, quei bestioni non ci avevano mai dato nessun fastidio, disse Chapman.
Credetemi, se potessi la pregherei di andarsene, scatt Campbell, seccato. Che cosa volete, insomma? I danni?
No, per quelli c' l'assicurazione. Vogliamo sapere quando pensa di prendere quel bestione, cio l'orca.
Avete visto in che condizioni  la mia barca? domand Jack.
S, borbott Klune. Verr sistemata, la barca. Quello che ci preoccupa  che lei parla come se non avesse nessuna intenzione di occuparsi di quel mostro.
Non vado in cerca di guai, io.
Ma forse sono i guai che vanno in cerca di lei, rispose Klune.
Cercher di starne alla larga.
Parliamoci chiaro, disse Chapman. Lei ha paura di quel bestione, Campbell? Pu anche dirlo.
Paura? Jack esit. Diavolo, no.
Be', carissimo, quand' cos, disse Klune, in tono di presa in giro, ci daremo dentro tutti, a sistemare quella barca. Con tanti di noi a dare una mano, sar finita in un momento.  disposto a partire prima che l'orca ci attacchi un'altra volta?
Sperando di evitare la domanda di Klune, Campbell osserv: Con tutte quelle armi, l'orca la fermerete di certo.
Non ne siamo tanto sicuri, replic Klune. Tra l'altro, non possiamo tenere il paese in allarme per l'eternit.
Campbell assunse un tono duro. Davvero v'aspettate che catturi quell'orca viva, dopo quello che  successo?
Chi ha parlato di prenderla viva? La vogliamo morta, quella bestiaccia.
Accoppatevela voi.
Non  affar nostro. Tocca a voi, ucciderla.
Andate all'inferno. Jack si alz, prendendo le misure ai due. Un diretto ben piazzato all'addome del lungo e gracile Chapman sarebbe bastata a sistemarlo; quanto a Klune, tenerlo a distanza, allungargli tre o quattro sventole al naso...
I pescatori si alzarono con lui. Campbell poteva quasi respirare l'ostilit che riempiva la stanza. Ma Chapman parl: Be', non c' ragione di fracassare i mobili. Forse c' un'altra soluzione. Ho sentito dire che gli eschimesi fanno cos, ma non ci tengo a provare personalmente. Sai di cosa parlo? domand a Klune, con gli occhi che gli luccicavano.
S. Anch'io ne ho sentito parlare.
Chapman torn a fissare Campbell. Se lei non vuole uscire
in mare per uccidere l'orca, forse pu convincere l'orca a venire da lei.
Vi dispiacerebbe dirmi di che cosa state parlando?
Ecco qua, prese a spiegare Chapman. Deve procurarsi prima di tutto un pezzo di pelle di balena. Quell'indiano, Umilak, sapr come fare:  fissato, quello, sa tutto di quegli animali. Lo si imbottisce con un pezzo di carne di foca...
Carne di foca? Non facciamo troppo gli spiritosi, gente, e dico sul serio.
Ma noi siamo serissimi, assicur Chapman. Gliela procuriamo noi la carne di foca.  per l'odore. La si cuce dentro la pelle, cos sembrer un balenottero. Poi la si mette in acqua, lungo la riva, in un punto dove il mare  profondo, e si resta l, a sperare che quel grosso demonio veda lei e si avvicini. Ce l'ha un fucile, vero? E allora, o lei fa fuori l'orca, o viceversa. Dico bene, Klune?
Klune sorrideva crudelmente. Benissimo.
Campbell mosse un passo in avanti.
Vuol fare il duro, lei, ma  un coniglio, ecco la verit, disse Chapman. Vieni, Klune, andiamocene.
Campbell dormiva, o tentava di dormire. Ma a un certo punto dovette finalmente scivolare nel sonno, perch sogn d'essere l'ultima persona viva rimasta al mondo. Tutti gli altri erano stati divorati da mostri marini. Ora i mostri venivano a cercare lui. Uno di loro sibilava...
Campbell si svegli di soprassalto. Il suono gli era parso assolutamente reale, come se arrivasse dall'acqua sotto la casa. Infil i calzoni e il maglione e usc nel portico. C'era l'alta marea; si sentiva l'acqua del porto lambire le palafitte. Campbell tendeva l'orecchio ma non udiva altro che il verso di un gabbiano e il latrato di un cane. La luna era in parte oscurata da un po' di nebbia.
Maledetti! imprec tra i denti, ripensando a Chapman e a Klune. Klune e Chapman. Chapman e Klune. Forse, per addormentarsi gli conveniva ripetere quei nomi, invece di contare le pecore. Tutto inutile! Era completamente sveglio, ormai. E anche Cane, che si stirava, la coda puntata verso l'alto.
Campbell si mise le scarpe e, in punta di piedi, usc dalla porta principale, diretto al villaggio con il bastardino accanto. Il suo orologio segnava le tre del mattino. Tra un'ora o due, i pescatori avrebbero cominciato ad alzarsi, ma per ora non c'era in giro nessuno. Le strade erano assolutamente silenziose. Arrivato sul molo, si sofferm a contemplare il porto. All'improvviso, lo ud di nuovo: lo stesso sibilo sottile, quasi un fischio nelle note pi acute.
Il cane si volt, ringhiando, cercando freneticamente la fonte di quel suono. Campbell era disorientato. Spinto dalla curiosit, ritorn sui suoi passi, poi gir dietro la casa della Hendry e continu gi per il sentiero fino alla diga di pietre. Attirato da una forza alla quale si sentiva impotente a resistere, s'incammin sulla sconnessa superficie di cemento che copriva la diga. Era dimentico del cane che gli trotterellava accanto, dimentico di tutto tranne che del bisogno disperato di sapere che cosa fosse quel suono infernale. Da dove proveniva? Bruscamente, il sibilo cess.
Pi s'inoltrava lungo la diga, allontanandosi dalla costa, pi la nebbia s'infittiva. Non gli riusciva di distinguere altro che la luna, diafana, l in alto. Aveva l'illusione di trovarsi in un vuoto in cui non esistesse niente di solido e di tangibile. Il mondo era pallido e informe, come all'inizio del tempo.
Al termine della gettata, le onde si frangevano contro le pietre, spruzzandolo leggermente mentre se ne stava l a fissare attraverso l'oscurit nebbiosa verso il mare aperto. Era forse questo, ci che aveva inseguito per tutti quegli anni? All'improvviso, si sorprese a domandarselo. Non era andato in giro per il mondo in cerca di avventura? E adesso era l, sul punto di scoprire che cosa era andato cercando ma senza alcun desiderio di scoprirlo, perch comprendeva finalmente che cosa significava. Aveva sempre considerato l'avventura come sinonimo di auto-affermazione, ma ora non credeva pi in quella formula, e il rendersene conto gli procurava timore e sgomento. Ora sapeva, al di l di ogni dubbio o recriminazione, che la sua ricerca era stata un continuo negare l'esistenza del terrore: un terrore personale, profondamente radicato nell'anima, cos profondamente che non gli era mai riuscito di farlo affiorare, di scoprirlo. Ora, a causa dell'orca, lo sentiva annidato l, nell'ombra. Ci che aveva cercato di nascondere a se stesso era l'essenza stessa di quell'essere. Il terrore era l'orca.
Stava per tornare indietro, ma il sibilo rison di nuovo, vicinissimo, da dietro la muraglia di nebbia. La coda del cane s'irrigid; le orecchie si protesero in avanti; il ringhio divenne un uggiolare. Campbell rabbrivid. Scappa, urlava una voce dentro di lui, ma un'altra, altrettanto decisa, gli ordinava di restare. Affrontala! Rimase l incerto, combattuto tra i due imperativi. L'acqua, dal lato della diga che guardava verso il porto, cominci a ribollire. Il cane corse proprio sulla punta della gettata, latrando furiosamente. Dal paese veniva ora, in risposta, un coro di latrati. Le luci, nelle case, cominciavano ad accendersi. E dall'acqua che ribolliva davanti a Campbell apparve la pinna intaccata, seguita dalla testa gigantesca.
L'orca parve fissarlo, gli occhi rosseggianti nel debole chiarore che arrivava da riva. Campbell rimase assolutamente immobile, affascinato, come una lepre dai fari di un'auto. Per un attimo eterno, neppure l'orca si mosse. Ma poi la testa prese a uscire sempre pi dall'acqua, riempiendo le tenebre. Sempre pi vicina, scivolava ora verso di lui, lentamente, silenziosamente. La bocca aperta, come a riceverlo; i denti, lunghi trenta centimetri, acuminati come zanne, sembravano attirarlo.
Che cos'aspetti? url una voce dentro di lui, mentre la testa
dell'orca si faceva ancora pi vicina. Campbell si mise a correre. Arrivato verso la met della diga, si rese conto che Cane stava recitando la sua parte.ancestrale: tener testa al nemico per proteggere il padrone. Si gir di scatto, torn indietro a salvare il cagnolino.
Come spicc l'ultimo balzo, l'oscurit torreggi sopra di lui; la tenebra parve girare su se stessa e dissolversi in un baleno di candore. Campbell afferr Cane per la coda, per tirarlo in salvo, e cadde all'indietro sul cemento. La cosa che teneva in mano era calda, pelosa e senza peso: era una coda, ma il corpo non c'era pi.
...
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...
Capitolo 16.
...
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...
La notte era limpida e c'era la luna piena, ma Campbell aveva acceso anche una lanterna per buona misura. Si trovava su una punta rocciosa che era completamente visibile da qualsiasi parte della baia. La punta si stendeva in fuori, dove l'acqua era molto profonda, proprio di fronte alla diga esterna. Qualsiasi cosa si avvicinasse al porto doveva passare di l.
Il sacco a pelo che si era fatto prestare da Rachel e la sua carabina, una Magnum '44, stavano dietro un masso. Campbell aveva ricavato dei pali da alcuni rami di ginepro, li aveva conficcati solidamente dentro le crepe del mensolone di roccia e li aveva legati insieme a forma di V capovolta. Poi aveva assicurato ai pali una barra trasversale, aveva rinforzato ben bene la struttura per mezzo di funi, e legato ai pali un cuscino. Fatto questo, aveva imbottito di giornali un vecchio paio di calzoni e legato anche quelli all'intelaiatura. Il maglione nero, riempito di un secondo cuscino e di altri giornali, era stato sistemato in cima ai calzoni. Infine, un
cuscinetto pi piccolo, fissato nel punto dove i due paletti si congiungevano, era stato messo l per simulare la testa del pupazzo.
Ora Campbell, scostatosi di qualche passo, stava rimirando la sua creazione. Non del tutto soddisfatto, pos in cima al cuscino piccolo il suo berretto da comandante. Ma il fantoccio non era ancora come voleva lui. I calzoni fluttuavano e frusciavano in maniera innaturale; lui allora li appesant per mezzo di sassi. Anche le braccia non sembravano umane; Campbell prese altri due paletti, li infil nelle maniche del maglione, fece in modo di puntarli contro la roccia. L!
Aveva appena accostato la lanterna al fantoccio, per vederlo meglio, quando una voce grid:  abbastanza somigliante, specie la testa.
Jack si cal gi dallo scoglio. Cosa diavolo  venuta a fare, qui? domand, irritato.
Rachel lo contemplava con un sorriso divertito. Scusi tanto
disse, non ho saputo resistere alla tentazione di vedere che cosa stava facendo. Aveva un fare cos misterioso, quando m'ha chiesto di prestarle il sacco a pelo.
 meglio che se ne vada, disse lui.
Ma lei, senza badargli, si aggiust meglio la sciarpa di lana che aveva al collo, si arrampic sul masso e scrut in gi, scuotendo la testa. Cosa si  messo in mente? domand, ridendo.
Crede davvero che uno spaventapasseri possa mettere paura all'orca? Guardi che  un grosso cetaceo, non un passero.
Non ha capito, allora. Io voglio attirarla, l'orca. Chapman e Klune, quei due pescatori, hanno cercato di convincermi a usare come esca un balenottero finto, ma dopo il mio ultimo incontro con l'orca ho pensato che un Jack Campbell finto potrebbe servire molto meglio allo scopo. Sembrer pazzesco, assurdo, ma io sono sicuro che quella maledetta bestia sa che aspetto ho. Se vede il fantoccio, forse attaccher di nuovo.
Rachel non sembrava sorpresa. Lui le aveva parlato dell'incidente avvenuto sulla gettata.
Va bene, e poi?
Jack le mostr la carabina. Una pallottola attraverso ciascuno di quei begli occhi rossi. Se non basta neanche questo, allora quell'orca  immortale.
Capisco, disse lei, con tristezza. Ha scelto il campo di battaglia pi vantaggioso per lei. Classica strategia militare.
Poteva vederla perfettamente in faccia, nel chiaro di luna. La prego! Smetta di guardarmi come se stessi per rimettere in croce Ges Cristo. Tutte quelle baggianate sull'orca da salvare, tra lei e quel pazzoide di quell'indiano...
Jack, moderi un po' il tono!
Insomma, non ne posso pi, concluse lui, al colmo dell'agitazione. Quei due maledetti pescatori sono venuti a darmi del vigliacco, lei ora mi guarda come se fossi un assassino. Io ho deciso di eliminare quell'orca impazzita. Lo far e basta. Ma lo far da terra.
Lei aggrottava la fronte. Deve pur esserci un'altra soluzione, che non sia quella di uccidere. Be', non importa. Tanto, l'orca non cadr nel tranello.
Perch, poi?
Sono pronta a scommettere quello che vuole, non si far vedere. Rachel tendeva la mano, con gesto solenne.
Lui, altrettanto serio, gliela strinse. Ma il contatto con la mano di lei assomigliava pi a una carezza, che a una stretta.
Perch dice che l'orca non verr?
Glielo dir dopo che avr vinto la scommessa.
Ah, le donne! disse Campbell, con un sospiro. E che cosa ci giochiamo?
Cosa ci giochiamo? A questo non avevo pensato, veramente.
Io s.
Rachel sospir. Non la smette proprio mai di fare allusioni, lei?
No. Mai. Fa parte della mia messinscena, rispose lui, quasi con candore. Prese un binocolo dalla sacca di tela e si mise a scrutare l'acqua. Chiss dov'.
L fuori, da qualche parte, mormor lei.
Santo cielo, la smetta di addolorarsi tanto per quel pachiderma!
Non posso. Certo, anche per lei sono in pena, ma c' una differenza. L'orca deve per forza fare quello che fa. La vendetta  insita nell'animale, fa parte della sua struttura genetica: l'orca non pu cambiare questo stato di cose. Ma lei pu, invece: lei non  costretto a dare la caccia a quell'orca.
Ah, no? E cos'altro posso fare? Non vuole lasciarmi in pace quella maledetta. Perci devo combatterla come meglio posso.
Dimentichiamoci dell'orca, per un po', disse lei, in tono esasperato.
Campbell si sorprese a domandarsi che effetto dovesse fare provare un sentimento cos forte come quello che l'animale evidentemente provava, sentirsi in preda a uno stato d'animo cos intenso e violento. L'orca doveva avere avuto un profondo attaccamento, se cos si poteva chiamare, per la compagna morta. Jack non aveva mai conosciuto simili sensazioni. Non era mai stato legato fino a quel punto a una donna. Le sue erano state esperienze squallide e prive di significato: in infinito assortimento di letti e in quei letti una variet di donne senza nome e senza volto, che soddisfacevano un impulso ma non offrivano alcuna vera passione. Il tutto si poteva paragonare a uno scambio di servizi, ma non si andava pi in l di cos. L'idea lo rattristava. Com'era "fare l'amore" davvero, non limitarsi ad avere rapporti fisici? Probabilmente non l'avrebbe mai saputo, a meno di non farlo con la donna che gli stava accanto. La bella faccia incorniciata dai capelli biondi, il collo biancheggiante nella luce della
lanterna, gli occhi pensosi in fondo ai quali si leggeva la paura, tutto in lei sembrava attirarlo, come la forza di gravit. Quasi senza rendersene conto, mosse un braccio per circondarle la vita sottile.
Alt! ordin poi a se stesso. Perch era cos riluttante a tentare? Forse perch non aveva fiducia in s e temeva di farle del male, cosa possibilissima. Forse perch temeva di deluderla, o perch temeva che fosse Rachel a far soffrire lui.
La sua mano cambi rotta, finendo per posarsi sul suo stesso, ruvido mento. Ma s, disse, mogio mogio.
Ma s, cosa? domand lei, un po' ansante.
Era talmente vicina che lui quasi dimentic tutte le sue risoluzioni. Ma si domin in tempo e rispose:
Dimentichiamoci di quell'orca, come diceva un momento fa.
Ah.
Campbell sent come una supplica, nella voce di lei, e istintivamente si fece pi vicino. Ed ecco che l'aveva tra le braccia, tesa verso di lui come se le sembrasse di non stringerlo mai abbastanza. Gli aveva messo le braccia al collo, attirava la testa di lui verso la sua. Jack la baciava, ora, saggiando, esplorando, e l'ardore di lei sembrava pari al suo.
Poi le sue mani presero a vagare liberamente sotto i panni pesanti di lei, sopra la carne soda, la pelle fresca, i seni turgidi. Ma d'improvviso lei mand come un grido, s'irrigid e lo respinse.
Oh, Dio! Le lagrime le scorrevano sulle guance, era scossa dai singhiozzi.
Lui era furioso, dapprima, come se lei gli avesse tirato un secchio d'acqua gelata addosso. Ma poi sent che quell'angoscia era sincera e, a mano a mano che rientrava in s, si accorgeva di provare un'insolita tenerezza, un desiderio nuovo di essere di conforto. Rachel, che cosa
c'? domand gentilmente. Sono stato troppo rude? Dimmelo, ti prego. Senza aspettare che rispondesse, la prese per mano e la guid verso il sacco a pelo.
Sedette, la tir gi accanto a s. Non vuoi che ti accarezzi, non ti va?
Oh, s... s,. Tanto! Con l'altra mano tentava di asciugarsi le lagrime.
E allora, perch? le domand, senza comprendere.
Lei stava a testa china, cos che la faccia rimaneva nascosta da una cascata di capelli biondi. Io... ho paura, confess, avvilita.
Di me?
No! Sembrava lottare per trovare le parole giuste. Di me! E di... di quello che penserai di me quando... quando scoprirai che come donna non valgo niente.
Ma chi te l'ha detto? volle sapere lui.
I miei amanti... che restavano regolarmente delusi.
Ne hai avuti molti?
No, molti no.
Com'erano?
In che senso, com'erano?
Che specie di uomini, intendo dire.
Ma, normalissimi, penso. Non lo so. Mi dicevano che... era un vero disastro.
Forse dipendeva da loro.
Oh, no. Erano tutti e due... molto esperti. Ho avuto un paio di relazioni brevissime e, te l'ho detto, tutt'e due disastrose.
Rachel, quanto tempo  passato dall'ultima volta? domand lui, sbrigativo.
Un'eternit. Ti prego, Jack, cambiamo discorso.
No, le mormor, deciso, spingendola gi sull'imbottitura soffice del sacco. Cominci a svestirla, accorgendosi di quanto lei era irrigidita. Ma lentamente, insistendo con gentilezza, la sentiva rilassarsi a poco a poco. Si liber a sua volta degli indumenti e si distese accanto a lei, tirandosela poi accanto, tutta rivolta verso di lui. L'accarezzava da capo a piedi, labbra, mani, ginocchia
finch la sent muoversi sinuosamente contro di lui, abbandonando ogni resistenza.
Mai in vita sua si era sentito trasportare ad altezze cos vertiginose. E tuttavia aspettava, finch fu lei stessa ad afferrarlo per le spalle, a gridare il suo nome e quasi ad attirarlo sopra di s.
Sent di perdersi completamente in lei. Non c'era pi niente, al di fuori dell'oscurit dolce e fremente che lo avvolgeva. Vibravano all'unisono, presi dal ritmo di un'estasi addirittura primitiva. La sent rabbrividire, gridare, mentre la notte sembrava esplodere attorno a lui. Provava l'impressione di cadere, di andare alla deriva senza peso in un vuoto infinito.
Ora Rachel giaceva tranquilla tra le sue braccia, piangendo lagrime di gioia. Lui la teneva stretta a s, accarezzandole i capelli, sorridendo, felice e intenerito. Per lei, lo intuiva, qualcosa era successo per la prima volta. E anche per lui. Per la prima volta in vita sua, aveva veramente fatto l'amore.
Sotto la luna piena, un'ombra massiccia scivolava lentamente verso il porto. La gigantesca orca doveva avere scorto la figura eretta l sulla punta rocciosa. L'animale si gir, si port pi vicino, entr nel chiarore della lanterna, rimase a lungo a fissare la figura immobile.
L'orca si trovava sopravvento rispetto alla punta rocciosa. Poteva sentire soltanto gli odori che arrivavano dal mare. Le sue orecchie non captavano niente, perch dallo scoglio non arrivava alcun suono. Se la figura si fosse mossa, l'orca se ne sarebbe accorta. L'animale, sempre immobile, restava in attesa di un segno di animazione.
Agitando le pinne, indietreggi, si port fuori dal cerchio di luce e mosse risolutamente verso la diga. Si muoveva cautamente, simile a un'ombra, e soltanto la pinna dorsale spuntava, vibrando, dall'acqua. All'imboccatura del porto, incontr una barriera di rete. Lacerandola, con un singolo assalto, l'orca entr a South Harbour.
Campbell sent Rachel muoversi nel sonno. Si sciolse piano piano da lei, badando a non svegliarla, e si gir in l. Il quadrante luminoso del suo orologio da polso gli diceva che era quasi mezzanotte, e l'orca non aveva dato segno di vita. Sollevando la testa, Campbell cerc di scrutare nelle tenebre. Il vento si era levato all'improvviso, e il fantoccio faceva tendere le legature che lo trattenevano. Le nuvole nascondevano la luna. Il mare si frangeva contro la diga esterna e le rocce.
Non  venuta, mormor tra s. Aveva ragione lei. Non  venuta.
Certo che avevo ragione, disse inaspettatamente la voce di Rachel.
Come facevi a saperlo?
Gli occhi di lei sembravano pi grandi, nell'oscurit. Perch... Oh, forse ti sembrer una sciocca a parlare cos. Significa, immagino, che sto cadendo in una trappola antropomorfica. Sai, parlo di un animale in termini umani, come se davvero potesse ragionare come un essere umano. Ma proprio non posso fare a meno di mettermi al posto dell'orca e di cercare d'immaginare quali potrebbero essere i suoi pensieri...
Continua.
Bene, se volessi catturarti, cercherei di attirarti in mare aperto, proprio come tu hai tentato di attirarla verso terra.  una creatura marina. Il suo habitat  l'acqua.
Come si propone di attirarmi l?
Magari lo sapessi! Ma sento che sta tramando qualcosa.
Parli come un'indovina.
Lo so, hai ragione. Si protese a prendergli le mani. Jack, sono pazza di te. Lo sai, vero?
M'era sembrato di capirlo. Le sorrideva. Ma anch'io sono pazzo di te.
Lei gli sorrideva, con calore. Forse faremmo meglio a occuparci del nostro problema, per adesso. Quello che dovrei dirti, :
salta sul primo autobus e vattene da qui. Ma non lo faccio, E sai perch?
Perch?
Perch questo  l'esperimento pi interessante di tutta la mia carriera: un uomo contro una superorca.
Razza d'una strega, disse lui, tra il serio e il faceto.
Gi, per sono anche terrorizzata. Baciami, tesoro. Poi, scostandosi un poco da lui, mormor: Ti prego, Jack, sii prudente. Quell'animale  forse pi intelligente di molti esseri umani. Sono spaventata. Veramente, lo sono.
All'improvviso, una tremenda vampata di vivida luce arancione proveniente dal porto riemp la notte, riflettendosi sui loro volti.
Cos' stato? grid Rachel, tirandosi su dal sacco a pelo.
Jack afferr la carabina e, nudo com'era, corse al mensolone
di roccia, vicino al pupazzo. Vide alte fiamme levarsi dalla banchina dove c'era la stazione marina di rifornimento, poi correre su per la collina fino alle cisterne di combustibile, sistemate proprio in alto. Con una spaventosa esplosione, le cisterne saltarono in aria, illuminando tutto il cielo.
Campbell, troppo inebetito per muoversi, osservava l'incredibile scena. Poi vide qualcosa profilarsi confusamente nell'oscurit e si port il fucile alla spalla, ma venne investito da una cascata d'acqua. Che cos'aveva visto? L'orca? Era mai possibile? Non c'era modo di saperlo. Rachel non era in grado di darne conferma.
L'ombra gigantesca nuotava velocemente, diretta verso il mare aperto. Come arriv all'altezza della sporgenza rocciosa, rallent e si ferm. Una figura umana era ritta lass. L'orca si immerse. Arrivata sul fondo si raccolse su se stessa e, con una possente spinta della coda e delle pinne, fil verso la superficie, affiorando, sollevandosi, innalzandosi fino a che tutta la sua mole si profil contro il cielo e rimase sospesa nell'aria, un attimo, per poi ripiombare gi, riversando una valanga d'acqua sulla riva.
...
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Capitolo 17.
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Quella stessa sera, un ragazzo di nome Tim Drury aveva appuntamento con Janet Parker. Tim aveva la netta impressione che Janet gliel'avrebbe finalmente data vinta. Quasi si augurava il contrario. Una volta cominciato, difficilmente avrebbero saputo fermarsi in tempo, e lui capiva perfettamente quali potevano essere le conseguenze. Non si vive a lungo in un piccolo paese come South Harbour senza rendersi conto che, presto o tardi, le ragazze si trovavano nei guai, e allora era il matrimonio, la famiglia e una vita squallida in una delle piccole case attorno al porto.
Tim non voleva una vita come quella dei suoi genitori. Sperava di vivere nella capitale dell'isola, St. John, che aveva fama d'essere una specie di capitale del vizio. Voleva scoprire com'era il mondo, prima di legarsi a qualcuno.
Ma nel frattempo c'erano i suoi istinti di adolescente con i quali fare i conti, e un senso generale di tensione, di inquietudine. Janet Parker avrebbe potuto alleviare quello stato di cose, se l'avesse voluto. Un paio di volte lui era andato con donne di vita, ce n'erano anche a South Harbour, ma non era lo stesso che avere una ragazza come Janet. A sentire i suoi compagni, Janet era un bidone; fino a un certo punto ci stava, e come, ma proprio quando le cose cominciavano a farsi pi interessanti, rifiutava di continuare. Era quasi sicuro che nessun altro fosse riuscito a tirare in rete, con lei, ma aveva la sensazione d'essere molto a buon punto. In fin dei conti, non c'era motivo perch una ragazza dovesse essere in grado di resistere pi a lungo di un maschio. Erano quasi sei mesi, ormai, che lui le stava dietro. Tempo, ragazzi, tempo!
I sintomi sembravano buoni quella sera. (Ma la voleva davvero, o non la voleva?) Janet non fece nessuna resistenza quando lui annunci che era ora di piantar l di ballare per andare un po' gi al porto. A meno di non possedere un'auto, quello era l'unico posto di South Harbour dove si poteva starsene in pace. Tim aveva progettato le cose con cura, portando fuori di nascosto qualche coperta presa in camera sua, comprando della birra e nascondendo il tutto nella barca di suo padre.
Una volta sul molo, Tim propose a Janet di prendere la barca, remare fino ad allontanarsi un po' dalla riva e ormeggiarsi a una delle boe pi al largo.
Tim! Ma sei matto? E l'orca?
Oh, andiamo! C' la rete di sbarramento, non lo sai?
Be'... Ma  talmente buio, l fuori. E il mare si sta ingrossando.
Timoroso che lei volesse fare opposizione, protest, in tono petulante: Ma dai! Sta' a vedere che ci spaventiamo di un paio di onde.
Va bene, va bene, lo sai che non sono una fifona, dichiar Janet.
Il mare era pi mosso di quello che si aspettavano, ma Tim remava energicamente mentre Janet si avvolgeva in una coperta per proteggersi dagli spruzzi. C'era un palo d'ormeggio quasi all'imboccatura della diga interna, fuori dell'aureola di luce diffusa dalla stazione di rifornimento e dal cantiere di Robichaud. Tim tir i remi in barca, tolse uno dei sedili e si stese sulla coperta, accanto a Janet; ma la ragazza si tir in l, come c'era da aspettarsi al primo approccio. Al secondo, le cose nel complesso andarono un po' meglio; lei se ne rimase tranquilla accanto a lui. Ma poi, com'erano abili nel tenerti a bada, quelle carognette! si mise a chiacchierare.
Che buio, c' qui. Fa impressione.
Hmm.  sexy.
Cos' che non  sexy, per te, perfino la pubblicit televisiva dei biscotti per i cani. E smettila! Ma intanto lo aizzava, con la scusa di scherzare.
Dai, Janet, stai buona. Dove le imparavano certe cose, le ragazze?
A me lo dici? Sta' buono tu!
Ma, prima che Tim avesse il tempo di irritarsi, Janet lo afferr, accost la bocca a quella di lui e offr la sua piccola lingua furtiva. Janet aveva una tecnica tutta sua, di baciare: quasi come se stesse sonando una tromba. Emetteva perfino un suono, una specie di brrrr, che lui tentava di imitare.
Era torturato dalle sensazioni squisite che la ragazza destava in lui. Janet...
Non farmi girare la testa, Tim.
A Tim sembr che la situazione fosse capovolta. Io ti faccio girare la testa?
Sai pensare a una sola cosa, lo sgrid lei. Si sollev su un gomito, cos che un seno, come puntato con precisione, sfior la guancia di lui. Il paese  terrorizzato da un mostro marino e tu non hai in mente altro che queste cose.
La mossa migliore, sembr a Tim, era di calmare i timori di lei a proposito dell'animale. Di nuovo con quell'orca! In paese stanno diventando tutti scemi, per l'orca. Io dico che, siccome la pesca va male, qualcuno s' inventato tutta la storia per prendere i soldi dell'assicurazione. Probabilmente, quelle barche sono state affondate di proposito.
In pieno giorno? Con i testimoni?
Ma di quali testimoni parli? L'orca era sott'acqua, quando ha investito gli scafi. Nessuno l'ha vista aggredirle. Per me, le barche sono state affondate, e poi hanno detto che era stata l'orca.
No, un momento! Pierre Robichaud l'ha vista, l'orca; e anche l'americano. E poi l'agente Swain l'ha vista allontanarsi, e c'era anche il sindaco.
Ma fammi un piacere! S, hanno visto l'orca, e con questo? Non possono certo provare che ad affondare le barche  stata lei.
Intanto, io dico che il poliziotto e il sindaco non hanno visto un bel niente.
Non ti fidi di loro?
Di chi, di Swain? Quella testa di cavolo, che ha il pallino di fare l'eroe. Smith, poi,  cieco come una talpa. Non sa neppure che sua moglie gli mette le corna con Robichaud. E Robichaud? Buono, quello! Sa che la gente lo guarda un po' storto perch non  di qui. Farebbe qualsiasi cosa pur di mettersi in vista, te lo dico io.
Il quadrante luminoso dell'orologio avvertiva Tim che si stava facendo tardi; lui voleva mettere fine alla conversazione. Apr un barattolo di birra, lo pass a Janet. Dammi retta, hanno tutti le loro buone ragioni per montare la faccenda dell'orca, sentenzi, sicuro di s. L'hai vista l'orca, tu? E io, l'ho forse vista?
No.
Che cosa ti fa pensare che esista davvero?
Be'... lei esitava.
Tutto sta a capire la gente, Janet.
E l'americano, allora?
Campbell? Quello  il pi pazzo di tutti. Non so quale sia il suo gioco. Forse il francese lo paga, perch faccia la commedia.
Campbell?  cos bello.
Bello? Oh, ma via! La barchetta ballonzolava, nel vento. Vuoi collezionare un pezzo da ricovero per i vecchi?
Non  vecchio.  proprio il tipo d'uomo del quale potrei innamorarmi sul serio.
Ah,  cos? scatt rabbiosamente Tim. Perch non vai addirittura a letto con lui, allora?
Sono troppo giovane per andare a letto con qualcuno... compreso te.
Finiamola di scherzare, disse lui, infilandole una mano sotto il maglione. Ripetendo il gesto con l'altra mano, spinse
il maglione in su, al di sopra del seno nudo di lei, che rimase esposto nel fioco riverbero di luce che arrivava dal porto.
Janet disse debolmente: Davvero, Tim, non dovremmo...
Sebbene Tim fosse ben lungi dall'essere esperto, l'istinto sembrava insegnargli come trattare la situazione. Braccio attorno al collo. Spingerla gi. Spostare la mano dal seno allo stomaco, e intanto premerle la bocca sul seno. Molto raffinato. Elegante.
Janet mand un piccolo grido.
Perfetto. Fare piccoli cerchi con le dita sullo stomaco nudo. Spostare la mano pi in gi. Aprire il gancio dei blue jeans. Sfiorare. Ritirarsi. Sfiorare di nuovo, inserendo piano piano le dita sotto la stoffa. Spostarsi un po' pi in gi.
Smettila!
Far finta di non sentire. Parlare.
Janet.
Sta' fermo!
Allontanare la mano che cerca di trattenerti. Aprire la lampo. Non si apre,  inceppata... ah, ecco. Spostare la mano un po' pi in gi.
Smettila!
Janet! Mostrarsi deluso. Sospirare dolorosamente. Lasciare la mano dove sta, continuando ad accarezzare. Ripetere: Oh, s, ti prego.
Sul pi bello della sua abile manovra tattica, Tim ud uno strano suono, debole, acuto, quasi innaturale. Non era venuto da Janet. Cercando di ignorarlo, Tim afferr audacemente le dolci curve posteriori di lei.
Tim, no, lasciami!
Il tono di Janet intendeva trasmettere impossibilit di difendersi, dirgli che non le rimaneva pi libert di scelta, che l'unica speranza stava nel fare appello al senso dell'onore di lui. Eh, gi, figuriamoci! Perch sotto il maglione e i jeans non portava assolutamente niente, se desiderava rimanere inviolata? Perch fingeva soltanto di respingerlo? Mentre lui si dava da fare per finire
di svestirla, lei se ne rimaneva distesa l, in fondo consenziente, passiva.
Tim, beandosi del suo trionfo, doveva solo decidere se perdere ancora qualche istante per liberarsi a sua volta dei jeans. Forse non era necessario... Il suono si ripet. Era diverso da qualsiasi altro al mondo. Le note acute sembravano ruzzolare l'una sull'altra, e tuttavia non erano confuse ma ben precise e nitide, come emesse per una ragione ben chiara. Per Tim, quel belato acuto e insistente si associava a un'unico concetto: complicazioni in vista.
Janet si tir su di scatto e grid: Che cos'era? Fissava nell'oscurit.
Cosa? domand lui, cercando di spingerla gi di nuovo.
Tim, piantala, per amor del cielo! Che sta succedendo l fuori? Quel rumore strano. Sei sordo?
Il vento, l'acqua...
Taci! Lo spinse in l e scrut al di sopra del parapetto. Oh, mio Dio! Guarda! url.
Lui balz in piedi, i calzoni attorcigliati attorno alle caviglie, scrut a sua volta nel buio. Cosa, Janet? Dove?
L! gli si aggrappava, terrorizzata.
Non vedo niente, disse ansiosamente lui. La teneva stretta, sperando di non tradire la paura che provava.
Proprio l! Quella forma! Gli occhi! Ci  appena passata vicino. Ora non la vedo pi. Ma l'ho vista, ti dico! Timmy, era l'orca! Possibile che non l'hai vista?
Non... non so quello che ho visto. E se ho visto.
Ma s che hai visto! La grossa pinna con un pezzo mancante. Ci  passata proprio accanto.
Non so, ripet lui, lentamente. Sei sicura?
Sono sicura.
Forse hai ragione tu, ammise lui. Oh, Dio! L'orca.
Il vento irrompeva nel porto, levando spruzzi di schiuma, sballottando la barca, facendo tintinnare qualcosa di metallico laggi sulla riva. Tim, il mare s'ingrossa. E poi, l'orca potrebbe tornare. Rientriamo.
Va bene, acconsent lui, affrettandosi a sciogliere la cima d'ormeggio.
Tim, com' stato? Lo senti questo strano rumore. Succede qualcosa in porto. Non senti?
Capirai, con questo vento. Poi, si ud uno sciacquio violento, un gemere di legname, seguito da un fragore di assi divelte e di vetri in frantumi...
Ora si sentiva odore di benzina. Forse una lanterna era caduta,
o un filo elettrico aveva fatto corto circuito. Nel porto esplose una violenta fiammata arancione, e vampate di calore
investirono i loro volti. Una coltre di fiamme parve stendersi sull'acqua. Il fuoco divamp velocissimo su per la collina, come seguendo una traccia di polvere da sparo. In cima al monte, prese a splendere una vivida alba di distruzione.
...
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Capitolo 18.
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L'ufficio del sindaco era una stanza sul retro dello stabilimento per la lavorazione del pesce. Robert sedeva dietro una vecchia scrivania, mentre Al Swain, con il cappello a tesa larga e la fondina con il revolver, che non uscivano mai dall'armadio salvo nelle grandi ricorrenze, occupava un vecchio divano di pelle. Attraverso una finestra polverosa, la luce del giorno illuminava una tappezzeria stinta, una stufa panciuta e un orologio che segnava le 7,10.
Smith studiava i due adolescenti scarmigliati in piedi davanti a lui. Il ragazzo aveva diciassette o diciotto anni, un principio di baffi e un colorito malsano. Sembrava che facesse fatica a mettere a fuoco gli oggetti. La ragazza non doveva averne pi di quindici. Giocherellava con una sottile ciocca di capelli ossigenati. Gli occhi, un po' distanti, erano stralunati, come quelli del compagno, e anche lei aveva una traccia di acne. Il sindaco li conosceva per nome, cos come conosceva per nome quasi tutta la popolazione di South Harbour.
Smith considerava tutta la faccenda con molto sospetto. Che l'orca potesse avere perpetrato quel nuovo insulto era un fatto difficile da accettare, soprattutto a causa di ci che implicava per un villaggio di pescatori come South Harbour. Si domandava se l'intero paese non fosse affetto da una forma di isterismo collettivo, aveva letto di casi del genere, per cui di qualsiasi cosa veniva dato colpa all'orca. Era anche possibile che proprio i due ragazzi fossero responsabili dell'esplosione, tanto che lui li stava interrogando con estrema cura.
Che cosa stavate facendo, di preciso, quando avete visto l'orca?
Tim protest. Ma l'abbiamo gi detto!
Ditemelo di nuovo, insist pazientemente il sindaco.
Posso fumare?
L c' un portacenere. Smith indicava un punto del tavolo.
Mentre il ragazzo prendeva il pacchetto dal taschino della camicia, Janet gli tocc timidamente un braccio. Anche lei si accese una sigaretta. Bene, come ho gi spiegato, disse Tim, in tono stanco, eravamo nella barca di mio padre, ancorata in porto, e si parlava del pi e del meno. Ed ecco che quella cosa enorme  uscita dall'acqua. Aveva gli occhi rossi...
Faceva un verso, interruppe Janet.
Questo non me l'avevate detto, disse subito Smith. Che specie di verso?
Come un "hip", disse Janet.
No, era piuttosto un "ping"... come quello del sonar, corresse Tim.
Smith guard Swain e domand: Ti dice niente?
Be', anche l'americano parlava di un verso cos.
Continuate, disse Smith ai due ragazzi.
Non credo che ci abbia visti, riprese Tim, incerto, e s che per poco non ci ha investiti. Era diretta verso la banchina delle pompe.
Da quanto tempo eravate in quella barca? domand in tono bellicoso Smith.
Forse da una mezz'ora. Forse di pi, rispose Tim.
E stavate solo parlando?
S.
Hm, ci credo! Va' avanti.
Tim lanci un'occhiataccia a Swain e continu: Bene, non ci si vedeva molto.  sembrato come se l'orca, ammesso che fosse lei, arrivata alla banchina avesse cominciato ad assalirla, quasi investendoci con le ondate che sollevava con la coda. Io nel frattempo avevo mollato l'ormeggio e mi ero portato pi in fuori, remando, prima che la banchina saltasse in aria.
Che fine ha fatto l'orca? domand Swain. Non c' traccia di quella maledetta.
Il ragazzo esit. Ma, non sappiamo.  successo tutto cos in fretta. Sar morta, forse.
Avremmo trovato la carcassa.
Be', forse era sott'acqua al momento dell'esplosione.
Smith, che non aveva mai smesso di studiarli, si disse che,
tra i due, era pi facile mettere in trappola la ragazza. Amabilmente, domand: Quel verso, non poteva venire dalla banchina? Non poteva essere, per esempio, un pezzo di qualcosa che si era staccato e che sbatteva nel vento?
Non credo, signor Smith, rispose lei. Non veniva da quella direzione.
Stavi guardando?
Eh... no.
E non poteva darsi che la barca avesse girato su se stessa, per cui non sapevate pi da che parte si trovavano le banchine?
Sono sicura che il verso non arrivava dal lato del porto.
Janet, stavate bevendo?
Come? domand lei, sorpresa. No, signore. Io sono troppo giovane, e neppure Tim beveva.
Troppo giovane per bere ma non per... cominci a dire Swain, ma Smith lo zitt con un gesto.
Janet, bada che voglio una risposta onesta alla domanda che sto per fare.  molto importante. Davvero non eravate sulla banchina delle pompe, prima dell'esplosione? Non vi eravate messi l a fumare, per caso? Vi prometto che nessuno vi far colpa di niente, ma dovete dirmi la verit.
No, signore, disse Janet, affrettandosi a spegnere la sigaretta.
Tim?  la verit?
S, signore.
Segu un momento di silenzio, poi Swain domand bruscamente:
Siete sicuri di non essere andati l sul molo con una coperta...
Lascia perdere, Al, consigli il sindaco. Non cambieranno la loro versione,  chiaro. Va bene, ragazzi, potete andare. I due adolescenti uscirono, tradendo l'evidente sollievo.
Ora che si fa? continu Smith in tono querulo. Ci sar un'inchiesta. Che cosa dico? Chi vuoi che, a St. John's, creda a questa storia fasulla? Io per primo faccio fatica a crederci.
Potresti dire che la baracca  crollata con il vento. Abbiamo avuto delle raffiche abbastanza violente, e la struttura un po' pericolante lo era, in fondo.
Potrebbero anche berla, almeno per un po', ma non basta a risolvere il problema della balena. Se andiamo avanti cos,
quel bestione distrugger il villaggio. Il porto  un rottame, ormai. Qualche altro scherzetto come quello di ieri sera, e questo non sar pi un porto di pescherecci. Che cosa facciamo, me lo dici?
Potremmo chiudere il porto con dei grossi cavi, invece che con le reti.
E le barche come escono? Non abbiamo nient'altro che la pesca, noi... e anche quella  scarsa, da qualche tempo. Diventeremo un villaggio fantasma, te lo dico io.
Potremmo usare il rimorchiatore per aprire e chiudere lo sbarramento di cavi quando devono uscire e rientrare le barche.
Smith sospir. Quell'orca  furba. Troverebbe il modo di entrare.
Bob, te l'ho detto, perch non chiediamo l'intervento dei militari?
Smith si appoggi alla spalliera della sedia, si tolse gli occhiali e se li lustr sulla camicia. Sospir, come se Swain stesse costringendolo a spiegare cose addirittura elementari. Al, questo non  un film giapponese a base di mostri. Tu proprio non capisci come vanno le cose nella vita vera, allora! Nel momento stesso in cui questa storia si verr a sapere, come presto succeder, e sarebbe gi di dominio pubblico, se noi non stessimo in un posto cos isolato, ci sar un'inchiesta ufficiale. Ottawa la pretender, naturalmente. E cos quei rompiscatole dell'ecologia. Li conosci, no? Sono sempre almeno un passo pi avanti di tutti gli altri.  gente senza equilibrio. Faranno una cagnara d'inferno, minacceranno di denunciarci, provocheranno rinvii, insceneranno marce. Vanno matti per le balene e via discorrendo, non domandarmi perch. Hanno perfino un'organizzazione che si chiama Progetto Giona. Sul continente, dappertutto vedi etichette con su Salvate le balene incollate ai paraurti delle auto. Maledetti idioti! Legherebbero le mani ai militari sa Iddio per quanto tempo. A loro che gliene importa, di noi? Preferirebbero perdere un intero paese piuttosto che una sola balena, orca o che so io.
Nel frattempo, quell'accidente continuer ad attaccarci.  un animale fuori del comune, sai: ha qualcosa di misterioso. Non solo  imprevedibile, ma, sa il cielo in che modo, sembra che capisca come pu farci danno. Ti ricordi il nostro progetto di fare di South Harbour un centro turistico? Be', me lo saluti, il turismo, se si sparge la voce che nelle nostre acque si nasconde un'orca marina impazzita. Passeranno anni, prima che la gente se ne dimentichi. Gli americani non vogliono grane. Amano le cose tranquille, loro. Che razza d'una situazione! E tutto perch? Per un animale, porca miseria! No, qui bisogna convincere quel disgraziato di Campbell a prendere il largo.
Proprio lo smuovi, quel figlio di cane. Potremmo costringerlo, tutt'al pi. Accusarlo di qualcosa... meglio ancora, prendere di mira sua sorella. Convive con quella specie di hippie, vero? Diremo che danno scandalo, che  contro la legge. Daremo loro la possibilit di scegliere tra l'andare in galera o partire subito.
Per carit, sorgerebbero altre complicazioni, disse Smith, rabbuiandosi sempre pi. Qualcuno finirebbe per scoprire quello che abbiamo fatto. Se l'orca li uccidesse, come sicuramente farebbe, verremmo accusati Dio sa di che cosa.  troppo rischioso, tanto pi che si tratta di americani. Non sappiamo assolutamente come reagirebbero gli Stati Uniti.
Se soltanto potessimo farla fuori, quell'orca.
Catturarla sarebbe la soluzione migliore. Avremmo la certezza del passato pericolo, e non potremmo essere accusati di avere ucciso un esemplare di una specie in estinzione. Potremmo perfino usar quel bestione come attrazione turistica, come avevamo progettato in un primo momento. Figurati in quanti vorrebbero vederla, una volta che l'avessimo catturata. Poi, una volta che la gente se ne fosse stancata, potremmo venderla, come voleva fare Campbell, oppure lasciarla morire di fame a Calm Cove, o spararle. Mi piacerebbe togliermi io stesso la soddisfazione di farla fuori.
Bene, Robichaud sta cercando di organizzare una spedizione. Ci puoi scommettere che lui rester a terra, naturalmente.
In quanti ci stanno?
Chapman e Klune, per esempio, sono decisi a tentare. A sentir loro, quel Campbell  un fifone.
Il telefono squill e Smith rispose. S? S, aspetto. Pos la mano sul microfono. Cosa ti dicevo?  l'ufficio del Primo Ministro... S? S, c' stata effettivamente un'esplosione, ieri sera. Nessuno s' fatto niente, grazie a Dio. Molto fortunati, s. Una perdita nel condotto del combustibile, penso, causata da un maremoto. Qualcuno potrebbe avere lasciato una lampada a kerosene accesa, l nella baracca... non lo sapremo mai... S, una vera sfortuna. No, no, non ci serve nessun aiuto, almeno per ora. Salvo dell'altro combustibile e delle cisterne nuove... s, sto continuando le indagini. Chiamer, se scopro qualcosa. Arrivederla. Smith mise gi il ricevitore e disse a Swain: Sembrava scettico, e non mi fa nessuna meraviglia. Maremoto, figuriamoci! Pensi che gli uomini disposti a partecipare saranno in numero sufficiente per avere qualche speranza di riuscita?
Senti, io sono il comandante del porto. Per salpare hanno bisogno del mio permesso. E io dico che  troppo pericoloso. Supponi che l'orca li metta in difficolt, una volta al largo? Che succede, se qualcuno ci lascia la pelle? Di chi  la responsabilit, se non mia? Non sono io il responsabile della pubblica sicurezza? Ti assicuro che non ci terrei proprio a dover affrontare una vedova. Se qualcosa andasse storto, sarei subito licenziato, e io di questo impiego ho bisogno.
D'altra parte, se il paese va in malora, tu l'impiego non l'avrai pi ugualmente. Non sarai pi responsabile di niente, perch non rimarr pi nessuno.
Che pasticcio! Swain era sul punto di torcersi le mani.
No, Bob, non posso farlo. Dalla tu, l'autorizzazione, e sia ben chiaro che  tua.
Ma non  compito mio! scatt il sindaco, irritato.
Allora non so cosa dire. Non vedo...
Dal porto arrivarono, in rapida successione, dei colpi di sirena, seguiti da una campana a martello, quella della chiesa, e da alcune fucilate. Mio Dio! esclam Smith. L'orca!
...
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Capitolo 19.
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...
Quei suoni d'allarme fecero uscire Campbell di corsa sotto il portico della casa della Hendry. Stavolta la gigantesca orca non tentava neppure di muoversi in modo furtivo; spavaldamente, come se gi si fosse assicurata la vittoria, pass attraverso i resti della rete lacerata la sera prima ed entr in porto nuotando in superficie, la pinna tutta fuori dall'acqua. L'animale arriv nella parte pi interna dell'insenatura prim'ancora che i fucilieri scaglionati lungo la diga avessero il tempo di prendere la mira, e i pochi spari risultarono inefficaci.
Una volta in porto, l'orca prese a nuotare lentamente, senza commettere alcun atto d'aggressione. Sembrava cercare qualcosa, con i suoi strani occhi rossi. Di fronte al cantiere di Robichaud si ferm, la testa girata verso la barca di Campbell, ancora in cima allo scivolo. Quando il francese scaric la sua vecchia pistola, l'orca riprese a nuotare senza fretta, girando tutt'attorno al porto.
Nell'abitato, intanto, si era scatenato un pandemonio: le campane della chiesa sonavano, i clacson delle auto strombettavano all'impazzata, il rimorchiatore mandava lunghi colpi di sirena. Destinato a spaventare l'orca, quel baccano non aveva alcun effetto. A suo bell'agio, l'animale continuava a perlustrare la circonferenza del porto. Finalmente si immerse, oltrepassando il gruppo
di tiratori sulla diga interna, e riaffior di nuovo, fissando la collina su cui si vedevano i resti delle cisterne saltate in aria.
"Che cosa pu volere?" si domandava Campbell mentre Annie, aiutata da Paul, Usciva saltellando sotto il portico. Ora l'orca nuotava pi vicino a riva, e improvvisamente lui cap. Gli occhi rossi fissavano proprio lui!
Dal versante della collina, il vecchio cannone apr improvvisamente il fuoco, con sorprendente precisione di tiro. I proiettili cominciarono ad atterrare sull'acqua, vicino al bestione. La bocca cavernosa si apr, mostrando gli orribili denti. Poi, l'orca scomparve.
Al di l della diga esterna, nella baia, il velo di nafta che si stendeva sull'acqua prese fuoco, sprigionando fumo nero, ma dell'animale non c'era pi alcuna traccia.
Da tutto il villaggio si levarono evviva. Ce l'abbiamo fatta! L'abbiamo battuta! L'abbiamo cacciata via! L'abbiamo ferita! L'abbiamo uccisa! Abbiamo vinto!
Gli uomini correvano verso il cantiere di Robichaud e di l alle barche. Imbaldanzita, South Harbour andava all'inseguimento del mostro.
Una strana processione oltrepassava via via la diga esterna. C'erano imbarcazioni lunghe e strette, con cabine chiuse, lunghe dieci metri e mezzo e chiamate "longliners"; ve n'erano altre da sette metri e mezzo, di forma identica, note come schifi; e poi barche aperte, con motore fuoribordo; infine, alla retroguardia, avanzava il nero e tozzo rimorchiatore. Quasi nessuna imbarcazione era rimasta in porto.
Campbell si scost dalla ringhiera, un'espressione cupa sul volto scarno e segnato. Poveracci, mormor, avvilito.
Annie lo guard. Non ti sentirai in colpa, vero?
Be'...
Non c' ragione, disse lei, seria seria. Sembrava
rinfrancata, ora, seduta l al sole, l'accappatoio drappeggiato con noncuranza attorno alla persona, la gamba ingessata appoggiata su uno sgabello. Se quegli idioti vogliono cimentarsi con l'orca, lasciali fare. Poi aggiunse: Potrebbero anche riuscirci, a catturarla.
Non la prenderanno, disse lui.  troppo intelligente.
Forse se n' andata, e non la troveranno pi.
Oh, la troveranno, s. Non  mai molto lontana.
Forse  ferita, o morta, come dicono loro.
Per me, non l'hanno neppure sfiorata.
Che cosa far quando ripartiremo noi? Ora l'espressione di lei tradiva la paura.
Non pensarci. Presto o tardi quel bestione verr attirato da un'altra femmina. Chiss che tra una settimana o due, o al massimo alla fine dell'estate, non se ne vada spontaneamente. Campbell guard la sorella. Noi, naturalmente, potremmo andarcene anche subito.
Ma la barca non  pronta!
E chi parlava della barca?
Vuoi dire con un altro mezzo? Lui assent. Annie prese la chitarra, pizzic qualche accordo rabbiosamente. No! Non sarebbe giusto. La barca sarebbe ancora qui, e l'orca non saprebbe che ce ne siamo andati. Continuerebbe ad aggredire quelli del paese.
Forse hai ragione, disse lui, poi prese un tono lamentoso. Oh, ma perch non se ne va, una buona volta?  come una maledizione. Abbiamo una maledizione sulla nostra famiglia?
Una vera maledizione scozzese? Non credo. Jack, mi domando se...
Cosa?
Be', a meno che loro non ci riescano, non toccher proprio a noi, alla fine, occuparci di quell'orca marina, ci piaccia o no?
Come? Dandole la caccia? No! Non rischier altre vite. La mia no di certo e, soprattutto, non rischier la tua.
Dov' finito il tuo famoso coraggio? lo stuzzic lei.
Campbell lasci Annie alla sua chitarra e s'incammin verso
il molo. Lungo la strada, vide alcuni bambini intenti a un gioco. Uno di loro era inerme, gli altri avevano dei bastoni. Da qualsiasi parte il bambino inerme si girasse, gli altri gli puntavano contro un bastone. Ma non si avvicinavano mai troppo. Giocavano ad arpionare l'orca, senza dubbio. Campbell rimase a osservarli finch si accorsero di lui. Passa il Capitano Fifone, si misero a gridare, disperdendosi poi di corsa.
Lui prosegu oltre la banchina della stazione di rifornimento, dirigendosi al cantiere. Un gruppo di uomini, e tra quelli Robichaud, si affaccendavano attorno al Bumpo. Dalla porta aperta dell'ufficio di Robichaud arrivavano delle scariche. Campbell entr e venne accolto da un'occhiata gelida di Swain, che stava comunicando con la flotta per mezzo di un walkie-talkie. Evidentemente, i pescherecci della costa non avevano neppure la radio. Jack rimase in ascolto e venne a sapere che la squadra di inseguitori non aveva ancora localizzato la preda.
Rachel arriv all'improvviso. Lo baci, senza fare mistero della cosa. Buongiorno, caro.
Non so se fai bene a farti vedere con me, disse lui. Non sono esattamente l'uomo pi amato della citt.
Non me ne importa niente. Ti amo io.
Grazie.
Entr Robichaud, e non sorrideva, a differenza del solito. Capitano, disse, con enfasi sarcastica, la sua barca  a buon punto, ormai. Potr salpare domani mattina, se sar necessario. Anzi, dovrebbe farlo in tutti i casi.
Decider io quando vorr partire, rispose Campbell.
Sicuramente vorr andarsene una volta che l'orca sar stata catturata, vero? disse Robichaud. In fin dei conti, l'orca
 nostra, ormai. Certi... certi sono convinti che lei sarebbe tanto coraggioso da spararle, una volta che fosse ridotta in cattivit. Ma noi non glielo permetteremmo. Non sarebbe certo una bella cosa. Qualcuno ha giurato addirittura...
...che prima sparerebbe a me? Non si preoccupi. Non far del male all'orca, se la catturerete.
Se? Lei non crede che ci riusciremo?
No, sinceramente.
Se non ci riusciamo noi, nessuno potr farlo. Abbiamo organizzato un piano. Due barche con una rete in mezzo. L'orca non potr scappare di certo.
Non sottovaluti quel bestione. Secondo me, le barche farebbero meglio a rientrare.
Gi, e chi si occuperebbe dell'orca, allora? Lei no, questo  certo, disse Robichaud con un sorrisetto di compatimento.
Rachel afferr il braccio di Campbell. Attento, mormor. Swain non cerca altro che un pretesto per metterti sotto chiave. Sarebbe felice di trovarlo, credimi.
L'hanno avvistata, grid Swain, sempre al suo walkie-talkie.
Il lavoro si ferm, nel cantiere, e tutti gli uomini accorsero. Attraverso le scariche, arrivava ora la voce di Klune. L'abbiamo avvistata.  semi-sommersa. Sappiamo che  quella, la riconosciamo dalla pinna. Non si muove. Chiss perch?
Un'altra voce interloqu da un altro apparecchio, su una diversa imbarcazione. Era quella di Chapman. Dev'essere addormentata, oppure  ferita.
La prenderemo senza difficolt, disse Klune. Mi senti, Pierre? Passo.
Ti sento benissimo, disse Robichaud, togliendo il congegno dalla mano di Swain. Le barche sono in posizione?
S.
Il rimorchiatore  ancora con voi? Passo.
Certo.
Bene. Portate avanti la missione, allora. Buona fortuna. Passo e chiudo.
L'atmosfera era tesa, al cantiere. Nessuno parlava. Swain lisciava il calcio della pistola che gli spuntava dalla fondina, mentre Campbell fissava con aria cupa il porto. Rachel continuava a tenergli il braccio.
Alla fine, Robichaud premette il pulsante e domand in tono ansioso: Allora, tutto bene?
Il walkie-talkie ricominci a fare udire delle scariche.
CHAPMAN: S. Ci avviciniamo... Aspetto, ora l'ho persa di vista. Tu la vedi, Klune?
KLUNE: No, maledizione... Aspetta un momento, s, eccola l! Se ne sta talmente sommersa che per poco non mi sfuggiva. Dritto davanti a noi. Mantieni la rotta.
CHAPMAN: Bene. Ora la vedo anch'io.  proprio in mezzo a noi. Accosto un po' verso di te, ora. Pronto con la rete?
KLUNE: Pronto.
A Campbell sembrava di vedere la scena: l'alto, scarno Chapman, e Klune, tarchiato e nerboruto, erano al comando della squadra navale. La festosa flottiglia di imbarcazioni era senza dubbio disposta ai due lati. La barca su cui si trovava Chapman si sarebbe ora accostata a quella che trasportava Klune. Un passaggio di gomene da un'imbarcazione all'altra, e la rete sarebbe rimasta sospesa tra i due scafi, che poi si sarebbero scostati di nuovo, tendendola e calando sull'orca.
"Possibile mai che l'orca si lasci catturare cos facilmente?" si domandava con amarezza Campbell. "Vuoi vedere che anch'io avrei potuto andare con gli altri e prenderla, cos come si pesca un pesce qualsiasi?"
Tutto bene, ragazzi? domand Robichaud.
CHAPMAN: Tutto bene, s. Ci stiamo avvicinando. Ancora una quindicina di metri, se quell'accidenti se ne sta ferma.  proprio addormentata. Per la miseria! Tutto bene, Klune?
KLUNE: Bene.
CHAPMAN: Siamo sul bersaglio. Quella stupida orca ci sta proprio regalando se stessa. Presa!  nella rete! Si torna a casa! Calma, gente. Oh, porco Giuda!  scappata fuori!
Segu un breve silenzio. Poi:
ROBICHAUD: Non vi converrebbe calare la rete un po' pi a fondo?
CHAPMAN:  quello che stiamo facendo. Klune, accosta un po' di pi a noi. Se non ci fosse 'sto maledetto vento. Il mare  grosso. Piano, cos.
ROBICHAUD: Attenti, ragazzi. Ci sono degli scogli, in quel punto.
KLUNE: Presa di nuovo!
CHAPMAN: Sicuro che non sia uno scoglio?
KLUNE: No, no,  l'orca. Posso vederla... mi sembra. S,  l'orca.
Il walkie-talkie taceva, ora, e Campbell si domand se fosse stato tolto il contatto. Poi le scariche ripresero a crepitare e, al di sopra della confusione di voci, si ud quella di Chapman. La rete tiene! Evviva!
Robichaud si rivolse a Campbell. Pare che lei avesse torto.
Campbell serrava le labbra, senza rispondere.
Di nuovo silenzio. Poi:
KLUNE: Chapman! Com' che non ti muovi? Non avanzi di un metro!
CHAPMAN (voce tesa): Nemmeno tu! Ci frena, quella maledetta! Avanti tutta! Avanti tutta! Klune, mi senti?
KLUNE: Ti sento. Motore a pieni giri, qui, ma continuiamo a star fermi.
CHAPMAN: Oh, Signore! E adesso? Ehi, che cosa succede?
KLUNE: L'orca si immerge! Si sta portando dietro la rete!
CHAPMAN: Attenzione! Quel demonio ci far sbattere l'uno contro l'altro. Molliamo la rete! Presto!
KLUNE ( a qualcuno ) : Sbarazziamoci della rete. Tagliamo i cavi! Svelti!
CHAPMAN (a qualcuno) : Spicciatevi, voialtri. Stiamo per entrare in collisione.
ROBICHAUD: Oh, Cristo. Chapman? Mi senti?
Non vi fu risposta, finch:
Voce nuova: Attenzione, a tutte le imbarcazioni. Abbiamo avuto un incidente. Le barche di testa stanno affondando. Dio buono, una  quasi sommersa. Raccogliete i superstiti! Raccogliete i superstiti!
Campbell si sent prendere dalla nausea. Fissava l'acqua mossa e vivida di riflessi della baia. La flotta doveva essere subito al di l della punta. Tra poco sarebbe rientrata, ma non pi nel numero originale d'imbarcazioni. Andiamocene, mormor a Rachel.
Robichaud sedeva muto, con le mani sugli occhi.
Swain grid, in tono bellicoso: Si ricordi, Campbell, tra poco la sua barca sar pronta.
Smith e Swain s'incontrarono poco dopo nell'ufficio del sindaco.
Smith domand senza preamboli: Quante sono le vittime?
Sei feriti, nessuno grave. Miracolo che non siano di pi.
Esit. Uno manca all'appello.
Cosa? Chi?
Joe Klune. Lo stanno cercando. Penso che lo ripescheranno da un momento all'altro. Non  facile far fuori Klune!  troppo una pellaccia. Swain parlava con una vivacit che i suoi occhi non rispecchiavano.
Quanti figlioli ha Klune?
Quattro. Sta' tranquillo, lo troveranno.
Se lo dici tu. Bene, che cosa facciamo? Stavolta non possiamo sperare che la cosa passi sotto silenzio. Ne parler tutta Terranova.
Non so cosa dire.
Il paese che si  fatto mettere nel sacco da un'orca. Sai che bellezza! Smith si lisciava il mento aguzzo. Ci rimane un'unica soluzione. Campbell.
Ne abbiamo gi parlato, gli fece osservare Swain.
Forse un modo c'. Non sei del parere che i nostri compaesani sono gente piuttosto superstiziosa?
Sai benissimo che  cos. Lo sei anche tu, del resto. E anch'io.
Bene, perch non suggerisci a qualcuno l'idea che Campbell ci ha tirato addosso una maledizione, e che l'unico modo di liberarsene  quello di spedirlo via. Di costringerlo a imbarcarsi, insomma, con le buone o con le cattive. La gente del posto potrebbe farlo, questo, anche se noi non possiamo, ufficialmente.
E se poi il Primo Ministro ci manda la polizia a cavallo?
domand Swain, poco convinto.
Per un giorno o due penso di poter tenere a bada le autorit, di pi no, temo. La cosa andrebbe fatta entro domani.  pronta la barca di Campbell?
Per stasera potr prendere il mare. Gi, ma... e Campbell? Quando poi l'orca l'avr ucciso?
Non vedo cos'abbiamo da perdere, disse Smith. Se
Campbell ammazza o cattura la bestia, benissimo, sebbene non credo che le probabilit siano molte. Se invece l'orca affonda la barca di Campbell, diremo che lui  un eroe e che ha salvato il paese.
Swain guardava il sindaco con ammirazione. S, niente male.
Stava succedendo qualcosa, all'esterno. Nell'udire le grida, Swain si alz, lasci in fretta la stanza e ritorn quasi immediatamente. Klune, disse, con voce roca. Non l'hanno trovato. Dev'essere... annegato, penso. Sicuramente, s. Bisogner dirlo alla vedova.
Dalla casa della Hendry, osservarono il rientro dell'armata sconfitta, con due legni in meno. Diversi uomini scendevano zoppicanti dalle barche, altri dovevano essere aiutati.
Saranno incattiviti, ora, disse Campbell.
Che cosa vuoi dire? domand Rachel.
Vorranno gettare me in pasto all'orca. Pensano che la sola cosa che possa soddisfare il mostro sono io.
Che cosa farai, Jack?
Spiacente, ma non andr. Nessuno pu costringermi.
...
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...
Capitolo 20.
...
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...
Dopo avere cenato piuttosto presto, si sistemarono nel soggiorno, Annie con la sua chitarra, Paul a fumare, Rachel e Jack paghi di stare vicini, in silenzio. I ciottoli franavano rumorosamente sotto la casa, via via che la marea saliva. Il vento soffiava dal mare, facendo tremare le finestre. Nuvole nere passavano davanti alla luna.
Il tempo peggiora, osserv Campbell, inquieto.
Oh, se non fosse per l'orca, penso che mi piacerebbe star qui perfino quando il tempo  cattivo, disse Annie. C' qualcosa, non so come dire... Qualcosa di cos naturale, in questo posto. In Florida, non c' niente che non sia fatto artificialmente, ricavato e costruito dove prima c'erano soltanto paludi. A volte penso che l'oceano stesso sia stato ordinato dall'Ammiraglio Tal dei Tali, al solo scopo di metterci dentro i sommergibili. Annie guard amabilmente Rachel. Di', lo sapevi che le palme dei grandi alberghi di Miami Beach sono artificiali?  vero! Circa una decina d'anni fa abbiamo avuto un parassita o qualcosa che ha fatto morire tutte quelle vere: le cime delle palme crollavano, lasciando soltanto i tronchi nudi. Senza scherzi, dovevi vedere che cosa sembrava Miami! Faceva l'effetto di trovarsi in Jamaica. Fatto sta che, pur di non rimanere senza palme, il che avrebbe rovinato l'ambiente, ne ordinarono un migliaio finte, facendole costruire a New York. Vennero trasportate attraverso tutto il continente con un treno-merci. In segreto, si capisce. Dal mistero che ne facevano, pareva che invece di palme finte si trattasse di bombe atomiche. Ad ogni modo, il lavoro venne fatto tra le tre e le cinque di mattina, affinch nessuno vedesse. Sradicavano una palma vera per mezzo di una macchina e al suo posto ne mettevano una artificiale. Fecero la stessa cosa anche lungo la spiaggia, finch non ci rimase neppure una palma vera. Non una, capisci? Annie batteva le palpebre, con espressione candida.
Ma via! disse Rachel.
Domandale delle noci di cocco, disse Campbell. Domandaglielo, come facevano per far cadere le noci di cocco.
S, spiegamelo, disse Rachel.
Con la massima seriet, Annie disse: Oh, semplicissimo. Le noci di cocco, devi sapere, vengono importate dalle Hawaii. Arrivano con un mercantile speciale, dentro casse anonime. Di notte, i bagnini vanno in giro armati di scale a pioli. Salgono sugli alberi e incollano le noci ai rami.  un adesivo speciale, che non
dura molto. Il sole lo scioglie. La velocit con cui si scioglie dipende dalla quantit che viene usata, s'intende. Cos, si riesce a ottenere che caschino noci di cocco in ore diverse del giorno.
Capisco. Rachel sorrideva, divertita. E i bagnini... saranno robot, vero?
Annie sorrise, di rimando. Si capisce! Anche i turisti! Tutti sono robot, in Florida. Anche noi.
Lo sapevo, disse Rachel. Infatti  il solo modo di spiegarsi l'esistenza di un tipo come Jack.
No, no, assicur Annie, lui  diverso.  stato sbarcato da un sommergibile russo, lui. Il suo compito  di fare in modo che i robot della Florida odino i robot turisti. Mosse la gamba rotta, trasal e improvvisamente dichiar: Non voglio pi tornarci.
In che senso? Paul parlava con voce strascicata, come sempre quando fumava una delle sue sigarette "speciali".
Non mi va di tornare in Florida. Annie guard il fratello. Non potremmo trasferirci in qualche altro posto, Jack?
Chi? Tu e lui? domand Paul.
Anche tu, naturalmente. Ma Jack  mio fratello. Non potrebbe fare a meno di me. Vero, Jack?
Probabilmente no, disse lui.
Visto, Paul? In tutti i casi, sono stanca di vivere in Florida. Andiamocene da qualche altra parte. A meno che, s'intende...
Campbell sapeva che cosa voleva dire Annie: il viaggio era stato un fallimento, soldi non ce n'erano pi, e lei sarebbe rimasta con lui... a meno che, s'intende, lui e Rachel non facessero sul serio. Campbell avrebbe baciato sua sorella, in quel momento.
I piani includono anche me? domand tranquillamente Rachel.
Annie guard subito Jack, che strinse la mano di Rachel e rispose: Se vuoi.
Sorridendo, Annie continu: Perch non andare in Arizona,
o in qualche altro posto del genere? Scommetto che a Tucson non hanno mai avuto un porticciolo. Potremmo portarci via perfino l'insegna. "Golden Sands" andrebbe benissimo anche l. Invece di un porticciolo, sarebbe un ranch. Guard Paul, che continuava a fumare, immusonito. Paul, caro, a te potrebbero rilasciare la concessione per i cavallucci marini. Ce li procureremmo belli grandi. Pensa, gente con in testa il cappello largo da cowboy che cavalca attraverso le dune in groppa a cavallucci marini. Te la figuri, la scena?
Ridevano tutti, quando il telefono squill. Campbell prese il ricevitore. Pronto?
Una dura voce maschile disse: La sua barca scender in acqua tra mezz'ora. Esca sotto il portico. Potr vederla.
Come?
Verr fatto anche il rifornimento. Il sole sorger alle sei in punto. Per quell'ora, dovr essere gi in mare.
Ma chi parla?
Non ha importanza.
Il "clic" venne udito in tutta la stanza.
Chi era? domand Rachel.
Un tale, per dire che la barca era pronta.
Cos'era, uno scherzo?
Non credo.
Continuarono per qualche minuto a chiacchierare di cose senza importanza. Paul parl della Florida. Lui non aveva alcuna intenzione di lasciarla, disse.
Oh, Paul, dov' la tua fantasia? replic Annie. Dov' il tuo...
Il telefono trill di nuovo. Chi chiamava era una donna, stavolta. Con voce incolore, disse: Campbell?
S.
Questo  un paese di gente tranquilla. Prima del suo arrivo, non avevamo mai avuto guai.  stato lei a portare qui quell'orca. Se ne vada, Campbell. Vada via! Vada via domani mattina, e non torni pi. E si porti via la sua maledetta bestiaccia! url la sconosciuta.
Poi tolse la comunicazione.
Avete sentito? domand lui.
Rispose Rachel. Avranno sentito perfino sul pianeta Marte. Ma cos', una campagna?
Organizzata. Orchestrata. E non  finita qui, ho paura.
Paul aveva qualcosa da proporre. Perch non ce ne andiamo
di qui? C' un autobus per St. John. Parte ogni mattina alle sei.
Ti sei informato? domand Campbell.
Vuoi mettere Annie su un autobus?
Gi, non avevo pensato alla sua gamba.
Vedo bene che non ci avevi pensato, mormor Annie, aggrottando la fronte.
Non ho nessuna intenzione di scappare, dichiar Campbell.
Non ora. Cristo, ma che altro c', ora?
Dall'esterno arrivava un mormorio. Campbell and alla finestra e guard fuori. Vide una folla. Una figura si stacc dalle altre, mosse un braccio all'indietro e scagli qualcosa, che and a colpire le tegole della casa e rimbalz. Jack apr la finestra e si mise a gridare: Andatevene di qui!
Vieni fuori, Campbell, url una voce.
Telefoniamo a quel poliziotto, Jack, disse Rachel.
Andatevene tutti, o chiamo Swain, url ancora Campbell.
Chiamalo pure, rispose un'altra voce.
Un sasso colp il muro esterno, a pochi centimetri dalla finestra.
Campbell and al telefono. Centralino, l'agente Swain, per favore.
Una pausa, poi l'operatore disse: L'apparecchio  occupato.
Interrompa la chiamata. Avvisi Swain che ho con me una carabina, e che intendo servirmene.
Swain un attimo dopo era in linea. Cos' questa storia del fucile?
C' una masnada di gente, qui fuori, gettano sassi. Vogliamo protezione. Se non la otterremo, dovremo difenderci.
No, un momento, disse Swain, impensierito. Vuole forse un'accusa di omicidio, Campbell? Se fossi in lei, lascerei stare quel fucile. Proprio cos. Se fossi in lei, parlerei con quella gente.
Ah,  cos, eh? E non ha intenzione di alzare un dito?
Se ci sar una sparatoria, dovr intervenire, avvert Swain. Altrimenti, ho diritto anch'io di cenare.
Campbell butt gi il ricevitore. Gli altri lo guardavano con ansia. Fuori, la folla taceva. Improvvisamente, una limpida voce di tenore cominci a cantare, a scopo provocatorio:
Saranno circa trent'anni da quando Jack venne al mondo. La notte buia in cui nacque la tempesta infuriava sul mar. Nacque sulla nave del padre che stava navigando una trentina di miglia a sud-est di Baccalieu.
Voci maschili attaccarono in coro:
Jack era un gran marinaio cacciatore di balene Jack era un gran marinaio nato e vissuto sul mare blu.
Il tenore continu, pi forte:
Una volta fattosi uomo Jack nel Labrador se ne and. Andava a pesca a Indian Harbour dove suo padre in passato pesc. Al suo ritorno nella nebbia, una sera incontr una buriana, venne travolto e spazzato in mare e inghiottito da una balena.
Jack era un gran marinaio cacciatore di balene. Jack era un gran marinaio nato e vissuto sul mare blu.
Dritto verso la Baia di Baffin a novanta nodi all'ora la balena filava veloce spruzzando acqua come una fontana. "Caro Jack" disse lui tra s "fa' qualcosa o qui dentro tu muori." Poi per la coda il gran mostro afferr, rivoltandolo dentro fuori.
Jack era un gran marinaio...
Ma non questo Jack, grid, rauca, una voce d'ubriaco. Non  un marinaio, il nostro Capitano Fifone.
No, non lo .
Al massimo  buono come esca. Appendiamolo per i piedi nel porto e diamolo da mangiare all'orca.
Giusto, ragazzi. Non stiamo a tagliar code.
Forza, io ci sto.
Anche l'inferno rende, carissimi.
Sfottiamolo ancora un po'. Ehi, Campbell.
Ma che stanno dicendo? domand Campbell, fuori di s.
"Non stiamo a tagliar code" significa: non stiamo a perdere tempo, spieg Rachel. Un altro ha detto che era d'accordo. "Anche l'inferno rende" significa pressappoco: qualche volta bisogna fare anche qualcosa di male. Poi...
Bussavano alla porta. Campbell corse ad aprire. Sulla soglia c'erano Robichaud e Chapman. Possiamo parlare un momento? domand il francese.
Sentiamo, disse Campbell.
Parl Chapman. Lo sa che il mio amico Klune  morto, oggi, per colpa di quell'orca?
Ho sentito, rispose in tono duro Campbell. Io vi avevo avvertiti di non uscire in mare.
Ah s, eh? Se in mare ci fosse uscito lei...
Ho detto che me ne sarei ben guardato. Bisogna essere pazzi per andare a stuzzicare quel pachiderma. Lei, Chapman, ha potuto constatarlo a sue spese.
Il Capitano Sotutto, vero? Quell'orca  destinata a lei, Campbell. E lei all'orca. Le dia la caccia, altrimenti...
Altrimenti, cosa?
Potrei rispondergliene diverse, di cose, disse Chapman, con un'occhiata maligna.
Fuori, la folla rumoreggiava.
Lei  pi pazzo di quella maledetta bestia! grid Campbell, cercando di astenersi dall'afferrare la maniglia della porta.
Robichaud si affrett a interloquire: Chapman le sta soltanto facendo notare quello che potrebbe succedere. Sono in molti ad avere perso le staffe, qui.
Robichaud, prender da me le mie decisioni, dichiar Jack, con fermezza.
Cerchiamo d'aiutarla a prendere quella giusta, replic il francese. Chapman e io non vorremmo che le succedesse qualcosa di male... o che succedesse ai suoi, qui. Assunse un tono confidenziale, come se non volesse farsi sentire da quelli dell'esterno. Questa gente... s, ecco,  convinta che lei abbia portato sfortuna alla citt. Tutti temono che, se lei rimane, l'orca non se ne andr di qui. Credono, come il suo amico Umilak, che quell'animale abbia poteri magici. Non c' limite, praticamente, alle folle di cui costoro sarebbero capaci. Ha ricevuto una telefonata da una donna, stasera? Era sicuramente la vedova di Klune.  disperata, vorrebbe uccidere chi ha causato la morte del marito. E non basta, ci sono altri che...
E allora? lo sollecit con impazienza Campbell.
Forse lei non teme per se stesso.
Si spieghi meglio.
Mi stia a sentire! Ora Robichaud parlava in tono allarmato. Cerco soltanto di essere realistico. Non intendo minacciare nessuno, io. Questa gente! Non c' nessuno che la tenga a freno. Capisce? Il sindaco e il poliziotto locale sono dalla parte dei pescatori, non le daranno nessun aiuto-. E non le riuscir di mettersi in contatto con la polizia canadese, glielo garantisco io! Questa gente potrebbe... diglielo, Chapman.
Be', ho sentito dire che Campbell potrebbe essere mandato alla deriva su una barchetta senza remi, disse l'altro.
Si provino!
Una pietra venne a colpire il muro esterno, vicino al punto dove si trovava Campbell.
Chapman non fa che ripetere quello che ha sentito, disse Robichaud. Vogliamo aiutarla, non lo capisce?
Certo. Ma noi non ci muoveremo di qui. Lo dica pure, ai suoi amici. Sfidava con gli occhi il folto gruppo di persone ferme l fuori nella semi-oscurit.
Forse non teme per s, ma ha pensato agli altri? Le sue donne...
Loro che c'entrano? scatt subito Campbell.
Diglielo, Floyd.
Ho sentito dire che sua sorella dovrebbe rompersi anche l'altra gamba, cos non sarebbe sbilanciata.
Ah, no, questo  troppo! La maniglia della porta si ruppe in mano a Campbell.
Jack, No! Non andare l fuori, si mise a urlare Annie. Sostenuta da Rachel, saltell sulla gamba sana fino all'altra estremit del soggiorno. Paul! Perch te ne stai seduto l? Resta vicino a Jack!
Paul si alz, venne avanti con evidente riluttanza, and a fermarsi sulla soglia, accanto a Campbell.
Arriva un altro pollo! grid qualcuno dall'esterno. Coccodeee!
Paul, torniamo dentro, disse Campbell, improvvisamente stanco. Ne ho abbastanza di questa solfa.
Per me, figurati, acconsent Paul, con sollievo.
Allora, rifiuta? domand in tono brusco Robichaud.
S.
Io me ne lavo le mani.
Se le lavi, s, che ne hanno bisogno.
La vedremo, borbott Robichaud, accigliandosi e ritornando verso gli altri, seguito da Chapman.
Campbell fiss il gruppo che aveva di fronte. Erano una ventina di persone, all'incirca, tra cui alcune donne, ferme nella mezza luce che arrivava dalla casa. Si era trovato in uno sciopero, una volta, quando lavorava in un'acciaieria di Birmingham, e quei pescatori gli ricordavano gli scioperanti: uniti, convinti della giustizia della loro causa e della validit delle loro richieste, rabbiosi, capaci di violenza, pronti alla lotta. Poteva comprendere quello che provavano. Il suo tono era conciliante quando disse,
a voce ben chiara: Perch non ve ne andate a casa, ora, e ci lasciate in pace? Per questa sera abbiamo gi sopportato abbastanza. E anche voi.
Non ce ne andremo finch non avremo ottenuto quello che vogliamo, grid una voce.
Devi uscire in mare! grid qualcun altro.
Nessuno doveva azzardarsi a sfidare quell'orca, disse Campbell. N io, n alcuno di voi. Abbiate un po' di pazienza. Se ne andr.
No, non se ne andr! strill una donna, con voce da isterica. Quella bestia rester qui finch non avr avuto quello che cerca: te! Ammazzala o fatti ammazzare, ma vattene di qui.  volont del Signore che tu debba affrontarla: e che Dio abbia misericordia della tua anima dannata!
Il brontolo rabbioso della folla sal fino a diventare un rombo minaccioso. Urlavano e si agitavano. Pezzi di legno venivano battuti su vecchi recipienti di metallo, in un ritmo ossessivo. Pietre venivano lanciate contro la casa.
Andatevene! url Campbell.
Una bottiglia venne scaraventata contro il muro e s'infranse. Un'altra cade proprio ai piedi di Campbell, finendo in pezzi.
"Possibile che sia questa la mia fine?" si domand lui. "Non posso permettere che ammazzino mia sorella o la mia donna. Debbo usarlo, il fucile? Ma io non voglio ammazzare nessuno."
Ti distruggeremo!
La pesante carabina era l a portata di mano. Forse, se si fosse limitato a sparare un colpo a scopo intimidatorio... No, quella gente era pazza di paura, ormai. Volevano sangue: il suo, quello dell'orca, non importava di chi. Lo avrebbero costretto a battersi, infischiandosene di sapere chi avrebbe vinto. Fermarli sarebbe stato impossibile, perfino a colpi di fucile. Sarebbe forse riuscito a colpirne alcuni, ma non sarebbe bastato a fermare quella turba inferocita e isterica. E se anche fosse riuscito a salvare la
pelle, probabilmente avrebbe passato il resto della sua vita in galera. Andate a casa, gente. Andate a casa, per favore! prov a supplicarli.
Chiudi quella porta, Campbell! ansim Paul.
Ci assaliranno.
Be', allora tiragli qualche fucilata, maledizione... o io me la squaglio.
S, eh? C'era da immaginarselo.
Un sasso colp il muro poco al di sopra della testa di Campbell. Un secondo raggiunse Campbell allo zigomo, facendolo barcollare.
Vigliacco, vigliacco, vigliacco, prese a cantare in coro la folla, battendo a tempo sugli improvvisati tamburi.
Annie, vieni? chiam Paul.
No che non vengo, carogna che sei, url Annie.
Rachel grid: Jack, per amor di Dio, non toccare quel fucile.
Sta' tranquilla!
Una pietra sfond una finestra. Paul Sutro varc la soglia e prese a incamminarsi lentamente, a passi fermi, verso la turba vociante. Ehi, gente! chiamava. Calma! Lasciatemi passare!
Paul, ma sei impazzito?. gli grid dietro Campbell.
Torna indietro!
Non andare, Paul, supplic Annie. Ti faranno a pezzi!
Ma Sutro avanzava, allargando le mani. Calma, su, ripeteva con fare conciliante, come cercando di calmare una muta di cani ringhiosi. Ecco, permesso! La folla si divise. Bravi, cos. Io non c'entro niente con quell'orca. Sono venuto solo cos, per fare un viaggetto. Buoni. Cos. Ecco, lasciatemi solo passare. Permesso...
Quasi in salvo, Paul si volt per mandare un saluto trionfante, agitando il braccio.
Improvvisamente, il clamore ricominci.
Aspettate! cominci a urlare Sutro.
Campbell vide il primo colpo. Il coperchio di un bidone della spazzatura atterr in pieno sulla testa di Paul. Bastoni presero a percuoterlo senza misericordia. Sassi lo centrarono in pieno, lanciati con forza. Si prese una ginocchiata nel ventre. Con un gemito, Paul fin a terra, dove rimase, piagnucolante, sotto una gragnuola di nuovi colpi.
Questo  un'esempio di quanto le succeder, Campbell! grid Chapman. All'alba saremo qui di nuovo. Capito?
Paul, inebetito e sanguinante, venne trasportato in casa.
Telefoner alla polizia di St. John's, disse Campbell. Sollev il ricevitore. Niente da fare.  isolato.
E ora che cosa facciamo? domand Annie, con voce tremula.
Sfolliamo di qui. Rachel, dov' la Land Rover?
Lei lo guard, mortificata. L'ho restituita, disse, in tono di scusa. Pensavo di non averne pi bisogno, visto che avevo smesso di registrare.
Prenderemo il camioncino. La signora Hendry potr ritrovarlo a St. John's.
 quasi senza benzina, avvis debolmente Paul.
E la nostra barca? domand Annie.
Manderemo a prenderla oppure la venderemo, quando le acque si saranno un po' calmate. Rachel, tu vieni con noi.
Devo fare un salto a ritirare la mia roba.
Va bene, disse Campbell. Anch'io far un salto fino alla barca, per prendere alcune cose. Ascolta, Paul, te la senti di guidare?
Paul assent, senza parlare. Era tutto coperto di ecchimosi e di tagli, e aveva la faccia gonfia; ma, miracolosamente, nessuna di quelle ferite era grave.
Bene, disse Campbell. Lascerai me al cantiere, poi Rachel all'ostello dove alloggia. Vai a far benzina e ripassa a prenderci Rachel. Io torner a piedi. Stasera andremo in camioncino fino a St. John's e domani lasceremo Terranova in aereo.
Vi prego, non lasciatemi sola in questa casa, supplic Annie. Vado anch'io con Paul, sul camioncino. Non voglio aspettarvi qui da sola.
Tesoro,  meglio che tu resti qui, sai? Non c' scopo di stancare quella povera gamba finch non  indispensabile. Dovrai gi affrontare una notte di viaggio.
Oh, ti prego! Ho paura.
Di che cosa? Quelli del posto non ci daranno pi fastidio, per ora. Campbell and a guardare dalla finestra. Se ne sono andati. Io star via soltanto pochi minuti.
Non  per la gente, confess Annie. Fissava l'assito del pavimento, come se potesse vedere, attraverso il legno, la marea che si alzava contro le palafitte. Forse dar i numeri, ma perfino qui in casa ho paura di quell'orca.
L'orca non pu farti niente, piccola, disse il fratello, in tono rassicurante.
Ne sei sicuro?
Sicurissimo.
Va bene, ma fa' presto, Jack. Non mi sento molto coraggiosa.
Paul si ferm al distributore. Pennoncelli di plastica sbattevano nel vento. L'inserviente, che aveva appena finito di riempire il serbatoio di un'altra macchina, si avvicin lemme lemme.
Il pieno, disse Paul.
Niente benzina, amico.
No? Paul guard l'altra macchina mettersi in moto e partire. E quella con che cosa va? Con l'acqua di mare?
Non ce n', ripet senza scomporsi il benzinaio. Quel poco che c'era nella pompa se l' preso l'altra macchina.
Non ce ne sono rimasti neppure pochi litri? Possibile? domand Paul.
Per lei... nemmeno una goccia.
Ah, ho capito. A Paul venne in mente di telefonare lui stesso alla polizia di St. John's. Dove c' un telefono? s'inform.
Il telefono non funziona, disse l'altro. Non trover un solo telefono pubblico che funzioni, stasera, perci  inutile che perda tempo a cercarlo.
Capisco, disse lentamente Paul.
E, se fossi in voialtri, non cercherei di andarmene di qui, nemmeno avendo un po' di benzina nel serbatoio. Swain ha chiuso la strada per via del vento. Cascano gli alberi. La strada  sorvegliata, c' il blocco, non si pu passare.
Perch non ci mettete addirittura in prigione? scatt Paul.
L'inserviente sorrise, ironico. Le prigioni non galleggiano.
Il Bumpo strappava gli ormeggi, con la marea eccezionalmente alta causata dal vento e dal mare grosso. Sembrava strano vederla galleggiare di nuovo dopo... quanto tempo? Campbell era sinceramente stupito. Due giorni! Tutto quanto era successo in due giorni appena?
L'imbarcazione sembrava in perfetta forma. Di quella gente si poteva dire quel che si voleva, ma di barche se ne intendevano. Campbell misur il ponte in su e in gi, domandandosi se quella sarebbe stata l'ultima volta che vedeva il vecchio peschereccio. Sapeva che cosa avrebbe fatto lui se fosse stato nei panni di quella gente, una volta partito il "Capitano Fifone" e nel caso che l'orca avesse continuato ad aggirarsi in porto: avrebbe portato il Bumpo al largo e l'avrebbe affondata, in piena vista dell'orca.
Prese alcune cosette dalla sua cabina: una torcia elettrica, una fiaschetta d'argento che era appartenuta a suo padre e, dopo avere
esitato un po', il modellino di plastica dell'orca. Un tempo aveva sperato che gli portasse fortuna, ma le cose non erano andate nel modo migliore... Bene, per ora bisognava pensare a tirarsi fuori da quella situazione impossibile.
Stava camminando nel buio su per la salita battuta dal vento, quando ud il verso. Per un breve istante, credette che fosse stato un gufo a lanciarlo. Poi, si mise a correre.
Jack! Il grido di Annie gli arriv prim'ancora d'essere entrato in casa. Aiuto!
Fece i gradini in un balzo e irruppe nell'anticamera, afferrando il fucile che stava dietro la porta d'entrata. C'era un nuovo suono, ora: una serie di colpi inesorabili. La casa tremava.
Jaaack!
Come lui entr nel soggiorno, tutto parve disintegrarsi. Le finestre andarono in frantumi, nello stucco delle pareti si aprirono crepe paurose, il vasellame fin sul pavimento, il lampadario si stacc e croll a terra proprio davanti a lui. Le luci si spensero.
Jack! Sono qui!
Campbell accese la torcia elettrica e proiett il raggio tutt'attorno alla stanza. Annie era supina sul pavimento, tentava di strisciare, trascinando la gamba ingessata e conficcando le dita nell'assito. Dietro di lei, il divano cominci a slittare verso la parete in fondo, mentre l'intera stanza s'inclinava in modo pauroso. Qualcosa stava demolendo le palafitte che sostenevano la casa! Campbell sentiva il legno scricchiolare e spezzarsi.
Tieniti forte! url, barcollando in avanti e lasciando cadere il fucile. La parete improvvisamente scomparve, e il divano svan nella schiuma delle onde. Campbell sent il portico posteriore crollare. Il pavimento si alz bruscamente dal lato suo, abbassandosi nel punto dove stava Annie. L'acqua penetrava ribollendo nella stanza.
Non posso muovermi! si lamentava Annie, incapace di arrestarsi mentre slittava inesorabilmente verso il mare.
Lui brancolava come poteva gi per le tavole inclinate e scivolose.
Jack!
Gli sembr di scorgere, alle spalle di lei, l'orrore: rossi occhi porcini, striature bianche sul nero, mascelle the si spalancavano come la bocca di una caldaia a vapore. Gett disperatamente attorno il fascio di luce e vide la rete che pendeva a mo' di decorazione su una delle pareti. L'afferr e la lanci.
Afferrala, Annie! Afferrala!
L'ho presa!
Tieniti forte. Io tiro.
Presto!
Lott con il peso di lei, aumentato dall'inclinazione della stanza. Tir, lasciando cadere la lampadina tascabile, che continu a splendere sul pavimento, trattenuta dalla rete. Alla fine, riusc a trarre sua sorella in salvo.
Raggi di luce di torce elettriche si movevano frettolosamente nel retro della casa. Annie giaceva priva di sensi sul tavolo di cucina. Una voce, quella della signora Pollack, gridava: Ci vuole un laccio, presto! Prendete un panno di cucina. Morir dissanguata. L! Chiamate l'ospedale. L'ambulanza... Ma com' successo? Che sia caduta una delle travi? Quei segni sulla gamba! Denti! Per forza, sono stati dei denti a lasciarli!
La gamba ingessata era stata spappolata al di l di qualsiasi rimedio. Campbell ne aveva il sospetto, mentre si scostava, girando le spalle. Caricarono Annie sull'ambulanza, poi Campbell ritorn in quello che rimaneva del soggiorno. Hai vinto! url, nella notte. Adesso vengo. Vengo a cercarti. Eccomi, lurido demonio, eccomi!
...
.
...
Capitolo 21.
...
.
...
Appoggiata ai cuscini nel suo letto d'ospedale, Annie appariva debole ma decisa. C'era un vuoto, dove avrebbe dovuto esserci la gamba. Il dottore aveva detto che, se non gliel'avessero amputata, sarebbe morta. L'infermiera cercava di nascondere il vuoto con un cuscino per dar tempo alla psiche di Annie di adattarsi, ma la ragazza rifiutava quell'artificio.
A Jack, disse: Non voglio che resti a ciondolare qui intorno per causa mia. Voglio che tu vada: insisto!  una cosa che devi fare, non c' altro da dire, mi sembra.
Jack si rendeva conto d'avere avuto torto di pensare che Annie l'avrebbe scoraggiato. La spedizione l'avrebbe intrapresa, qualsiasi cosa lei avesse detto, e questo lo sapevano entrambi; ma era preparato all'idea di aspettare alcuni giorni, se Annie lo avesse pregato di restare. Invece, sembrava ansiosa quanto lui che l'impresa venisse affrontata e conclusa. Ci nonostante, lui si sent in dovere di domandarle: Sei sicura di non avere bisogno di niente, piccola?
Di te.  solo di te che mi preoccupo. Torna indietro sano e salvo, capito? Io star benissimo. Le infermiere avranno cura di me e poi c' qui anche la signora Pollack. Annie sorrise debolmente alla donna seduta dall'altra parte della stanza.
 come una madre.
Non dimenticare me, disse Paul, sorridendo con fare un po' incerto. Sar qui anch'io. Evitava lo sguardo penetrante di Jack.
Subito Annie lo invest: Paul, se mi fai questa vigliaccata, non ti rivolger mai pi la parola. Parlo sul serio. Io voglio che tu vada con Jack. Lui ha bisogno di te, io no. Soffoc un singhiozzo.
Il problema era trovare un equipaggio. Da soli, lui e Paul non potevano farcela, e quelli del paese erano diventati improvvisamente indaffaratissimi. Pi tardi, quello stesso giorno, Rachel sal a bordo del Bumpo, con Umilak a rimorchio.
Sono andata all'ospedale a trovare Annie, disse, ma dormiva. Oh, Jack, che cosa terribile. Povera Annie! E poi perdere la gamba al di sopra del ginocchio rende pi difficile l'uso di un arto artificiale. Rachel fiss duramente Paul con i suoi occhi azzurri e penetranti. Lei rester con Jack?
Certo che rester. Fino alla fine, mormor Paul. Si vedeva benissimo che il pensiero di quel viaggio lo atterriva.
Cos'altro occorre? domand Rachel, preoccupata, rivolgendosi di nuovo a Campbell.
Un equipaggio, disse lui. Ho offerto buone paghe, ma nessuno ha accettato, finora. Non vogliono impegolarsi con l'orca, hanno paura.
Jack, disse subito Rachel, Umilak e io abbiamo da farti una proposta. Io sono certa di potermi accollare tutto quello che Annie faceva a bordo, e Umilak  un marinaio esperto quanto il povero Gus. Se venissimo con te, avresti gli stessi elementi che avevi prima.
Escluso nel modo pi assoluto, replic Campbell.
Perch? Altra gente non ne troverai:  inutile che illudi te stesso. Qualunque somma tu sia disposto a offrire, nessuno intende misurarsi con quell'orca. Se vuoi catturarla, e so che lo vuoi, devi lasciarci venire con te.
No! Non intendo lasciare che anche tu rischi la vita!
Non ce ne sar bisogno... se stai a sentire quello che ho da dirti. La tua idea  di prendere coraggiosamente il mare, come un eroe senza macchia e senza paura, e andare ad ammazzare il drago. Vero? Bene, posso domandarti in che modo?
Sparandogli, rispose lui.  il modo migliore per uccidere, quello. Presto o tardi, si mostrer. Deve farlo. Ho
una potente carabina e sono abile nel maneggiarla. Inoltre porto con me della dinamite, in caso mi riesca di avvicinarmi abbastanza per usarla.
Capisco. E quando l'orca ti speroner sott'acqua, che cosa succeder?
Terr quel demonio lontano dalla mia nave, servendomi di cariche di profondit-
Cariche di profondit? ripet lei, meravigliata.
Non sono proprio cariche di profondit: sono candelotti a mano. Swain ne ha scovato una cassa, facevano parte di non so che armamento per la difesa civile. Non sono abbastanza potenti da poter ferire seriamente l'orca, se non centrandola in pieno, ma se non altro dovrebbero tenerla a distanza. Il mio piano  di tirare una di quelle granate ogni volta che mi verr troppo vicina.
Capisco. Potrebbe anche funzionare, durante il giorno, quando puoi vedere la pinna, ma di notte come farai?
Dovremo trovare un ancoraggio sicuro.
E se non lo trovi?
Andiamo, Rachel, scatt lui, non ho ancora avuto il tempo di pensare a tutti questi particolari, finora.
Ti prego, Jack, ascolta la mia proposta. N Umilak n io vogliamo che quell'orca venga distrutta: ammesso che tu possa riuscire nel tuo intento. Per Umilak e per la sua gente, sarebbe di cattivo augurio. Loro, lo sai, credono che Pinnarotta porti fortuna. Rachel guard l'indiano, che assent, cupo e accigliato. Quanto a me, sai gi come la penso a proposito di uccidere un animale. Sarebbe un gesto insensato... Campbell stava per dire qualcosa, ma lei alz una mano. Tesoro mio, lo so che hai tutte le ragioni per desiderare di uccidere quell'orca, dopo tutto quello che ha fatto, ma a che cosa servirebbe? Non risanerebbe Annie, n servirebbe a riportare in vita Gus.
Questo no, lo so anch'io. Ma...
 soltanto un animale, Jack. Se vuoi dimostrare d'essere superiore a lui, perch non lo fai mostrandoti umano? Potresti salvare l'orca, il villaggio e te stesso.
Che cos'hai in mente, di preciso?
 semplice. Ci metteremo in mare ma non faremo niente per provocare l'orca. Possiamo usare il mio idrofono, per seguirne le tracce. Se ci attacca, sono d'accordo anch'io che dobbiamo difenderci, ma nient'altro. Lasceremo che l'orca ci segua. Potrebbe essere abbastanza curiosa da farlo, proprio per scoprire che cosa abbiamo in mente. La condurremo ben lontano da qui. Umilak sa di un'insenatura deserta lungo la sponda settentrionale dell'isola. Abbandoneremo la barca. Se l'orca vorr distruggerla, dovrai lasciarglielo fare. Se non lo far, la barca sar tua e l'animale si sar allontanato per sempre. In un caso o nell'altro, South Harbour sar salvo. Il Bumpo  una vecchia barca, non ha poi questo gran valore. Se anche tu la perdessi, in cambio avrai qualcos'altro, qualcosa che a lungo andare potrebbe esserti molto pi utile.
Che cosa? domand lui, in tono sospettoso.
Me, rispose lei, molto seria.
Campbell pens al proprio irragionevole odio per l'orca. E se dico di no?
Bene... potresti perdere tutto.
Lui rimaneva in silenzio.
In ogni caso, non potresti mai dirmi di no, disse lei, con un timido sorriso. In primo luogo, dove troveresti un equipaggio? Punto secondo, hai bisogno del mio idrofono per localizzare l'orca quand' buio. E infine, io non te lo lascerei dire.
South Harbour era cambiata ancora una volta nei confronti di Jack Campbell, dato che lui stava per prendere il mare e liberarli dell'orca... o viceversa. I ragazzetti lo seguivano dappertutto, per la strada la gente gli sorrideva; il lungo, smilzo Chapman lo
trascin quasi di forza al bar, per offrirgli una birra. Il cantiere di Robichaud riforn la barca di provviste e di combustibile senza volere un soldo, come dono da parte dell'intera comunit. Altro combustibile di scorta era stato immagazzinato nella stiva del Bumpo.
Quei regali non erano esattamente frutto di generosit, come Campbell comprese, quel pomeriggio, durante una conversazione con il sindaco Smith. Perch quelle taniche di scorta? domand.
Be', nel caso che il viaggio vi porti molto distante.
Come si spera.
Smith ignor la frecciata. A proposito, lei fa notizia, lo sa? Cronisti dei giornali e della TV arriveranno in elicottero, all'alba, per vederla partire.  naturale, del resto: un uomo contro un'orca marina, l'argomento  di quelli che piacciono. Piacerebbe ancora di pi se l'orca avesse la meglio. Smith sorrise. Ma non accadr, ne sono sicuro. Se ho ben capito, il nuovo piano  di condurre quella bestia lontano da qui senza farle del male, se possibile.
Precisamente, disse Campbell, abbassando lo sguardo.
Questo  anche meglio, specie sotto il profilo pubblicitario. Ci fa apparire tutti buoni... voglio dire, ecologicamente consapevoli... tanto pi se si tiene conto di tutto quello che  accaduto. E ci dimostriamo veri cristiani; pratichiamo il perdono, come ha ordinato Ges. Bellissimo. La cosa far enorme scalpore.
Me lo auguro.
Perdoner se ne parlo, ma la sua spedizione metter South Harbour sulla mappa, com' giusto che sia. Avremo finalmente dei turisti, ora: sentiranno parlare di noi come del paese aggredito da un'orca marina, e lei sar il cavaliere dall'armatura splendente venuto in nostro soccorso. Chiss che il consiglio comunale non decida di erigerle un monumento nella piazza. Smith
rise e batt leggermente sulla spalla di Campbell. Collaborer con la stampa, vero?
Certo, disse Jack.
E dir anche che l'approvvigionamento del Bumpo  stato un dono gratuito, come dite voialtri americani?
Lo dir, non dubiti.
Senta, Campbell, nessuno vuole che le capiti qualcosa di male, perci non corra rischi inutili. Intesi?
Vedr. Ma se dovesse accadermi qualcosa, mi d la sua parola che aiuter Annie a ritornare negli Stati Uniti? Non parlo in senso finanziario, intendiamoci. Denaro ne avr, mia sorella.
Smith rispose serio serio, senza traccia di ipocrisia. Glielo prometto, Capitano. Faccia buon viaggio. No, questo  prematuro. Verr a salutarla, alla partenza.
Quella sera, Campbell and a salutare Annie, in ospedale. La sorella aveva un aspetto orribile. Cerchi neri le segnavano gli occhi e la sua mano si protendeva di continuo a toccare l'arto mancante.
Lo sai quello che voglio, vero? disse lei in un bisbiglio, sebbene fossero soli.
Lo so.
Glielo aveva gi detto diverse volte, ma volle ripeterglielo ancora: Soprattutto, voglio che tu ritorni sano e salvo. Perci, ti prego, sii prudente.
Puoi contarci, assicur lui.
Forse sar il sangue scozzese, Jack, ma voglio vendetta. Non m'importa un corno che sia un cetaceo, un animale intelligente, una specie in estinzione e via discorrendo. Ho bisogno di sapere che quell'orribile mostro  morto. Vivo per questo, io.
Andiamo. Vivrai per ben altro. C' Paul...
Credi che Paul voglia una donna con una gamba sola? No, caro. Alla prima occasione, se la svigner. Vedrai se non sar cos.
Ma non me ne importa. Voglio soltanto che quell'orca venga eliminata una volta per tutte e, pi soffrir, tanto meglio. Maledetta...
Apparve una suora, che osserv ansiosamente la faccia grigia di Annie.  l'ora del calmante, cara. A Campbell, disse:  ancora in stato di choc. Meglio lasciarla dormire.
Certo, disse lui. Arrivederci, Annie. Si chin a baciarla sulla fronte.
Annie si mise in bocca la pillola e la mand gi con un sorso d'acqua. Arrivederci. Non dimenticherai quello che ti ho detto vero, Jack?
No, sta' tranquilla.
Campbell quasi non chiuse occhio, sebbene Rachel dormisse tranquilla, stretta contro di lui. Si sentiva Paul russare nella cabina di sotto. Umilak sarebbe arrivato di buonora e poi...
Campbell aveva un piano, pur sapendo che potevano accadere tante cose per costringerlo a cambiarlo. Condurre l'orca lontano, questo s. Ma una volta arrivati a una spiaggia sicura e abbastanza lontana, avrebbe costretto Rachel e Umilak a sbarcare... a costo di minacciarli con la carabina, se necessario. Poi, avrebbe ucciso l'orca. Come, ancora non lo sapeva: giocando d'astuzia, speronandola, sparandole, arpionandola con il cannoncino di Novak, colpendola sulla testa con le granate a mano, strangolandola in una rete... ma, in un modo o nell'altro, l'orca doveva morire.
Agitando il braccio e lanciando esclamazioni di saluto, un migliaio di persone aspettava sul molo di vedere salpare. In alto, un elicottero della stampa ronzava come una gigantesca libellula.
Dal ponte, Campbell guardava la folla. Umilak era salito a bordo ed era sceso sottocoperta, per sistemare le sue cose nella cabina di prora. Ma Paul dov'era? Doveva essere sceso a terra verso l'alba quando finalmente Jack, sia pure di un sonno agitato, era riuscito ad addormentarsi un po'. Campbell aveva fatto
una rapida perlustrazione nella cabina del giovane. Gli era sembrato che alcune cose di Paul mancassero.
Quelli della stampa stavano avanzando lungo la banchina, guidati da Smith. Permesso di salire a bordo? chiese giovialmente Smith, con le lenti che balenavano nel sole.
Vi dispiace se parlo da qui? replic Campbell.
Non possiamo salire? grid uno dei cronisti.
Stiamo per salpare l'ancora.
Una giornalista grid: Scusi, Capitano, pu dirci qualcosa sulla caccia a quell'orca gigantesca?
Ci prepariamo a inseguirla.
E spera di condurla lontano da qui?
Faremo il possibile, disse lui, appoggiandosi contro la timoniera.
Suo cognato  con lei?
Non ho un cognato.
Il fidanzato di sua sorella, allora.
Non sono fidanzati. Jack si rivolse a Smith: Per caso, ha visto Paul? Ma il sindaco scosse la testa.
Com' cominciata, questa lotta senza quartiere tra lei e l'orca? ... Le balene sono un simbolo, per lei? ... Pensa anche lei che questi cetacei andrebbero protetti da un accordo internazionale? ...  amareggiato perch sua sorella ha perso una gamba? ...  convinto che sia stata l'orca a uccidere il suo amico Gus Novak? ... Perch vuole salvare South Harbour? ...  questa l'orca marina pi feroce che abbia mai incontrato? ... Perch la chiamano Pinna-rotta? ...  vero che l'orca ha salvato un uomo? ... Lei e la signorina Bedford hanno in progetto di sposarsi? ... Potrebbe posare per una fotografia? ... Non ce l'ha un berretto da comandante? ... Non sta correndo un rischio terribile? ... La spaventa l'idea? ... E la signorina Bedford non  terrorizzata? ... L'indiano  veramente un
capo-trib? ...  coperto da un'assicurazione? ...  vero che l'orca ha ucciso uno squalo? ... All'inizio, era deciso a catturare un grande squalo bianco? ... Quali speranze ha di riuscire? ... Che cosa far, se dovesse fallire nell'impresa? ... Ha fatto testamento? ...
Non lasciavano tempo per le risposte: non che Campbell fosse disposto a darne, del resto. Sentiva qualcuno parlare nel microfono di un registratore: Nonostante ogni tentativo di dissuasione, il Capitano Jack Campbell e la sua fidanzata, insieme con il signor Paul Sutro, di Miami, e un caratteristico capo indiano, Umilak, si preparano a prendere il mare, alla ricerca di un'orca dal meraviglioso nome di Pinnarotta, che ha devastato questo villaggio dell'Isola di Terranova. La gente del posto  venuta ad augurare successo alla spedizione. Circa duemila persone sono presenti, e agitano bandiere e cartelli per dimostrare la loro gratitudine. Ho al mio fianco il sindaco di South Harbour, Robert Smith. Il sindaco Smith ha qualcosa da dirci.
Smith parl: Campbell  un uomo di prim'ordine. Se c' uno che pu catturare quell'orca,  lui. Siamo sicuri che avr successo. Certo, la decisione  stata sua. Noi lo abbiamo esortato a desistere, perch quell'orca  pericolosa, ma lui rifiuta. Tutto quello che possiamo fare, ormai,  di sperare che Campbell e i suoi compagni riescano a salvarsi.
Swain, che si era fatto largo attraverso la calca, and a battere sul braccio di Smith. I due si appartarono e parlottarono brevemente tra loro, poi salirono a bordo del Bumpo. Un po' confuso, Smith annunci: Abbiamo trovato il suo amico Paul.
Dov'? domand subito Campbell.
In viaggio verso St. John's. Ha preso l'autobus stamattina alle sei.
Oh, no! Cos se l' filata, quella carogna. Poi Campbell aggiunse, quasi in tono d'accusa: Credevo che voialtri foste ben decisi a farci partire per mare.
Swain sembrava in imbarazzo.  cos. Qualcuno dev'essersi distratto, nel caso di Sutro.
Bene, ora come si fa? domand Smith.
Dovete trovarmi qualcuno, rispose Campbell. Non siamo in numero sufficiente per fare i turni di guardia. Ho gi cercato in lungo e in largo, inutilmente. Non c' proprio nessun candidato?
Smith si gir verso Swain e form, con le labbra, un nome di tre sillabe. Il poliziotto sorrise fuggevolmente e assent.
Un quarto d'ora pi tardi, Swain accompagn Robichaud nell'ufficio di Smith. Buongiorno, Pierre. Che piacere vederti! disse il sindaco, con esagerata cordialit. Hai sentito di quel giovanotto americano?
S, rispose Robichaud, guardingo. Ha deciso di provare i piaceri di St. John's. Non posso dargli torto.
Ma cos perder la spedizione! Non  un vero peccato? Quel ragazzo  un idiota, ecco la verit. Io non ci penserei un momento a unirmi a Campbell, se fossi un buon marinaio. Non perderei quell'occasione per nessuna ragione al mondo. E tu, Al?
Ah, nemmeno io, assicur Swain.
Solo che neanche Al  un buon marinaio, purtroppo. Inoltre, la nostra presenza qui  necessaria.
Certo che la cosa  interessante, osserv con fare indifferente Robichaud. Da parte mia, per, non ci terrei ad andare.
Davvero? Incredibile! Hai sentito, Al? Sicuramente il nostro amico non  al corrente di tutti i vantaggi che tale spedizione potrebbe procurargli. Pierre, rifletti a quello che vorrebbe dire per il tuo cantiere la tua fama di cacciatore intrepido e di salvatore di South Harbour; gli affari andrebbero alle stelle. E pensa invece come sarebbe disastroso per gli affari se circolasse la voce che sei un codardo, che hai lasciato nelle peste il nostro eroe Campbell dopo avere promesso di prendere il posto di Sutro a bordo...
Ma veramente, interruppe Robichaud, io non... Proprio non riesco a immaginare come sia nato un cos malaugurato equivoco. Anch'io ho delle responsabilit qui, come voi. Il mio cantiere.
Come stavo dicendo, continu Smith, pensa a quanto sarebbe umiliante che la storia della tua debolezza e del tuo tradimento facesse il giro di tutta l'isola, si risapesse in tutto il Canada, venisse commentata in tutto il mondo! Capirai, la gente lascerebbe affondare le imbarcazioni, piuttosto che venire da te!
Robichaud si era fatto pallido. Non vorrete perpetrare simili infamie contro il mio nome, vero? Ritrov la sua aria impassibile. S'intende che potrebbero trapelare anche altre voci. Per esempio, come l'intero villaggio sia stato quasi sobillato a usare la brutalit contro il suo eroe locale. Chiss che impressione farebbe, se la stampa scoprisse chi era la mente direttiva dietro quella manifestazione di folla, e come durante la rivolta il sindaco e il poliziotto locale fossero diventati momentaneamente ciechi, sordi e muti...
Smith stava studiando Robichaud, e nei suoi occhi c'era un luccichio sinistro. Poi, con voce tagliente replic: Sarebbe spiacevole, certo. Ma siccome il mondo ha gi sentito parlare della generosit che abbiamo mostrato nel rifornire Campbell, per il suo viaggio, e tutti avranno gi visto, per televisione, che l'americano e io siamo in termini della massima cordialit, non credo di dovermi preoccupare eccessivamente. E tu, Al?
No, per niente, rispose Swain. La verit si sapr attraverso la TV e i giornali.
Robichaud a questo punto esplose. Luridi porci che siete! Ma non mi prester al vostro gioco. Aveva levato i pugni, ma Swain mosse un passo verso di lui e il francese allora lasci ricadere le braccia lungo i fianchi, aprendo e serrando nervosamente le dita.
Smith riprese a parlare a denti stretti. Piantiamola l, razza di viscido verme. Ne ho abbastanza di questa commedia! Andrai
con Campbell se ci tieni alla tua fama di gallo che vai sbandierando per tutto il paese. Credi che non lo sappia che te l'intendi con mia moglie? Davvero t'illudevi che avrei sopportato in eterno? E ne so anche tante altre, di cose. Quanto credi che sarebbero larghi di manica molti altri del paese, se sapessero che sei stato il ganzo delle loro mogli? Sono tipi piuttosto violenti, quelli. So tutto di te, Pierre... Smith si era rimesso a sedere, e la collera quasi gli sbolliva nel vedere in che stato le sue parole avessero ridotto Robichaud. Nel complesso, le cose erano andate piuttosto bene.
Robichaud aveva l'aria di chi ha appena ricevuto un colpo basso. Non avreste il coraggio di...
Di dirlo? Oh, s, l'avremmo! E sarebbe davvero l'ultima goccia. La gente di queste parti non ha molta simpatia per i francesi, lo sai benissimo. Le tue piccole freddure sugli isolani, be', non tutti le gradiscono. E poi quel fiasco della caccia all'orca organizzata da te! Non saranno ancora arrivati a darti la colpa di tutto, ma potrebbero farlo, con un po' d'incoraggiamento. Tu ci tieni ad essere ben visto, vero, Pierre?
Chi non ci tiene? mormor Robichaud.
Smith si mise ben eretto. Ma tu ci tieni pi degli altri. Facciamo il caso, Robichaud, che l'intero paese ti prendesse in antipatia. Supponiamo che ti trattassero come hanno trattato l'americano, prima che si decidesse a partire. Non ti piacerebbe, vero?  chiaro che dovresti andartene.
Andarmene! E chi comprerebbe il mio cantiere? Sarei rovinato. Dove me ne andrei? Ora Robichaud urlava.
 affar tuo, osserv gelidamente Smith. Tutto sommato, penso che la cosa migliore, per te, sia di andare con Campbell.  l che aspetta. Tra un'ora lascer il porto.
Il motore si era acceso e rombava, vennero mollati gli ormeggi, e il Bumpo, inalberando la bandiera americana e quella canadese, si diresse lentamente verso il largo tra le acclamazioni della folla
e il ronzio dell'elicottero che la seguiva dall'alto. Robichaud e Campbell stavano uno accanto all'altro sul ponte, fissando trucemente la folla che augurava buon viaggio.
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Capitolo 22.
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Non molto distante, al di l della diga esterna, la riva rocciosa nascondeva una grotta di cui soltanto gli indiani conoscevano l'esistenza. Era sempre stata l e, per millenni, aveva visto l'alternarsi delle maree. La luce rimbalzava dal fondo di roccia e penetrava nella caverna sott'acqua, illuminandola fiocamente. In superficie, l'orca dormiva.
La grotta rison di vibrazioni subacquee che si facevano sempre pi forti. L'orca si svegli, reagendo al battito dell'elica. Doveva esserci qualcosa di particolare, in quel ritmo, perch, quasi in risposta, l'animale emise una serie di esplosioni uso sonar che echeggiarono e si spensero. L'orca si immerse, pass attraverso una finestra d'acqua e scivol in mare aperto.
L'acqua era piuttosto mossa mentre incrociavano all'esterno del porto. Cosa strana, non c'era segno della presenza dell'orca.
Non capisco, disse Campbell a Rachel. Non l'abbiamo mai persa di vista un momento, maledizione a lei, e adesso che la vogliamo non' c'. Guardava l'elicottero tornare verso la terraferma, li aveva seguiti per un po' di tempo, per riprendere alcune immagini della caccia. Ma per fare notizia occorreva l'azione, e finora non era successo proprio niente. Adesso erano soli. Dove pu essere?
Che abbia rinunciato e se ne sia andata? azzard Rachel.
Mi sembra poco probabile. No, io dico che c' ma non si
fa vedere, chiss perch. Rachel, metti in funzione l'idrofono, vediamo un po'.
Il microfono dell'apparecchiatura veniva trascinato nell'acqua a poppa del Bumpo, a una certa distanza per ridurre il rombo del motore che, come ogni altro suono, sarebbe stato captato. Rachel si teneva in ascolto nella cabina principale. Niente, rifer.
Si diressero a sud, oltre Calm Cove, sempre senza avvistare l'orca. Ma dov'? mormorava Campbell.
Be', si affrett a suggerire Robichaud, il nostro dovere l'abbiamo fatto. Torniamo a terra.
Continueremo a cercare. Jack lanci un'occhiata feroce a Pierre. Se non sbaglio, lei dovrebbe essere di vedetta.
Quando venne il turno di Umilak al timone, Campbell and a prua e tolse il telo di copertura al vecchio e pesante cannoncino di Gus. Le parti in bronzo luccicarono al sole: un altro particolare che gli ricordava Gus, il quale non trascurava mai di lucidare tutto, a bordo. Jack azion il cannoncino avanti e indietro sulla sua montatura circolare, prese la mira, tir il grilletto. Ripet a se stesso le istruzioni di Novak sul modo di inserire le cartucce. Una andava nella base del cannoncino, fatta detonare, faceva partire l'arpione lungo un metro e mezzo, sparando a mo' di proiettile. Un'altra carica era collocata nella testa dell'arpione; quando questo colpiva la balena, la carica esplodeva, facendo s che la testa dell'arpione si aprisse all'interno del corpo dell'animale, ancorandolo. L'arpione era attaccato a un rotolo di fune che faceva capo all'argano. Tutto sembrava in perfetto ordine.
Rachel lo stava osservando, i capelli biondi svolazzanti nel vento. Che cosa fai? volle sapere. Perch quell'arpione?
Nel caso dovessi servirmene, scatt lui.
Ma non dimenticare che... Rachel non fin, come se si rendesse conto che le obiezioni sarebbero state inutili, almeno a quello stadio.
Nella cabina principale Campbell aveva quasi un arsenale su scala ridotta: diversi contenitori di metallo pieni di granate, una scatola di candelotti di dinamite con incluse micce speciali per uso subacqueo, due pistole, una doppietta, la sua Magnum '44, e scatole di munizioni. Con olio, stracci e apposite bacchette, cominci a pulire e a caricare le armi. Rachel, che osservava tutto, gli ricord: I nostri obiettivi sono pacifici, ricordi?
Certo, certo, rispose distrattamente Jack. Guard l'orologio. Prova un po' a mettere in funzione l'amplificatore.
Lei esegu, poi torn a osservarlo. Ma perch tutte quelle armi, scusa? Le granate le capisco, ma il resto...
In caso servissero.
In caso servissero... Possibile che non sai dire altro? ribatt lei, irritandosi. Jack, non ti permetter di massacrare quell'animale...
Un lieve ping arriv dall'amplificatore applicato al microfono.
Eccola, puntuale come la morte, disse Campbell.
 qui che ti aspettavi di trovarla? domand Rachel, sorpresa. Lui assent. Perch qui?
Perch  qui il punto dove abbiamo ucciso la sua compagna. Quell'orca ha uno strano senso del dramma, non credi? Vuole che l'ultimo atto abbia inizio nello stesso luogo.
Uscirono sul ponte, Campbell munito di binocolo. Localizz la pinna sbeccata a circa un quarto di miglio davanti a loro. A Robichaud era sfuggita completamente. Tagliava l'acqua rapidamente, avanzando verso il Bumpo. Pinna a prua! rison la voce di Robichaud, con ritardo.
Tenersi pronti a respingere l'attacco, url Campbell.
L'orca filava a trenta nodi circa, il triplo della loro velocit
accorciando rapidamente la distanza. Poi, inspiegabilmente, cominci a nuotare in cerchio, ben fuori della portata effettiva della carabina. Campbell si port la pesante arma alla spalla, sperando di riuscire a far centro. Lasci partire un colpo.
Jack! url Rachel. Il patto era di non fare niente, se non era l'orca a incominciare.
Ti auguro di vincere il Premio Nobel per la Pace, disse lui, sprezzante, prendendo di nuovo la mira. Fece fuoco di nuovo, facendo alzare un getto d'acqua.
Non era questo l'accordo! grid lei.
Vuoi forse che quella maledetta si avvicini? Quasi in risposta l'orca si immerse.
Per amor del cielo, cerca di scoprire che cosa vuole, prima di tentare di ucciderla.
Va bene, motori al minimo, ordin Jack a Umilak, che era nella timoniera. L'indiano obbed. La Bumpo rallent fino ad avanzare pianissimo.
Avanti cos. Campbell aspettava, con il fucile accanto. I minuti passavano, ma ancora nessuna traccia della pinna. Era come se l'orca fosse improvvisamente scomparsa. Forse era cos... forse un colpo fortunato... No! Era inerme, e lui lo sapeva. Come stabilire dove...
Ping. Ping. Ping.
Rachel, presto... Lei corse all'idrofono, si assest la cuffia. '
Un tonfo. L'imbarcazione traball.
Abbiamo urtato qualcosa! url Robichaud. Ma non ci sono scogli, qui.
L'orca! grid in risposta Campbell. Ecco che affiorava in distanza, a dritta di prora, e rimaneva immobile a fissarli.
Campbell fece fuoco altre due volte, ma era impossibile mirare con cura, a quella distanza e da un'imbarcazione che rollava. Pos la carabina, con un gesto di disgusto, e and nella cabina principale, per munirsi di granate. Tornato sul ponte, si prepar a scagliare la prima.
L'orca aveva ripreso ad avanzare. Campbell aspettava. Proprio nell'attimo in cui l'animale s'immerse, lui strapp la sicura, cont, lanci. La palla di metallo vol alta al di sopra dell'acqua, fin in mare ed esplose.
La pinna si ritir. La testa, con gli occhi rossi, riapparve.
Vieni a prendermi, maledetta! urlava Campbell nel vento. La testa si sollev un poco. Lui fece per riprendere la carabina, ma l'orca scomparve.
Lui poteva sentirla annunciarsi attraverso l'idrofono, mandando il caratteristico verso mentre caricava, ma scagli la seconda bomba a mano senza essere ben certo dell'esatta rotta del bestione. Il tonfo si ripet, ma meno violento del primo. Umilak manovr il timone e il Bumpo vir. Al largo, di poppa, l'orca era riemersa, ma puntava nella direzione opposta. Campbell sospett che l'animale avesse perso il senso dell'orientamento. Scagli una terza granata.
Senza smentirsi, l'ostinato cetaceo si lanci in un nuovo attacco, avvicinandosi. Campbell aspett di poter distinguere la poderosa sagoma nell'acqua, poi scagli una granata. Fin in mare troppo vicino al Bumpo, che roll a causa dell'esplosione. Ma l'orca non li aveva raggiunti; ecco che appariva a dritta, quasi sommersa, immobile. A che cosa stava pensando?
Oh, Dio! Ritorna all'attacco! Possibile che niente possa fermarla? url Campbell vedendo che l'animale calava all'improvviso su di loro, pinna alta, testa inutilmente esposta, come se il suo furore fosse tale da farle dimenticare ogni precauzione. Abbassati! grid Campbell a Rachel, e scagli altre due granate verso poppa. L'oceano ribolliva.
L'orca si ritir bene al di l della portata della carabina, e il dorso lucido le splendeva nel sole. Campbell aspett con i nervi tesi un nuovo assalto, che non venne. I minuti si trasformarono in un'ora e pi, la barca girava lentamente in tondo e l'orca le ruotava attorno a distanza. All'improvviso l'orca si volt, mand un getto potente dallo sfiatatoio e cominci a nuotare in direzione nordovest, suppergi alla velocit di crociera del Bumpo.
Campbell si mise a gridare: Abbiamo vinto il round. Abbiamo vinto!
Ora dove mi dirigo? mormor Umilak.
La inseguiamo, naturalmente!
Fin dove? domand Rachel.
Non importa, badava a urlare lui. Anche in capo al mondo!
...
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Capitolo 23.
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...
Dovevano seguire l'orca, dato che questa rifiutava di continuare a battersi. Ma non era mai ben chiaro chi fosse il cacciatore e chi la preda.
Campbell disse agli altri: Dobbiamo stabilire dei posti di combattimento per il prossimo attacco dell'orca. Pierre, lei star al timone ma pronto a seguire i miei ordini. Io star a dritta, con le bombe a mano. Umilak, lei si metter dal lato opposto, con altre bombe. Si ricordi, passano solo cinque secondi prima che la granata esploda. Se l'orca non  abbastanza vicina, conti fino a due, per ritardare il lancio di un paio di secondi. Ma si accerti d'avere estratto la sicura e, per amor del cielo, non dimentichi di scagliare la granata. Capito bene?
Capito, conferm l'indiano, un'espressione di disgusto sul volto bruno.
Jack si gir verso Rachel, che indossava gli indumenti di bordo di Annie. I jeans erano stati un po' troppo larghi, per sua sorella, mentre aderivano perfettamente su Rachel. Gli piaceva guardarla di spalle. La maglietta bianca a righe blu orizzontali le andava un po' stretta. Anche questo gli piaceva. Era una maglietta della misura di Annie... Annie... Che cosa non avrebbe dato per sentirla suonare la chitarra, l a bordo? Allontan dalla mente il pensiero della sorella mutilata. Rachel, tu starai all'idrofono, intesi? Dovresti sapere, immagino, come azionare l'eco-scandaglio e anche quello di profondit, nel caso io abbia altro da fare. Soprattutto, nessuno di voi dovr lasciarsi cullare da un falso senso di sicurezza. Mai dare a quel demonio la possibilit di attaccare di sorpresa, e mai voltare le spalle al mare, quando si  molto vicini al parapetto.
Seguirono l'alta pinna nera che si moveva verso nord, attraverso il Golfo di St. Lawrence, al largo della costa rocciosa di Terranova. Si lasciarono alle spalle Calm Cove, poi South Harbour, invisibile dal mare. L'orca proseguiva spedita, in direzione nord nordest, senza mai alterare la velocit o la rotta, senza mai fermarsi a riposare.
Finalmente, nel tardo pomeriggio, Robichaud disse, con l'espressione apprensiva che ormai stava diventando caratteristica, in lui: Campbell, forse quel pachiderma non sa pi che farsene di lei. Forse si  stancato di tutta la faccenda, come me. Non ha pensato che stia magari cercando di scappare? Forse  anche ferito.
Non sta cercando di scappare. E non  ferita.
Ma cos', lei, un lettore della mente marina? scatt irritato Robichaud.
Non  impossibile che voglia riunirsi al suo branco, comment Rachel. Pu anche darsi che stia nuotando lentamente per poter affrontare un lungo viaggio. Come diceva Pierre, non  escluso che sia ferita. In ogni caso, almeno su un punto ha ragione lui: non lo sappiamo.
Vi sbagliate tutti e due, sentenzi Campbell, sicuro di s. Ma grid a Umilak: Fermi il motore, Capo!
Capo, beffeggi malignamente Robichaud, a fior di labbra. Umilak obbed e l'imbarcazione perse velocit fino ad andare alla deriva del mare quasi calmo. La pinna continu a spostarsi sempre pi in l, fino a che quasi scomparve.
Se ne va! Se ne va! ripeteva Robichaud, trionfante.
Aspetti. Scrutavano davanti a loro, Campbell attraverso il binocolo. Alla fine, grid: Eccola che torna!
Un piccolo punto scuro divenne ben presto una pinna. Pochi minuti dopo, l'orca nuotava in cerchio attorno alla nave, come un cane randagio che sia ritornato a casa. Poi, riprese la rotta di prima.
Soddisfatti? domand Campbell. Se facciamo ritorno a South Harbour, ci seguir anche l, e ricomincer tutto da capo. Osservava furioso l'animale; era un quarto di miglio pi avanti, troppo lontano per potergli sparare, eppure... Afferr la carabina, mise un ginocchio sul ponte, si accost all'occhio il mirino e fece fuoco, non fosse che per alleviare il senso di frustrazione. Come risposta, il cetaceo spicc un balzo: il grande corpo bianco e nero luccic nell'aria, ricadendo poi con uno stupendo tuffo. Il balzo si ripet, pi volte, come un'ostentazione di straordinaria potenza. Ogni volta l'orca usciva dall'acqua diritta come una freccia, o come l'ago di una bussola. Quando riprese a nuotare, seguiva una rotta leggermente pi a nord. L'inseguimento continu.
Al crepuscolo la situazione era immutata, e l'orca continuava a nuotare, instancabilmente, verso una meta che lei sola conosceva. Robichaud e Umilak erano nuovamente di turno alla timoniera e di vedetta, e Jack stava con Rachel a poppa: fissavano la costa che si stagliava contro l'ultimo chiarore della sera, formando un'insenatura tutta rocce. Quanta pace, stava dicendo lei. Si direbbe quasi che stiamo facendo una gita di piacere.
Bene, nulla vieta che sia anche di piacere, disse lui, passandole un braccio attorno alla vita.
Senti, senti! Sei sempre cos rapido nelle tue battute? disse lei, ridendo e facendosi pi vicina.
Rachel, andiamo a riposare un po'?
Non so se riuscir a staccare la mente dall'orca, disse lei, esitando.
Prova.
Va bene.
Si avviarono verso la cabina di lui e la cuccetta che era servita da arena per tante conquiste. Come tutto sembrava banale, ora, e sciocco, paragonato a Rachel e a ci che si teneva in agguato nel mare. Non fecero in tempo ad arrivare alla porta della cabina che si sent Umilak urlare con voce rauca: Pinna sparita! Non c' pi!
Porca miseria! Campbell si gir di scatto. Non conosce tregua, quel demonio! Si sta avvicinando. Lo so. Vuole servirsi della mezza luce come schermo. Rachel, l'idrofono. Lui and a prua, per scrutare attentamente l'acqua, poi grid a Umilak, che stava nella gabbia: Che cosa si vede, da lass?
Niente.
Senti niente, Rachel? url forte Campbell.
Dalla cabina arriv la risposta di Rachel: Soltanto i motori.
Spegnere le macchine!
Spegnere le macchine? Robichaud ripet l'ordine con voce inorridita. E se poi dovessimo dirigerci in fretta e furia verso terra?
Fermi tutto, ho detto... presto! ordin di nuovo Campbell. E a Rachel grid: Ancora niente?
No. Aspetta un momento. Ho qualcosa, qui.  sicuramente l'orca. Si sta dirigendo verso di noi... e velocemente, anche.
Da dove viene il segnale?
Difficile dirlo. Da sinistra, mi pare. A mezza nave. S,  cos.
Afferrate diverse bombe a mano, Campbell corse al parapetto. A non pi di cinquanta metri di distanza, la pinna era apparsa,
si avvicinava rapidissima. Campbell aspett. Poi lanci una, due, tre granate in mare. L'orca scomparve sott'acqua.
Per un attimo, Campbell os sperare d'essere riuscito a centrarla in pieno. In tal caso, l'animale sarebbe ben presto affiorato. Niente all'idrofono?
Ora no.
Accenda i motori, Pierre.
Campbell rimase a fissare ansiosamente nella penombra, ma non c'era niente, neanche l.
Alla fine, Umilak avvert: Pinna davanti a noi.
Campbell corse alla timoniera. C' un'insenatura alla nostra altezza, lungo la costa, disse a Pierre. Sembra profonda e troppo stretta perch quell'accidenti d'un bestione possa fare molto danno. Ancoriamoci l per la notte. Ne abbiamo avuto abbastanza, per oggi.
Forse l'orca ci lascer, disse Robichaud, speranzoso.
Campbell rise, senza allegria. Macch. Domani mattina la
troveremo l, ad aspettarci.
Campbell calcolava che l'orca avrebbe avuto bisogno di emettere i suoi "ping" uso sonar per localizzarli, in quel piccolo braccio di mare lungo la costa, e che l'idrofono li avrebbe avvertiti, nel caso si fosse avvicinata. Tanto valeva, perci, che tutti e quattro sedessero insieme a cena nella cabina principale, senza rimanere di guardia.
Robichaud tir fuori una bottiglia di vino, ne offr un poco agli altri ma la maggior parte la tenne per s. Il suo accento si faceva pi marcato ad ogni bicchiere. Quanto ci spingeremo in l, ancora? domand a Campbell. Abbiamo gi percorso un bel tratto. Un giorno in uscita significa un altro giorno per rientrare, come dicono quegli isolani della malora. Chi me l'ha fatto fare di mettere radici in una fogna come quella, vorrei sapere dai santi che pregava mia madre, che Dio l'abbia in gloria. Quanto combustibile abbiamo?
Abbastanza per una settimana.
E cibi freschi? Quelli fanno alla svelta a finire, disse Robichaud.
Provviste ce n' in abbondanza. Pu sempre mangiare pesce, se non le piace il nostro men. Con un po' di fortuna, avremo carne di balena. Campbell sorrideva, con aria sardonica.
Rachel non sorrideva affatto. Non  divertente, te l'assicuro.
Scusa, cara. Lui le batt su una mano.
Non stavi cercando di colpire l'orca con quelle fucilate, per caso? domand Rachel. Era talmente distante da farmi illudere che tu volessi soltanto sfogarti e tenerla a bada. Ma ora comincio ad avere dei dubbi. Speravi di ferirla, o di ucciderla?
No, ment lui.
Appena arriveremo in un porto, lasceremo la barca in bala dell'orca, gli ramment lei.
D'accordo.
Secondo le carte, dovremmo arrivarci domani. Sbarcheremo in un punto della costa settentrionale di Terranova, dopo avere oltrepassato lo Stretto di Belle Isle.
Pare che l'orca si stia dirigendo proprio l.
Jack, abbandonerai la caccia, vero?
Certo. Ma l'intenzione di Campbell era sempre la stessa: sbarcare Rachel e Umilak e continuare l'inseguimento. Fino a quel punto, Rachel e Umilak erano stati necessari a bordo, ma ormai poteva anche fare a meno di loro. Avrebbe costretto Robichaud a restare, a costo di legarlo come un salame.
Umilak fissava Campbell con i suoi occhi vigili. Quando ha lanciato la granata, intendeva ucciderla, l'orca. Ho visto bene.
Tentavo solo di impedirle di speronarci. Cosa avrei dovuto usare, dei cuscini?
Non c' da scherzare, disse l'indiano.
Robichaud era sceso nella cabina che divideva con Umilak, e ora stava tornando con una bottiglia di cognac. Vers per tutti,
abbondando per s, poi lev il bicchiere e disse, a voce ben forte: Lo uccider io, il mostro, cos potremo tornarcene a casa.
Credevo che ne avesse una paura terribile, disse Campbell.
Chi, io? Mi preoccupa molto di pi quello che i maledetti buzzurri di South Harbour possono fare al mio cantiere. Le monstre non m'impressiona affatto. Penser io a farlo fuori.
Ah, s? E come?
Come? Qual  l'arma pi distruttiva che abbiamo a bordo?
La dinamite.
Ecco, benissimo. Lo distrugger con la dinamite.
Campbell allung una mano verso la bottiglia di Robichaud e
si vers dell'altro cognac. E come pensa di fare, Pierre?
Un modo lo trover, rispose l'altro. Non si potrebbe indurre l'orca a mangiare la dinamite? Forse, se provassimo a insaporirla con la carne di foca...
Potrebb'essere un'idea, disse Campbell.
Oppure potrei prendere la scialuppa, spieg Pierre, portando con me la dinamite. C' una miccia speciale, vero, cos che la dinamite pu esplodere anche sott'acqua? Bien, Robichaud rema fino all'orca. Forse l'orca dorme... O forse sta a guardare, meravigliata dall'audacia di Robichaud. Piano piano, Robichaud cala in acqua la dinamite. La lega a un salvagente. Poi accende la miccia e si allontana, remando svelto svelto. Stupido bestione! Nuota fin l per vedere che regalo le ha lasciato il signor Robichaud, e intanto lui si mette in salvo. L'orca non capisce cosa contiene quel bel pacchetto, o perch qualcuno  stato cos coraggioso da lasciarglielo. Annusa la dinamite con il naso, si domanda cosa avr inteso fare Robichaud, e voil! La dinamite esplode! L'animale  morto. Pierre Robichaud l'ha ucciso!
Campbell rideva, Rachel rideva un poco anche lei, perfino Umilak sorrideva, divertito. Il franco-canadese li guardava con aria di rimprovero. Cosa c' di tanto divertente?
Crede davvero che l'orca ci cascherebbe? domand Campbell. Pensa che le permetterebbe di arrivare cos vicino?
L'idrofono fece udire un debole suono.
Robichaud balz in piedi, calando il pugno sul tavolo e rovesciando il suo bicchiere. Merde! grid.
Tutti ai vostri posti, ordin Campbell, scattando in piedi contemporaneamente. Umilak, issare l'ancora di prua. Robichaud, l'ancora di poppa. Poi, tutti e due tenersi pronti a lanciare granate. Rachel, tu a dritta. Io accender il motore, per il caso che convenga allontanarsi di qui. Forse quella maledetta vuole soltanto assicurarsi che ci siamo ancora ma, se intende attaccare,  meglio portarsi in mare aperto, dove possiamo manovrare meglio.
Se l'idrofono si fosse fatto sentire, Campbell avrebbe potuto udirlo attraverso la finestra interna, tra la cabina principale e la timoniera. Ma tutto era silenzioso l'orca, soddisfatta, era ritornata al largo, o stava silenziosamente perlustrando l'insenatura, sperando di prenderli di sorpresa. La sera era molto buia; perfino con l'aiuto del riflettore, si vedeva soltanto acqua, deserta e quasi perfettamente calma. Campbell sentiva aumentare la tensione.
Poi, un altro suono ruppe il silenzio, debole come quello di poco prima. L'orca era vicina, ma fuori della portata del Bumpo.
L'ho sentita! grid Campbell. Guardate vicino alla barca. "Poveri noi! " pensava intanto. "Che guerra dei nervi." Si domand se anche l'orca si sentisse in ansia quanto lo era lui. Sapeva che loro erano in grado di difendersi, e doveva provare un senso di frustrazione per non essere in grado di distruggere la barca, proprio come Campbell non era in grado di distruggere lei.
Le lancette dell'orologio si spostavano lentamente mentre l'imbarcazione rimaneva immobile sull'acqua, con l'elica che girava quel tanto sufficiente a mantenerla ferma. Il suono che annunciava la presenza dell'orca si fece udire di nuovo, stavolta un po' pi forte, come se l'animale si avvicinasse con estrema lentezza.
Campbell impart un ordine con voce rauca: Nessuno si muova! Pu darsi che si stia avvicinando. Le daremo una lezione. Tentava di preparare il suo piano con cura, sperando di leggere nelle intenzioni dell'animale. Possibile che anche la mente dell'orca stesse lavorando nello stesso modo? " probabile," si disse Campbell. Quel cetaceo era un cacciatore, un killer; avrebbe attaccato la sua preda con tutta l'astuzia di un uomo e la furtiva agilit di una tigre. Bene, lui era pronto ad affrontarla. La carabina era carica, a portata di mano. Una volta tanto, si poteva anche sperare di mandare a segno un buon colpo. Sul mare calmo, la barca era una piattaforma di tiro piuttosto stabile. L'orca, si poteva giurarlo, sarebbe affiorata per un'ultima ricognizione; vedendo che tutto era immobile, si sarebbe avvicinata. Un istante prima che si rituffasse, lui le avrebbe sparato proprio in mezzo agli occhi. E l'avrebbe uccisa. Rachel avrebbe gridato all'assassinio, ma il lungo incubo sarebbe finito per sempre. Ping.
Si stava avvicinando.
Ping. Ping.
Campbell usc sul ponte, una mano sulla carabina, l'altra sul riflettore. Cristo, ma dov'era? Lui si teneva perfettamente immobile, osservando, ascoltando. "Maledetta," pensava. "Vieni avanti! Di' le tue preghiere, Pinnarotta. Dammi modo di centrare un colpo solo. Uno solo! Oh, porco diavolo, ma dove sei?"
Ping. Ping. Ping.
Avrebbe voluto urlare, fare qualsiasi cosa pur di alleviare la tensione. Tutto era immobile. Poi, nell'acqua nera, lui avvist qualcosa che sembrava una punta aguzza. L'estremit della pinna? S, ne era certo. Come avanzava lentamente! Si andava ingrandendo via via. S, l'orca si accostava prudentemente da poppa. Aspetta! intim a se stesso, puntando il riflettore senza accenderlo. Non ancora. Aspetta. Ci siamo quasi. Il suo dito si preparava a premere l'interruttore. Ancora un istante.
Da poppa venne un grido acuto, seguito da un'imprecazione rauca e da un gran fragore. L'orca svan in un turbino d'acqua. Campbell corse a poppa. Robichaud, inebetito e ubriaco di cognac, si aggrappava alla scialuppa contro la quale era andato a sbattere. Rachel stringeva in mano la miccia che aveva strappato dal pacco di candelotti di dinamite appoggiato l sul ponte.
Quest'idiota! grid. Aveva acceso la miccia! L'aveva accesa! Stavamo per saltare tutti in aria!
Al mattino l'orca era l, la coda si stagliava sull'acqua come una mitica vela nera, latrice di cattive notizie. Rimaneva ferma sull'acqua, mentre loro si avvicinavano, e Campbell aveva l'assurda speranza che la nemica fosse morta d'esaurimento durante la notte, e stesse per voltarsi da un momento all'altro a pancia all'aria. Ma era soltanto un'illusione. Dietro la coda gi si vedeva l'acqua ribollire, mentre quel gigantesco motore d'animale ricominciava a marciare, in direzione nord.
Eccoci di nuovo in ballo, sospir Campbell, abbattuto.
Seguirono la costa rocciosa. Durante la mattinata, incontrarono
una barca da diporto, che evidentemente esplorava le pittoresche insenature dove abbondavano la flora e la fauna. I passeggeri si affollavano al parapetto, agitando le braccia, scattando fotografie, continuando a salutare fino a che i due battelli non si persero di vista. Campbell non pot fare a meno di sorridere. Che strano spettacolo dovevano avere offerto: un vecchio peschereccio, lanciato ostinatamente sulle tracce di una velocissima orca.
Verso mezzogiorno, Umilak grid dalla gabbia: Ora salta!
Forse era effetto dell'aria cristallina, ma l'orca sembrava ancora pi grande, mentre sorgeva dall'acqua in un velo di spuma. Paragonate a quella, le due dell'acquario Marino erano proprio mingherline. Ancora una volta, i potenti balzi erano perfettamente in linea retta.
Campbell, nella timoniera, seguiva la rotta dell'animale, e la
scia del Bumpo descriveva ora una curva. Nord nord-est, ora, comment lui, osservando la pinna. Ma dove ci porta?
Rachel controll sulla mappa. Siamo circa a met dello Stretto di Belle Isle, ora. Si sta dirigendo verso l'istmo. Se mantiene questa rotta, rasenter la costa del Labrador fino all'Isola di Baffin. Quanto  lontana? Non sono molto esperta nel leggere le mappe, io.
Circa settecentocinquanta miglia.  un bel viaggio: troppo lungo perfino per la nostra amica Pinnarotta. Chiss dove altro potrebbe dirigersi?
Un'altra possibilit  che possa aggirare la punta settentrionale di Terranova. Ci sono un paio di villaggi di pescatori nei pressi della Baia di... to', senti questa poi! Baia Ha-Ha. Potrebb'essere un buon posto per abbandonare la barca.
Ma l'orca non aveva intenzione di accontentarli. Verso la fine della seconda giornata, erano ormai fuori dallo stretto; e l'orca, invece di seguire il contorno dell'isola, si dirigeva verso il mare aperto. L'oscurit li sorprese lontani da terra, la balena visibile a tratti sotto la luna e sempre in rotta verso nord. Non c'era neppure bisogno di vederla, bastava seguire il suo corso senza deviazioni.
Lasciata Rachel al timone, Campbell prese matita e riga, segn accuratamente dei punti sulla carta, tracci una linea e prov a estenderla. Sai dove andremo a finire, se l'orca manterr la sua direzione attuale?
Dove? domand lei.
Al Polo Nord.
...
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...
Capitolo 24.
...
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...
L'orca nuotava senza soste nella notte argentea.
Jack e Rachel erano nella timoniera, sulle loro facce si rifletteva la luce verde degli strumenti, nella cabina buia. Il radar girava, in alto, ma nessun altro naviglio appariva sullo schermo. Erano soli in mezzo al mare, salvo la presenza dell'orca che li precedeva.
Di tanto in tanto, come per un rito, l'orca si annunciava con un grido che risonava chiaramente attraverso l'idrofono.
Si mantiene a distanza, osserv Campbell. Non credo che ci saranno altri attacchi, almeno finch l'orca non arriver dov' diretta... vattelapesca dove, poi. Che dici, lo sa che siamo sintonizzati su di lei?
No. Sta usando il proprio radiogoniometro, questo s. Jack...
Cosa? domand lui, aggrondato. Sul suo viso le rughe sembravano particolarmente marcate nella luce verdognola.
C' una cosa che voglio dire. So che non hai nessuna intensione di abbandonare il Bumpo e l'orca. Credo anche di comprendere perch intendi portare questa storia fino alla fine, e sono sicura che hai gi studiato un modo di farmi scendere a terra, quando sar il momento. Sto cercando di dirti questo, in sostanza: ti lascer fare, almeno fino a un certo punto. Mi rendo conto di quanto sia importante per te quest'assurda caccia. Credo... credo che il tuo io sia completamente impegnato in questa faccenda. Mi avevi promesso di non fare del male all'orca, se non per autodifesa, ma ormai non ti credo pi, Jack. Tu intendi ucciderla, lo so bene, se ne avrai la possibilit, e non t'importa affatto del tempo che ci metterai.  qualcosa di pi di una semplice vendetta:  come se tu andassi alla ricerca di qualcosa.
Continua.
 come se tutto ci che hai desiderato nella vita, tutto quello che hai sofferto, fosse contenuto in quell'orca.
Che motivo avrei di ucciderla, allora? domand lui, in tono cupo.
Per liberare te stesso. Vedi quell'orca come la personificazione del male che c' in te. Uccidendola, vinci il male. Ha un senso, quello che dico?
Potrebbe averlo, se avessi in progetto di ucciderla, disse lui, conficcandosi le unghie nel palmo.
Ed  cos, disse Rachel, in tono che non ammetteva replica. Senti, non sarebbe sufficiente "comprendere" quello che stai cercando di compiere, senza bisogno di dover andare realmente fino in fondo?
No, rispose lui. Si era finalmente tradito. Be', tanto Rachel avrebbe scoperto tutto ugualmente, allorch lui l'avrebbe lasciata a terra.
Lei scuoteva la testa. Non importa. Tanto, gli altri ti obbligheranno a tornare indietro.
Su questo non farti illusioni, Rachel. Ma tu perch sei qui? Non vedo che cosa puoi guadagnarci, salvo correre dei pericoli: e so che non vai in cerca di questo.
M'importa di te, ecco perch sono qui.
Preferirei che non lo dicessi, mormor lui, quasi dolcemente.
Perch? Ti sembra di non meritarlo?
Francamente,  cos.
Io invece dico il contrario. Jack, voglio che tu venga a vivere con me.
Come?
Non vedo come potrei spiegarmi pi chiaramente di cos.
Lui tacque, poi domand: Rachel, quanto pensi che durerei tra gente del tuo livello? Che cosa potrei fare? Vuoi un uomo che gestisca una pompa di benzina, o qualcosa del genere, intanto che tu insegni all'universit?
Perch no, se  questo che tu desideri fare? Non m'importa un accidenti di quello che farai per vivere. Ritira la spazzatura, rimani a casa a far niente, per me  lo stesso. Basta che possiamo amarci. Ecco quello che conta veramente, per me.
E se avessimo un figlio?
Se dovesse succedere, ben venga. Sta' tranquillo. Non ti sto parlando di matrimonio: per quello, devi decidere tu. Non capisci? Io ti amo, Jack.
Lui lasci passare un lungo momento, prima di rispondere. Non dovresti fare assegnamento su di me. Ho un pessimo stato di servizio, per queste cose.
Correr i miei rischi.
Campbell si mosse goffamente sul suo sgabello. Non so che cosa ne sar di me.
Un suono arriv debolmente dall'idrofono.
L'orca...
Chiss, potrei non farcela. Non puoi contare su di me, Rachel.
Sai che l'orca potrebbe ucciderti, e ugualmente vuoi continuare?
Devo farlo.
L'alba. Un'alba grigia dalle dita grigie, come la morte. Campbell aveva passato la notte nella timoniera. In distanza davanti a s, vedeva a poco a poco la pinna materializzarsi, in movimento costante, sempre regolare nel suo spostamento. "Quella maledetta bestia deve avere il pilota automatico," pens. "Nuota anche nel sonno."
Perfino con il riscaldamento acceso, nella timoniera faceva molto freddo. Campbell si freg energicamente le mani, sbadigli, si mise a sedere bene eretto. Come se avesse aspettato l'alba, affinch i suoi inseguitori potessero vedere la manovra, l'orca esegu il suo triplo salto e part poi lungo una nuova rotta. Campbell,
esaminando la mappa, vide che ora il grosso cetaceo stava seguendo il contorno della costa del Labrador.
Dove intendeva trascinarli, quel bestione della malora? Jack aveva cominciato a figurarsi un campo di battaglia scelto dall'orca stessa. Probabilmente un'insenatura dove l'acqua era molto profonda, lontana dal consorzio umano. Un recesso abbastanza largo da permettere all'orca di manovrare e caricare, ma abbastanza piccolo da inibire la capacit del mezzo marino, assai pi goffo, di navigare liberamente. Vi sarebbero stati degli scogli, nell'insenatura, o addirittura degli isolotti, dietro i quali l'orca si sarebbe nascosta, per poi attaccare di sorpresa la barca, prima che loro avessero il tempo di scagliare bombe a mano. Forse avrebbe avuto degli alleati, l, ossia altre orche. Ecco come Campbell avrebbe condotto la campagna, se fosse stato al posto dell'orca. La sua ammirazione per le capacit marziali dell'animale continuava a crescere.
Not che si stavano avvicinando al territorio degli iceberg. Gi da un pezzo sarebbero arrivati in vista dei ghiacci, se l'estate non fosse stata insolitamente calda; di iceberg se ne vedevano regolarmente gi nei pressi di Terranova e perfino pi a sud, in quella stagione. Ma finora il radar non ne aveva segnalati.
S, doveva essere una trappola costiera, quella che l'orca si prefiggeva di sfruttare. Gi si potevano avvistare diversi villaggi di pescatori, probabilmente non molto diversi da South Harbour. Se l'animale avesse mantenuto quella velocit,'ne avrebbero oltrepassati diversi, durante la giornata.
Campbell pensava al proprio piano: avrebbe navigato in prossimit di un porto abitato e avrebbe mandato Rachel e Umilak a terra con la scialuppa. Rachel avrebbe opposto resistenza, ma lui l'avrebbe costretta. Umilak allora sarebbe andato con lei, per proteggerla. Forse lui sarebbe riuscito a trovare il momento pi adatto per sbarcarli, ossia mentre Robichaud dormiva. Quell'uomo non serviva a molto, ma era sempre meglio che niente. Poi,
una volta messa Rachel al sicuro, sarebbe cominciato lo scontro vero e proprio. Se Campbell avesse avuto la possibilit di sparare la fiocina, avrebbe vinto.
Jack si svegli al suono del segnale per la nebbia, che si ripeteva a intervalli di un minuto. Rachel era seduta l in cabina. Complicazioni? s'inform lui.
Non credo. L'acqua  profonda, e l'orca si tiene a distanza, grazie al cielo.
Fuori, il mondo era cambiato. Erano immersi in un banco di nebbia che non consentiva neppure un minimo di visibilit. Jack pass nella timoniera. Tutto bene, Pierre?
Finora, rispose nervosamente Robichaud. Ma ci stiamo avvicinando a terra. Che cos'avr in mente, quel demonio?
Magari lo sapessi! Su, le do il cambio.
Campbell cominciava a pensare che l'orca stesse seguendo un sentiero marino noto ai suoi antenati e insegnato ai giovani, di generazione in generazione. Essendo animali da preda, le orche avevano probabilmente dei percorsi regolari che assicuravano loro una copiosa provvista di cibo.
A mano a mano che si avvicinavano alla terra, il suono emesso dall'orca sembrava aumentare di volume; ogni volta che lo sentiva decrescere, Campbell aggiustava la rotta finch le grida non gli giungevano di nuovo ben chiare. La nebbia era sempre fitta, non si vedeva niente al di l della prua.
Non ci crederai, disse Campbell a Rachel, quando lei gli port il caff, ma il tratto di mare che stiamo attraversando, tra un'isola e la terraferma,  veramente difficile. Eppure, seguendo i segnali dell'orca, avrei potuto cavarmela anche senza strumenti. Pensa quanto potrebbero essere utili questi animali se gli si insegnasse a guidare le navi attraverso i passi insidiosi.
In quello stesso momento, l'idrofono tacque. Rachel guard istintivamente Campbell.
Passami la mappa. Jack distolse per qualche istante gli occhi dalla nebbia per indicare un punto sulla carta nautica.
Siamo pi o meno qui. Poco pi avanti, lo stretto fa una curva. L'orca  al di l della punta, ecco perch non riceviamo il segnale, credo. Tra un minuto o due, dovremmo ricominciare a sentirlo.
Mentre si concentrava sugli strumenti, Campbell si accorse che Robichaud era salito sul ponte e se ne stava con le spalle al parapetto, in atteggiamento depresso. Per tutta la giornata Robichaud non aveva fatto che lamentarsi della nebbia, e Campbell si domandava se non avesse ricominciato a bere. Lui gli aveva dato l'ordine tassativo di stare lontano dall'alcool per il resto del viaggio, e gli aveva perfino confiscato la bottiglia di brandy, ma probabilmente Robichaud ne aveva un'altra, nascosta da qualche parte. D'altronde, ora non c'era tempo di preoccuparsene. Torn a concentrarsi sulla navigazione.
Rachel fissava fuori. All'improvviso trattenne il respiro e indic una sporgenza nell'acqua nera. Uno scoglio!
Ma gli scogli non si movevano, e quello invece s. A Campbell bast un secondo per comprendere. Pierre! Attento! url.
Venga via di l!
Ma Robichaud non sent, o non cap. Rimase immobile, mentre la strana sporgenza si avvicinava. Campbell si butt disperatamente sul timone, continuando a gridare per avvertire il francese. Qualcosa di nero lumeggi nella nebbia, e Robichaud vol all'indietro al di sopra del parapetto, come afferrato da un gigantesco artiglio. Svan in mare, senza neppure sollevare uno spruzzo.
Segu un lungo silenzio. Alla fine, con voce roca e stravolta, Campbell domand: Pierre era fermo l un momento fa, vero?
In preda allo choc, Rachel lo fissava senza vederlo.
Vero?
Lei assent, incapace di parlare.
Frugarono il tratto di mare, ma invano.
 stata l'orca? domand Campbell, ancora inebetito. Non sar stato io a far cadere Pierre in mare quando ho virato in quel modo?
Ho visto i denti, disse Rachel.
Dall'idrofono, arrivavano di nuovo i segnali. Ancora una volta l'orca imperiosa trasmetteva i suoi ordini.
La nebbia si dirad. Al di l del piccolo stretto c'era un'insenatura, e Campbell decise di ancorarsi l.
Rachel lesse qualche passo della Bibbia per Pierre Robichaud, mentre i due uomini ascoltavano, a testa china.
Dopo il servizio funebre, Umilak disse: Torniamo indietro, ora?
Io no, rispose Campbell. C' un paesetto poco distante. Vi sbarcher l. Vi dar il denaro sufficiente per il viaggio di ritorno e, con quello che resta, vedr di ingaggiare un equipaggio. Non c' bisogno che sappiano che io...
Jack, devi assolutamente rinunciare, dichiar con fermezza Rachel.
No, disse lui. L'ho promesso ad Annie.
Annie vuole che tu muoia?
L'ho promesso a me stesso! La faccia di lui appariva segnata di stanchezza ma ostinata.
Non ti pare che siano abbastanza, i morti? Ti prego, Jack! Devi arrenderti!
Ha ragione, datele ascolto, disse Umilak.
Mi dispiace. Devo andare avanti.
Rachel si rivolse a Umilak: Vede?  pazzo, proprio come quell'orca. Si assomigliano. Bene, non posso lasciarlo solo. Devo rimanere anch'io.
La faccia coriacea dell'indiano non esprimeva alcuna emozione. Resto con voi, allora.
Solo, nella cabina principale, Campbell cerc il modellino dell'orca. Rimase qualche istante a fissarlo, poi lo spezz in due.
...
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Capitolo 25.
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Continuarono a navigare per tutta la notte, alternandosi al timone. L'alba sorse limpida e gelida, mentre il cielo a settentrione si arrossava al di sopra dell'acqua color cobalto, deserta a eccezione di una solitaria pinna nera.
Rachel tir fuori gli indumenti pesanti che South Harbour aveva fornito. Quelli del villaggio avevano pensato bene di prepararli per qualsiasi contingenza. Jack e Rachel quasi non dicevano una parola; era rimasto loro ben poco da dire mentre, un'ora dopo l'altra, la barca continuava il suo viaggio in un silenzio rotto soltanto dal battito smorzato del motore e dal fruscio dell'acqua contro lo scafo. Soltanto l'insondabile cetaceo sapeva dov'erano diretti.
Ma lo sapeva, poi? L'orca continuava a muoversi verso il nord, allontanandosi sempre pi dalla costa del Labrador. Gi diverse volte, quel giorno, aveva compiuto i suoi potenti balzi e cambiato rotta, come se cercasse qualcosa sull'infinita distesa del mare. Ma non c'era terra, per centinaia di miglia all'intorno, e senza dubbio perfino l'incredibile resistenza dell'orca doveva avere un limite.
La mente di Campbell ritorn agli iceberg. Verso la tarda mattinata, dopo un'altra notte di navigazione, Campbell avvist il primo, basso sull'orizzonte. Attraverso il binocolo, il piccolo iceberg assomigliava a un blocco di marmo bianco immerso nel mare; dietro di quello ce n'erano altri, pi grandi, e avevano una fosforescenza rosea l sotto il sole. Il ghiaccio sembrava estendersi per miglia e miglia.
L'aria trasparente li faceva apparire pi vicini di quanto fossero in realt, e soltanto verso il pomeriggio inoltrato la barca avanz nell'ombra di quei blocchi simili a montagne.
Non sento pi i segnali della balena, disse Rachel. Dobbiamo aspettarci un altro attacco?
Non credo... o almeno, non in pieno giorno. Jack scrutava le candide rupi, alcune alte fino a sessanta metri. Deve conoscerle, queste acque. Forse fin dall'inizio era alla ricerca dei ghiacci.  qui che intende battersi.
Le orche a volte seguono la loro preda per giorni interi, prima di aggredirla. Questa, al contrario, la precede. Ma perch qui? Perch tra gli iceberg?
Gli iceberg potrebbero schiacciare la barca in pochi secondi. Possibile che questo faccia parte del piano? Comunque sia, il posto sembra perfetto perch l'orca possa giocare a una specie di guerriglia, con noi.
Dall'alto arriv un grido rauco di Umilak.  emersa!
Dove? domand Campbell.
L. Vedi? Rachel indicava.
L'orca si stendeva sull'acqua nello spazio tra due iceberg massicci. A un tratto, lasci uscire un getto dallo sfiatatoio. L'acqua si lev in una piuma spumosa, e forse l'orca intendeva manifestare la sua soddisfazione. Poi, come se il getto non fosse stato un'affermazione sufficiente di s, spicc il suo triplo balzo, scomparendo poi su per uno stretto passaggio.
Ci siamo, disse Campbell. La sfida. A modo suo, ci ha lanciato il guanto.
Come puoi fare dello spirito in un momento come questo? Io sono atterrita. Ora che si fa?
Se vuoi il mio parere, rispose lui, Pinnarotta ha intenzione di farsi un sonno. Dovremmo tentare anche noi. Io sono sfinito.
S, vedessi che faccia hai, convenne Rachel.
Ci metteremo in panna, usando un'ancora per il caso che si alzi il vento. Domani  il gran giorno.
Rachel aveva il primo turno di guardia; Umilak, il secondo;. Campbell, il terzo. Quando la sveglia suon, lui apr subito gli occhi. Per quanto breve, il sonno l'aveva rinfrescato, e si sentiva pronto.
Poich gli restava ancora qualche minuto, rimase disteso e immobile, cercando di rammentare le battaglie famose tra uomini e mostri. Non ce n'erano un paio, nel Vecchio Testamento? E in una antica saga nordica che cominciava con B? Beowulf? S, esatto. Poi Moby Dick, che lui non aveva mai letto. E anche in un'opera di... di chi era? Di un tedesco? Maledicendo la sua ignoranza e la sua scarsa memoria, Jack fece per alzarsi, ma una mano morbida lo trattenne.
Perch non dormi? domand lui. Sono quasi le quattro.
Aspettavo che ti svegliassi, mormor Rachel.
Dovresti cercare di dormire, invece. Jack appoggi la testa sul cuscino in modo da accostarla a quella di lei.
Ci sono cose pi importanti. Il ginocchio di Rachel sfior il suo.
Piccola mia! L'esclamazione era stata qualcosa di mezzo tra un sospiro e un gemito disperato. Vorrei...
Vorrei anch'io tante cose. Ma ora voglio te. Gli prese le mani e se le port sul seno. Al posto tuo, non rischierei di perdere la mia donna, bisbigli.
Ti prego. Ne abbiamo gi parlato.
Non posso fare a meno di tornarci su. Ti voglio talmente. Hai un'idea di che cosa si prova?
 esattamente quello che provo io per te.
Jack, amore mio, tienimi, prendimi.
Oh, Rachel! Vieni, rifugiati da me, in me!
Umilak era di guardia al timone. Non si udiva alcun suono, salvo lo sciacquo lievissimo delle onde contro lo scafo. Campbell quasi inciamp nella carabina, appoggiata alla parata proprio all'interno della soglia. Succede qualcosa? domand.
Niente. Tutto tranquillo.
Jack sedette un po' di traverso Sul sedile, accanto all'indiano e ordin gentilmente: Va' a riposare un po', Capo.
Mi chiami sempre capo, disse Umilak. Cos'? Uno scherzo?
Uno scherzo? E perch dovrei scherzare? Mi hanno detto che eri un capo. Non lo sei?
Be', in un certo senso, rispose Umilak. Campbell lanci un'occhiata al profilo adunco. L'indiano accenn un risolino. Un capo senza una trib.
Che ne  stato della tua gente?
Una volta, vivevamo di pesca dalle parti di South Harbour. Il nome che noi davamo al villaggio non era South Harbour...
Gi.
Poi noi... loro... si trasferirono nella parte settentrionale dell'isola, perch a South Harbour la pesca era cattiva, ormai, come lo  tuttora.
Ma tu non andasti con gli altri, vero?
No, io sono rimasto.
Continua, disse Campbell, in tono di incoraggiamento. Perch, come mai?
L'indiano mand un profondo sospiro. Be', non mi volevano con loro. Dicevano che era colpa mia se non prendevano pi pesci.
Tua?
Mia. Pinnarotta si chiama cos a causa di quel foro nella pinna, vero?
S.
L'indiano mormor: Gliel'ho fatto io.
Cosa?
A poco a poco, sotto l'interrogatorio tranquillo ma persistente di Campbell, Umilak raccont la sua storia. La pesca era povera, in quell'area, e Umilak doveva dar da mangiare alla sua famiglia. Era nata una sorta di competizione tra gli indiani e le balene, e le orche venivano a rubare i pesci pi grossi dalle reti e dalle lenze degli indiani. Un'orca aveva addentato un balenottero che Umilak era riuscito ad arpionare.
Agli indiani era permesso cacciare le balene ma non attentare alle orche marine, che essi veneravano come di del mare. Ma Umilak aveva frequentato la scuola cristiana e non credeva pi nei tab tribali. Aveva giurato a se stesso di uccidere la prima orca che si fosse permessa di rubargli la preda.
Un'orca pi grossa delle altre, sebbene giovane, allora, si era avvicinata alla barca di Umilak. Convinto che intendesse rubargli ci che aveva pescato, l'indiano aveva afferrato il suo fucile da caccia e, presa la mira, aveva sparato. Le aveva fatto un foro nella pinna.
L'orca ferita aveva caricato la barca, capovolgendola. C'era un altro indiano, a bordo. Umilak era riuscito a toccare terra, ma il suo compagno era scomparso.
In seguito, Pinnarotta era rimasta nei pressi, e gli indiani ora si azzardavano a pescare soltanto tra le secche. Pesce ne prendevano pochissimo, e di questo la trib dava la colpa a Umilak. Cos, dandogli l'ostracismo, gli altri, compresa la famiglia di Umilak, si erano trasferiti in un'altra parte dell'isola.
E sei rimasto solo per tutti questi anni?
S. La mia gente ha un nuovo capo.
Bene, al posto tuo, avrei fatto come te, assicur Campbell.
Tu non sei un indiano.
E dai ancora la colpa a te'stesso?
Tu non incolpi te stesso, forse? replic immediatamente Umilak.
Campbell ignor la domanda. Per questo, allora, pensi che far del male all'orca porter sfortuna.
Porter morte.
Perch diavolo vuoi salvarle la vita, allora?
Per salvare quella di Rachel, la tua, la mia. Chiss, forse...
Forse?
L'indiano aveva un'espressione triste, ora. Forse, se l'orca si salver, e anche noi, potr ritornare tra la mia gente.
"Umilak  pazzo quanto me," pens Campbell. "Perfino Rachel  pazza. Siamo tutti pazzi. Il mondo intero, e tutto quello che c' dentro, non  altro che un immenso manicomio."
...
.
...
Capitolo 26.
...
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...
Lo ud poco prima dell'alba: attraverso l'acqua, non per mezzo dell'idrofono, come se il segnale fosse proprio diretto a lui.
Balz letteralmente in piedi, correndo ad accendere il riflettore, dirigendone il raggio da tutte le parti. Orca maledetta imprec, rivolto alle tenebre.
Di nuovo il verso. Lui continuava a spazzare l'acqua con il raggio luminoso, cercando la sagoma familiare.
Ping. Quasi una sfida. Vieni a prendermi, sembrava che dicesse.
S, certo, vengo, mormor Jack.
La luce si diffondeva sopra neve bianca e acqua nera, e a un tratto fece balenare qualcosa di rosso. Campbell scorse la testa dell'orca, appena affiorante dall'acqua, sporgere da dietro un iceberg. Portandosi immediatamente il fucile alla spalla, mir e lasci partire il colpo.
Il bianco universo esplose in un caos di echi, rimbalzanti da
quei pendii a picco. Una valanga di ghiaccio fran in acqua. Campbell pot udirne il tonfo. La testa era scomparsa.
Sent un rumore di piedi in corsa, poi la voce spaventata, ancora assonnata di Rachel: Che c'? Che cos' successo?
Le ho sparato! disse lui, ridendo. Credo d'avere sforacchiato ancora un po' l'amico Pinnarotta!
Umilak emerse silenziosamente dalla penombra. Rachel si stringeva nella vestaglia. L'indiano domand: Hai ferito l'orca?
Spero di s!
Torniamo indietro ora, intesi? Il viaggio  finito. Hai ferito l'orca, come l'orca ha ferito tua sorella. Basta cos?
Campbell fissava la faccia color rame, cos piena di tristezza. Umilak era terrorizzato. Tornare? Assolutamente no! Continueremo a inseguirla! L'indiano aggrott la fronte e si allontan.
Il riposo era terminato, per quella notte. Rachel prepar la colazione mentre Campbell rimaneva di guardia nella timoniera, a osservare il giorno che sorgeva, a oriente. L'orca non dava segno di vita, e lui cominciava a domandarsi se non l'avesse uccisa, o almeno ferita a morte. In quel momento stesso, poteva darsi che l'animale si stesse dissanguando a poco a poco nell'acqua gelida. Soffri, maledetta, prese a imprecare a voce alta Jack. Spero che tu stia morendo. Prego solo che tu sia gi morta!
Nel rialzare lo sguardo si accorse che Umilak, le labbra sporte in un'espressione desolata, lo stava osservando attraverso la finestra della timoniera. Imbarazzato, si domand se l'indiano avesse udito quello che lui farneticava. Che c'? gli grid.
Umilak entr nella cabina. Ho controllato il combustibile. Ce n' abbastanza soltanto per arrivare fino a quel villaggio di pescatori sulla costa del Labrador. Non oltre. Dobbiamo rientrare subito a terra. Se continuiamo, non ce la faremo pi a tornare indietro.
Campbell ascoltava, accigliato. Ho fatto anch'io qualche
controllo, Umilak. La mappa indica che c' un campo d'aviazione dell'aeronautica canadese, sulla costa del Labrador. Ci rivolgeremo a loro per essere riforniti di combustibile, quando avremo finito di occuparci dell'orca. La voce gli si era fatta pi roca. Se dovesse capitare il peggio, lancerai un S.O.S. per radio. Penseranno loro a rilevare la posizione e a mandare un elicottero, che vi porti in salvo,
Umilak lo fissava, serio. Che vi porti in salvo, hai detto? Perch, tu non vieni?
Be', s, sempre che non mi succeda qualcosa.
L'indiano estrasse l'amuleto da sotto la camicia e prese a giocherellarci. Non mi piace. Non mi piace affatto, questa storia.
Jack e Rachel consumarono una rapida colazione, mentre Umilak se ne rimaneva nella sua cabina. Campbell fece i suoi preparativi senza di lui. Controll la scialuppa che era sospesa a poppa. Port a prua le granate che ancora restavano e strapp via il telo dal cannoncino, assicurandosi che girasse senza intoppo sul suo asse. Caric la culatta e la punta dell'arpione con l'esplosivo. Poi avvi il motore, iss le ancore e prese a manovrare lentamente in direzione degli iceberg.
Spero tanto che tu sappia quello che stai facendo, gli grid Rachel, di vedetta su in gabbia.
Osserva l'acqua, tu, replic Campbell.
Metro per metro il Bumpo avanzava, addentrandosi nel passaggio in mezzo a due iceberg che sembravano annullare il cielo, dondolando dolcemente, come se fosse ancora all'ancora. Dopo un'eternit, sbuc in quello che si sarebbe potuto definire un lago: un tratto di acqua aperta, con lastre di ghiaccio galleggianti sulla superficie come grandi ninfee grigiastre. L'anello d'acqua era circondato da iceberg di tutte le forme e dimensioni, come se uno scultore gigantesco avesse voluto sbizzarrirsi. Il sistema di iceberg era complesso, con una rete di vie d'acqua che si addentravano in mezzo a quelle montagne galleggianti. Campbell, rasentando i lastroni, si stava dirigendo verso uno di quei passaggi quando ud Rachel urlare: Pinna a poppa! L'orca!
Ingran immediatamente la marcia indietro, sperando di speronare il cetaceo con l'elica. Poi sporse la testa dalla finestra della cabina, allungando il collo, in tempo per vedere la forma bianca e nera spostarsi dal lato di dritta, voltarsi, spiccare un balzo verso l'imbarcazione prima di ricadere fragorosamente in acqua. Un guizzo della nera coda lasci la scialuppa pendente in pezzi dagli appositi argani.
Oh, Dio! grid Rachel, disperata. Oh, Dio mio!
L'orca aveva sfoderato una nuova arma: la sua coda, capace
di abbattere l'albero, e perfino la timoniera. Vieni gi, presto! grid Campbell a Rachel, tornando a manovrare in avanti.
Il rumore fece accorrere Umilak dalla sua cabina. Si era infilato un salvagente e teneva una mano dietro di s. Capitano, domando...
Ora non c' tempo, Capo, disse Campbell. Scrutava i canali davanti a s, per avvistare in tempo una pinna nera.
Nel tono di Umilak si mescolavano rabbia, rispetto e rimpianto. Capitano, assumo il comando. Torniamo indietro.
E aspetta un momento, rispose distrattamente Campbell, che non aveva sentito.
Ho detto che si torna indietro! Umilak puntava una pistola. Sono io il comandante, ora.
Cos', l'Ammutinamento del Bounty? url inferocito Campbell.
Tu ci Ucciderai tutti. Fa' come ti dico, o sparer. Manovra lentamente, e torna indietro. Usciamo di qui.
Campbell non aveva mai distolto lo sguardo dalla finestra della timoniera. Guarda a sinistra, Capo.
Andiamo, Jack! Questo  un vecchio trucco. Tu insulti...
Dico sul serio. Guarda! Un iceberg si muove, ma gli altri no. Come te lo spieghi?
Umilak volt la testa. Osservarono un frastagliato blocco di ghiaccio muoversi lentamente ma inesorabilmente verso di loro, tagliando la strada al Bumpo. L'iceberg misurava soltanto qualche metro in altezza e in ampiezza, ma per quattro quinti almeno rimaneva nascosto sott'acqua. Non avrebbe impiegato molto a raggiungerli.
Io... mormor Umilak.
Prendi il timone! Metti tutta la barra a dritta. Cerca di girargli attorno. Afferrato il fucile, Campbell corse fuori dalla timoniera, andando a sbattere contro Rachel. Infilati il salvagente, tu. Presto!
Lei lo guard, poi guard l'iceberg che si avvicinava. Sembrava confusa. Non...
Dev'essere l'orca che spinge quel maledetto iceberg. Signore Iddio,  una dinamo! Jack si precipit a prua, si chin sulla cassetta di metallo, ne estrasse una granata. Strapp la sicura e lanci. La granata vol al di sopra della cima dell'iceberg. Una seconda era gi in aria prim'ancora che la prima esplodesse. Gli iceberg tutt'intorno echeggiarono di tonfi sordi.
Rachel ritorn, con indosso un salvagente e portandone un altro per lui, che se lo infil al di sopra del pesante maglione e subito si chin sulla cassetta: di granate ne rimaneva una sola.
Il Bumpo stava rallentando. Timone a dritta! url Jack. Maledizione, Umilak, ma che cosa ti succede?
Ma l'indiano non era nella cabina di comando, dove il timone girava senza che nessuno lo manovrasse. La sua voce arrivava ora dalla cabina principale. May day! May day! SOS! Ho inserito il pilota automatico per il vostro radiogoniometro. Mayday! SOS! Mayday!
L'iceberg si avvicinava. Campbell, con la granata ancora in mano, era quasi arrivato nella timoniera quando l'urto avvenne, diffondendo un violento tremito in tutto lo scafo. Lui cadde. Rialzandosi a fatica, strapp la sicura e lanci la granata al di sopra
dell'iceberg che ora stava tutto premuto contro una delle fiancate. Si ud l'esplosione e, subito dopo, un grido acuto, quasi infantile. Di dolore? Di rabbia? L'iceberg urt di nuovo lo scafo, spingendolo sempre pi in fretta verso un altro, pi grande, che stava dietro il Bumpo.
Umilak, che stava uscendo dalla cabina principale, cadde contemporaneamente a Jack. La violenza dell'urto lo fece slittare sul pagliolo viscido del ponte, verso poppa. L'indiano balz subito in piedi, agitando la pistola in direzione di Campbell. Imbarcazione e iceberg stavano per entrare in collisione. Umilak url un avvertimento, poi il Bumpo urt. Una pioggia di frammenti di ghiaccio si abbatt sull'indiano e, dall'alto, arriv un fragore come di tuono. Umilak sollev la faccia su cui terrore e rassegnazione si fondevano, mentre un blocco di ghiaccio si abbatteva come una massiccia ghigliottina sul ponte a poppa.
Umilak! url disperatamente Rachel.
Dove un attimo prima c'era l'indiano, ora c'era soltanto una buca spalancata nel ponte: dell'uomo pi nessuna traccia. Il blocco di ghiaccio doveva averlo trascinato con s nel precipitare gi nella stiva e, probabilmente, oltre, sul fondo. Non c'era tempo di piangere l'amico, nemmeno di meditare sullo sgomento espresso dal volto dell'indiano. Stiamo per affondare! grid Jack.
L'orca spiccava balzi davanti all'imbarcazione, come se fosse trionfante. Maledetta! url Campbell, mentre correva a prendere la carabina. Ma l'arma non si trovava da nessuna parte. Disperato, Jack balz a prua, afferr il cannoncino, mir e premette il grilletto. Non accadde niente.
Inceppato! Gelato! Maledizione!
L'orca era in superficie, ora, vicinissima, e i suoi occhi sembravano quasi sporgenti. Era il dolore, il furore, lo sfinimento e l'eccessiva sicurezza di s che la induceva a correre il rischio? La bocca si spalancava, mentre la coda agitava l'acqua. Di nuovo Campbell azion il grilletto e di nuovo il meccanismo rifiut di
funzionare. Con le mani guantate, Jack sfil il lungo arpione dal cannoncino, balzando poi sul "pulpito", dove leg la cima. Sollev l'arma al di sopra della sua testa, gli occhi fissi sull'orca, mentre lo spazio tra loro si riduceva rapidamente. Il grande corpo cominci a uscire dall'acqua, scoprendo i denti, e Campbell, chiamando a raccolta tutte le sue forze, scagli l'arpione. La punta acuminata venne a contatto con la carne proprio dietro la testa massiccia, e la carica esplose. L'orca mand un grido e si immerse.
La cima si tese, cominci a vibrare, e il Bumpo prese ad allontanarsi dall'iceberg, rimorchiata dal grosso cetaceo, con l'arpione conficcato nella schiena. "Che forza, che potenza incredibile!"" pens Jack. L'orca impazzita, che si stava ora dirigendo verso un lastrone di ghiaccio, poteva ancora salvarli. Presto Rachel! grid. Afferra tutto il cibo che puoi e portalo sul ponte. Anche indumenti! Coperte! Razzi! Abbiamo ancora una speranza!
Lei cominci a lanciare cose sul ponte a poppa, mentre l'imbarcazione semi-affondata attraversava lentamente il canale tra i ghiacci. Jack, scorta la carabina presso la timoniera, la recuper e and ad appostarsi sul "pulpito" con l'arma puntata, aspettando. Con una ingegnosit che Campbell non pot, per un istante, non ammirare, l'orca, soffermandosi un momento, fece s che la cima si allentasse. Spicc allora un balzo e atterr dall'altro lato del lastrone galleggiante, lasciando la fune al di sopra del ghiaccio Evidentemente, l'animale ferito stava tentando di tagliare la cima contro l'orlo acuminato del lastrone.
La prua del Bumpo strisci fragorosamente contro la lastra galleggiante. Campbell ebbe il tempo di gridare: Butta gi la roba! poi, con un fragore metallico, il "pulpito" si stacc dal resto dello scafo. Trascinato dall'orca che continuava a tirare dall'altra parte del lastrone, il "pulpito" slitt attraverso la superficie piatta, come l'automobilina di un parco-divertimenti. Se non altro sono vivo, disse a se stesso Campbell, mentre con una
mano si aggrappava a quella specie di gabbia e, con l'altra, continuava a stringere la Magnum. Vide l'orca scaraventare il suo corpo enorme contro una sporgenza di ghiaccio tutta frastagliata. L'arpione le venne strappato dalla carne, lasciando uno squarcio profondo. Il "pulpito" rallent la sua slittata e si arrest.
Rapidamente, Campbell si liber dalla struttura metallica, ammaccata e accartocciata. Ancora a bordo del Bumpo, Rachel gettava oggetti alla rinfusa sul ghiaccio. La poppa affondava sempre pi, la prua si sollevava. Rachel! Salta! Fa' presto, salta, per amor di Dio!
Lei si gett dall'imbarcazione, finendo sul ghiaccio, dove rotol su se stessa. Rimasero a guardare mentre, qualche secondo pi tardi, il Bumpo spariva sott'acqua.
Quanto potremo resistere? domand lei, appena Jack le fu accanto.
Non lo so, mormor lui. Fa sempre pi freddo, e si sta levando anche il vento, per cui il gelo aumenter. Possiamo resistere fino all'arrivo di un elicottero... se arriver. La base non  lontana, ma potrebbero avere difficolt a trovarci, prima che faccia buio.
Rachel tent di sorridere. Ne hai abbastanza dell'orca, finalmente?
Fin sopra i capelli. Ma chiss se lei ne ha abbastanza di me?
Non dovette aspettarla a lungo, la risposta. Aveva visto una
tenda, tra quel disperato mucchio di provviste arraffate alla meglio, e stava cercando di impiantarne i pioli nel ghiaccio, servendosi del calcio della carabina come di un martello, quando si fece udire il solito, sinistro ping. Sembrava a un tempo vicino eppure stranamente distante.
Buon Dio! gemette Rachel.  proprio sotto di noi!
Il lastrone trem, una crepa si apr, allargandosi. Nell'apertura
Jack poteva scorgere la testa, che vibrava colpi, implacabilmente.
Alz la carabina e fece fuoco. Si lev uno spruzzo di sangue e l'orca scomparve.
L'ho uccisa! L'ho proprio uccisa!
Ma il ghiaccio torn a tremare. Rachel barcoll e per poco non venne inghiottita dalla fenditura. Campbell l'afferr per un braccio. Il lastrone rollava violentemente. Lasciaci in pace! url lui all'acqua nera. Vattene, maledetta!
Senza perdere d'occhio le provviste, prese a spostarsi attraverso il lastrone, sperando di trovare un punto di maggiore spessore che potesse resistere agli assalti martellanti dell'animale. Tanto lui che Rachel si spostavano leggermente, in punta di piedi, come per nascondere la loro posizione all'implacabile cetaceo e alle sue vibrazioni uso sonar. Ma l'orca era sempre sotto di loro, e picchiava colpi contro la parete di ghiaccio che la separava dalle sue vittime. Il lastrone s'incrinava sempre pi, sotto quei colpi furiosi.
Jack! url atterrita Rachel.
Inorridito, lui constat che stava allontanandosi dalla ragazza, e non di sua volont. Il ghiaccio su cui stava si era staccato dal resto della lastra e andava alla deriva nel canale. Lui si trovava a occupare una minuscola isola tutta sua. Ora l'orca l'avrebbe finito, e senza difficolt. Non c'era niente ch'egli potesse fare, per salvare se stesso. Guard dentro la canna dell'arma. Meglio finirsi da s che venire maciullato da quei denti spaventosi...
Ascolta!
Sopra gli iceberg, si udiva ora il fragore ritmato e distante di un elicottero. Mentre frugava il cielo con lo sguardo, Jack sent che il ghiaccio sotto di lui cominciava a inclinarsi. Sent la presenza vicino a s, prim'ancora di girarsi di scatto, carabina in mano.
Jack! Spara!
A qualche metro appena di distanza, la testa dell'orca riposava sull'orlo dell'isola, pesandovi sopra per abbassarlo. Campbell lottava per riuscire a sollevare il fucile. Gli occhi rossi fissavano i suoi.
Spara!
S, rispose lui, con voce opaca. L'arma sembrava inchiodata al suo fianco. Affascinato, lui fissava il mostro negli occhi. Che cosa scorgeva, l in fondo? Visti da vicino, non erano rossi, erano color ambra. Due pozze d'ambra, profonde e limpide. Il ghiaccio si inclinava e lui cominciava a slittare. Nelle due pozze di fronte a lui si annidava qualcosa, e non era affatto qualcosa di malevolo, ma al contrario di selvaggio, di libero, di bello! Una voce acuta lo chiamava in una lingua strana che lui, miracolosamente, poteva comprendere. Avvicinati, diceva. Lasciati andare. Vieni, fonditi con me. Pi vicino. Vieni. Pi vicino.
Che cos'aspetti? urlava Rachel. Uccidila! Uccidila, uccidila! Uccidila!
Gli occhi color ambra lo chiamavano. Lentamente, lui scivolava sempre pi vicino.
Spara!
L'arma esplose, in un colpo partito cos, senza mira. Lui la lasci cadere, la vide slittare gi per il pendo di ghiaccio e finire in acqua. Scivolava pi rapidamente, ora, tentando invano di afferrarsi alla superficie vitrea. Sentiva l'elicottero portarsi sempre pi in basso. Troppo tardi! gemeva una voce dentro di lui. Troppo tardi!  sempre stato troppo tardi, per me! La sua bocca si apr a un grido acuto, infantile, come se qualcun altro avesse parlato per lui. Aiuto!
Vedeva tutto: l'orrenda ferita sulla schiena di raso nero, dove si era conficcato l'arpione. Le pieghe insanguinate, lasciate l dalle sue pallottole. Una massa di cicatrici e di abrasioni copriva la testa, come se si fossero raccolti l tutti gli insulti e gli abusi del tempo. Campbell era disteso bocconi, slittava a testa in gi lungo il pendo, a braccia tese in fuori. Alte file di denti color avorio, acuminati, affilati, apparivano sempre pi grandi, mentre
le mandibole si spalancavano sempre pi. Lui si sentiva trascinare sempre pi in basso.
Mentre Campbell stava ormai per raggiungere l'orca questa mand un grido, altissimo e penetrante. L'alito ardente lo invest. Poi la testa si sollev, si scost, lasciando Campbell a penzolare dall'orlo del lastrone. Incredulo, inebetito, lui vide l'orca indietreggiare e svanire. Passarono alcuni istanti e poi, in distanza, l'orca spicc il balzo, riempiendo il cielo della sua maest. Parve rimanere sospesa a mezz'aria per un tempo eterno, prima di ricadere in mare. La pinna forata fil via verso gli iceberg e s'inabiss sotto le onde.
...
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...
FINE.